Anno d’uscita: 1996
Sito web: https://it.wikipedia.org/wiki/Charly_Garc%C3%ADa

“Say No Moreè l’ottavo album in studio da solista del musicista argentino Charly García (vero nome Carlos Alberto García Moreno). La pubblicazione del 1996 riunisce canzoni realizzate dall’autore con lavori strumentali che erano stati scritti per il film “Geisha” che però non vennero inclusi nella colonna sonora a causa di divergenze con il regista Eduardo Raspo.

Dopo il gran successo di  “Hello, MTV Unplugged” nel 1995, García propone dunque questa release emblematica, che è considerata la più cupa e sperimentale della sua carriera. Il full-length è importante non solo perché include diverse hit come Alguien en el mundo piensa en mí”, Necesito un gol”, Estaba en llamas cuando me acosté” y Cuchillosma anche per la realizzazione del lavoro grafico che lo rappresenta.
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Homenaje_Gustavo_Cerati_(15712287501).jpg

Il longplay è significativo, se non addirittura paradigmatico per la carriera dell’artista soprattutto perché inaugura un nuovo approccio creativo di tipo sperimentale, un modo di lavorare che Charly García stesso ha definito “constant concept” (https://www.lanacion.com.ar/espectaculos/say-no-more-nid170624/ ).

Il Constant Concept consiste nel registrare l’album direttamente, senza uno script chiaro o un elenco specifico di canzoni. Lo scopo di tale scelta era quello di riuscire a raggiungere un maggior grado di freschezza e un nuovo suono che rappresentasse quello che era la vita del musicista in quel periodo: un caos completo, profondo e oscuro, dovuto in parte anche agli eccessi di uso di sostanze chimiche alteranti.

Il disco, oltre alle canzoni, comprende molte tracce strumentali ed effetti sonori stratificati e al contempo pare voler riprendere ed orientare parte della narrazione acustica verso la evoluzione di certi passaggi musicali del precedente “La Hija de la Lágrima(1994). Una canzone strumentale porta proprio il nome “Constant Concept”.

Ma c’è di più per poter sostenere che questo disco è emblematico nella carriera dia Charly García. Infatti l’artwork della copertina include un simbolo con le lettere S, N e M sovrapposte, che divenne in seguito un logo che García e molti suoi fans usano fino ad oggi su poster, volantini e braccialetti, magliette, ecc..

“Say No More” diventa dunque un qualcosa di più che solo un nome di un album. Si evolve a un concetto, un filone artistico, una specie motivo conduttore, che per la sua importanza si ripercuote persino nel nome dato agli studi di registrazione per la raccolta di inediti pubblicata con l’etichetta Sony Music: i Say No More Studios.

Le immagini usate per la copertina e per il booklet sono fotografie nate in bianco e nero con interventi pittorici di colori forti tendenti al fluorescente, in stile Art Brut. Le figure sono ritratti dell’artista stesso che mostrano la sua figura intera o il mezzo busto in quasi totale oscurità, evocando perfettamente lo spirito cupo e sperimentale della musica.
Gli scatti, le illustrazioni e i disegni negli opuscoli dei CD o degli LP spesso ci affascinano proprio perché le concepiamo e sono intese come parte dell’opera dell’artista. A maggior ragione se quei dipinti, come in questo caso, sono dell’autore stesso del disco. Questi interventi pittorici sono dunque un preludio di un Charly García pittore, di un artista integrale. E infatti la sua opera visiva verrà poi riconosciuta e degnamente esposta insieme ad altri 400 personalità artistiche invitate nell’ambito dell’imponente rassegna d’arte annuale ArteBA 2022 di Buenos Aires. (https://billboard.ar/llega-arteba-2022-con-las-obras-de-charly-garcia/.)
Alcuni concetti di un articolo redatto dal filosofo Dani Mundo sopra l’opera di Charly García, pubblicati precedentemente dall’Agencia Paco Urondo, sono stati poi ripresi nel catalogo della mostra d’arte «I suoi disegni e dipinti sono graffi trash che mettono in scacco sia la figurazione (che mantengono) sia la significazione, che in alcune immagini manca. Questa indifferenza al significato che caratterizza il lavoro pittorico di Charly è molto importante, perché la nostra società è ossessionata dal trovare significati ovunque. Viviamo nella società dell’iper-significazione. Ma la pittura di Charly, come la sua opera musicale dagli Anni’90, è una pittura per la quale bastano il colore, il rayon e lo schizzo.» (https://www.agenciapacourondo.com.ar/cultura/charly-garcia-pintor-el-artista-integral liberamente tradotto dall’autore dal castellano argentino).

Un’altra frase di Dani Mundo ci riconduce poi allo spirito musicale diretto e senza mediazione, di “Say No More”: «L’unico modo per non far fallire un piano è non averlo affatto. Dove alcuni vedono disordine e caos, altri possono percepire altri ordini incomprensibili.» (https://www.agenciapacourondo.com.ar/cultura/charly-garcia-pintor-el-artista-integral – liberamente tradotto dall’autore dal castellano argentino)

Per concludere, come riportano varie testate giornalistiche, Charly García ha venduto tutte (!) le opere da lui esposte ad ArteBa 2022. (https://tn.com.ar/sociedad/2022/10/11/charly-garcia-vendio-todas-las-obras-que-expuso-en-arteba-y-marta-minujin-fue-una-de-las-compradoras/)
Fabian Von Unwerth