Anno d’uscita: 1978
Sito web: https://it.wikipedia.org/wiki/Crass

I Crass, attivi dal 1977 al 1986, furono ben più di una punk band! Erano un collettivo punk, capitanato da Penny Rimbaud, dove tutto era “do it yourself” e ben presto in UK divennero un vero punto di riferimento per le varie band di quella scena e dei punks libertari.
A partire dal logo che divenne ben presto marchio di fabbrica dei Crass, riconoscibile prima vista e simbolo di libertà per tantissimi punks, fu disegnato oltre 40 anni fa da Dave King (r.i.p.) e raffigura un serpente che si mangia la coda, ovvero simbolo di un capitalismo autodistruttivo che tutto crea e tutto distrugge. Per qualcuno invece questo logo rappresenterebbe una sorta di anti-svastica contro il razzismo e il nazi-fascismo appunto.
Oltre ai dischi ed ai concerti, i Crass organizzavano anche delle performance teatrali e visive e con l’autoproduzione riuscirono in qualche modo a sopravvivere e prosperare nei giorni bui del governo conservatore della Tatcher.

Ma la cosa interessante dei Crass erano soprattutto le sleeve dei loro dischi, veri e propri capolavori artistici fatti con il metodo del collage di stampo “dadaista”. Tutto molto politico direi, dove le immagini si sposavano benissimo con i testi dei loro brani a base di pacifismo, anarchismo, anti-militarismo e anti-fascismo.
“The Feeding Of The 5000” è il loro primo album, il titolo è in chiaro riferimento al miracolo biblico in cui si dice che una piccola quantità di cibo abbia sfamato 5.000 persone. La nitidezza del tratto di copertina rende tutto molto pulito e chiaro: c’è un quartiere nord-irlandese sotto assedio dalle forze dell’ordine pronte a sparare, dove emergono le classiche case a mattoncini piuttosto malconce. I bambini giocano in strada, cosa oggi molto più rara, mentre si nota un grande manifesto che raffigura un martire della lotta di indipendenza dell’Irlanda del Nord. E poi si nota il simbolo del CND (Campain For Nuclear Disarmament) organizzazione anti-militarista inglese contro l’installazione di missili nucleari in funzione anti-sovietica.
Guardare e studiare le loro copertine piene zeppe di dettagli è come fare un viaggio nel pensiero politico dei Crass e quando nel 1979 uscì il loro secondo album, “Stations Of The Crass” l’artwork ci avrebbe regalato di nuovo delle grandi sensazioni, anche per il fatto che il ’79 appunti fu un anno cruciale per il punk inglese, che da lì in poi comincerà a dividersi in diversi generi, fino ad arrivare all’OI e al puro hardcore.

Ma dato che sempre su Art Over Covers il secondo album è stato già magnificamente descritto, parlerò più avanti di “Penis Envy”, facendo un salto nel 1981, anno del loro terzo full-length.

…to be continued…
David Bardelli

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