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Nel 1980 i Crass fecero uscire per la loro etichetta un singolo split con il gruppo femminile delle Poison Girls e i proventi delle vendite sarebbero dovuti servire a finanziare un centro anarchico proprio a Londra.

Ed è sulla scia di questo singolo che i Crass maturarono l’idea di pubblicare un album diverso dal solito con Eve Libertine alla voce, perciò tutta al femminile, invece dei soliti Steve Ignorant e Pete Wright.

E nel 1981 infatti verde la luce “Penis Envy”: una vera e propria rivolta femminista contro il ruolo a loro imposto dalla società chiaramente maschilista e una sfida a tutti i cliché del tempo. Il loro anarco punk è spigoloso e tagliente come sempre, con quei riff di chitarra riconoscibili al primo ascolto, ma in questo disco, a mio parere, si sente l’influenza della new wave e del post punk inglese, tanto quanto un certo dark punk americano che mi fa venire in mente gruppi come i Flesh Eaters!

Ma la vera dichiarazione politica dei Crass parte innanzitutto dalla copertina, sempre ricca di dettagli che per questa band sono sempre stati molto importanti. Nel fronte si nota in primo piano una bambola gonfiabile ancora incellofanata, la Teenage Doll come recita la scritta in alto, immagine che si contrappone a quella del retro, dove si vedono animali squartati in un mattatoio credo con il loro “boia”.
Ma è la frase che sovrasta questa immagine che colpisce, ovvero dalla Bibbia, Genesi 2.23: «E l’uomo disse: questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella si chiamerà donna, perchè è stata tratta dall’uomo». Scaro e profano, come si suol dire…

All’interno i vari collage, sempre di chiara ispirazione dadaista, compongono varie immagini, una su tutte quella di due figure femminili che sembrano legate, impossibilitate a muoversi, a parlare, a potersi ribellare!
I Crass inseriscono anche tutti i testi delle canzoni, cosa che ci aiuta molto a capire tutto il full-length e il pensiero del gruppo in quel periodo. E cito a tal proposito un estratto dal brano “Systematic Death”: “Povera ragazzina, povera piccina/le riempiranno la testa di inutili porcherie/le insegneranno tutti i trucchi…vogliono toglierti gentilmente la maschera”.

Il 1981 è un anno molto importante anche perché è l’anno della morte in carcere per lo sciopero della fame del comandante dell’IRA Bobby Sands. Morirono così come lui altri nove giovani, cosa che fece scoppiare disordini in Irlanda del Nord e Londra venne messa sotto assedio. E nello stesso anno prese il via il campo pacifista femminile di Greenham che dette il via ad una lunga campagna antimilitarista a livello nazionale e all’apertura di tanti altri campi pacifisti. I Crass non erano solo una band, i loro dischi e le attività politiche lo dimostravano ampiamente. Tutti questi temi, come guerra, carcere, antimilitarismo, diedero poi il via nel 1982 all’uscita di un nuovo album, “Christ The Album”

…to be continued…
David Bardelli