Anno d’uscita: 2011
Regia: Roland Emmerich

Il film “Anonymous” è un lungometraggio del 2011 diretto da Roland Emmerich e scritto da John Orloff. La pellicola propone una delle innumerevoli teorie sulla vera identità di William Shakespeare – drammaturgo, commediografo, poeta inglese – le cui opere sono rappresentate ancora ai giorni nostri, sul palcoscenico dei teatri di tutto il mondo, in lavori artistici dal valore quasi affettivo oppure cinematografici di ampio respiro come questo.

Il titolo del film sembra riprendere anche il nome del gruppo di dissidenti e hacker conosciuti come Anonymous. In realtà anche il personaggio principale di “Anonymous”, impersonato da Rhys Ifans, è a suo modo un dissidente, sebbene in maniera del tutto singolare.Un ritratto di Shakespeare del 1609.

La biografia ufficiale di Shakespeare
Il celeberrimo poeta è anche noto come il Bardo, ma di lui si hanno poche notizie certe e noi prendiamo per buono ciò che ci viene somministrato. A scuola si insegna che egli nacque a Stratford-upon-Avon (nel Warwickshire) e venne battezzato il 26 aprile 1564, e per questo motivo è probabile che fosse venuto al mondo qualche giorno prima. Figlio di un ricco mercante, gli venne data la possibilità di di frequentare la scuola locale dove apprese la grammatica e dove ricevette una buona istruzione. Sembra che riuscisse a leggere il latino, ma non il greco. A differenza di altri autori del periodo, come Marlowe, non usufruì di alcuna formazione universitaria.

Nel 1582 William sposò Anne Hathaway, una donna del luogo, da cui ebbe tre figli. Dal 1585 al 1592 non si sa più nulla, salvo il fatto che pare avesse lasciato Stratford per andare a Londra in cerca di fortuna; per tale ragione ci si riferisce a questo periodo come agli “anni perduti” (“the lost years”).

Nel 1592 un certo William Shakespeare fu comunque attivo nella capitale sia come attore sia come drammaturgo. Nel 1594 cominciò a lavorare per The Chamberlain’s Men, la compagnia di attori fondata e protetta da Lord Chamberlain. Era infatti consuetudine che gli attori si trovassero uno sponsor e un finanziatore, dato che la loro professione li qualificava come vagabondi, o comunque persone disdicevoli. Tale compagnia riuscì a costruire un proprio teatro, il Globe, che venne distrutto da un incendio alcuni anni dopo.

Nel 1603, alla morte della regina Elisabetta, la compagnia venne messa sotto la protezione del nuovo sovrano, e fu chiamata The King’s MenWilliam Shakespeare ritornò poi al suo paese natale, dove morì nel 1616.

Shakespeare, chi era costui?
Proprio la scarsità di notizie sicure sul poeta ha dato la stura a una serie pressoché infinita di ipotesi sulla sua vera identità. Lo stesso autore americano Mark Twain sostenne: «Per quanto sappiamo e possiamo provare, lo Shakespeare di Straford-upon-Avon non scrisse mai nemmeno un’opera in vita sua.» Ed ecco le ipotesi più suggestive:Da sinistra a destra, ritratti di Francis Bacon, Edward de Vere, John Florio e Cristopher Marlowe.

Sir Francis Bacon potrebbe essere il vero autore delle tragedie e delle commedie del Bardo. Persona dalla cultura enciclopedica, uomo di scienza e assiduo frequentatore della corte di Elisabetta I, era senz’altro in possesso della sterminata conoscenza necessaria per scrivere una quantità così imponente di testi appartenenti ai generi più diversi, sotto falso nome e in poco tempo.

Edward de Vere, diciassettesimo conte di Oxford, e Lord Great Chamberlain d’Inghilterra, nonché poeta di corte. Alcuni pensano che vi siano dei riferimenti nelle opere shakespeariane alla stessa vita di de Vere e una serie di codici nella scrittura che indicano il conte come il vero autore. Dato che i nobili non potevano esporsi dicendo che erano loro a scrivere tragedie o commedie, l’idea è che Shakespeare fosse un prestanome per il vero autore, in questo caso un aristocratico.

Giovanni Florio, linguista di origine italiana e il più importante umanista del Rinascimento inglese. Fu Thomas Spencer Baynes (1823-1887), editore della IX edizione dell’Enciclopedia Britannica, a includere alla voce “Shakespeare” una sezione dedicata a John Florio, mettendo in luce le relazioni tra il poeta inglese e il linguista siciliano. Altri ricercatori hanno avanzato l’ipotesi che fosse lui medesimo a scrivere le opere che ci sono pervenute, riversando in esse la sua invidiabile conoscenza della cultura e letteratura italiana.

Cristopher Marlowe, soprannominato Kit, era un “concorrente” di Shakespeare nel mondo del teatro. Nel ritratto che potete vedere, campeggia la frase latina “Quod me nutrit, me destruit”, ovvero quello che mi nutre, mi distrugge. Fu un personaggio alquanto sopra le righe e morì giovanissimo, completamente ubriaco, durante una rissa da taverna. Autore del Doctor Faustus, dove il protagonista si danna l’anima per possedere la sapienza assoluta, pare svolgesse il ruolo di agente segreto per conto della regina e che sul suo capo pendesse l’accusa di ateismo. Di tutte le ipotesi, pare essere la più remota.

…to be continued…
Cristina M. Cavaliere