Anno d’uscita: 1977
Sito web: https://iggypop.com/

Nel 1977 il nome Iggy Pop era già sinonimo di leggenda. Solo una vera Rockstar negli Anni’70 poteva permettersi di sopravvivere a una vita strampalata come la sua, fatta di eccessi, performance distruttive e droga. Iggy Pop aveva 30 anni all’epoca e vantava di aver già collezionato una lunga serie di aneddoti sufficienti per scriverci un libro. È stato lui a introdurre la pratica dello stage-diving durante i concerti con gli Stooges (il tuffo dal palco sul pubblico), a procurarsi tagli, a provocare con linguaggi corporei e verbali i fans e vomitare durante i live; azioni che verranno prese come esempio da artisti come Sid Vicious e i Mayhem, fino a un più contemporaneo Marilyn Manson. Ma personalmente, penso che l’azione più estrema di Iggy (per uno come lui) sia stata “paradossalmente” quella di autoconvincersi a farsi ricoverare in un istituto di igiene mentale, per uscire completamente dal tunnel dell’eroina che stava mettendo in serio pericolo la sua salute.
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Se non fosse stato per il sodalizio artistico e affettivo con l’amico David Bowie conosciuto sei anni prima al Max’s Kansas City di New York, forse ad oggi non saremmo qui a parlare delle due copertine dei dischi “The Idiot” e “Lust for Life” usciti nello stesso anno, e precisamente il 18 marzo e 29 Agosto 1977 sotto RCA Records. Entrambe le immagini che rappresentano i full-length sono opere del creativo Andrew Kent.

Kent è uno dei più acclamati fotografi rock che, specialmente nel periodo Seventies immortalò con scatti memorabili i più importanti artisti all’apice della loro carriera come Jim Morrison, Frank Zappa, Ozzy Osbourne (sì una delle sue è quella in cui è seduto sul water!), Cat Stephens e Lou Reed. Il periodo più proficuo di click fu indubbiamente quello legato al Duca Bianco che durò parecchi anni. Il suo occhio artistico contribuirà senza dubbio a rendere le sue pose eterne e per sempre cult. Se fate una ricerca noterete più foto legate a lui che a nessun altro; lo ha documentato in mille pose, backstage, serate, viaggi e performance live. Ed è sempre grazie a David che Kent arriverà a Iggy Pop.

“The Idiot” e “Lust for Life” non nacquero solo sotto la fortunata stella del genio di Bowie ma vennero artisticamente esaltati anche dall’iconografia suggerita sempre dalla sua geniale perspicacia creativa. Kent realizzò l’immagine di Iggy Pop per “The Idiot” catturando un piano americano che finisce all’altezza della coscia del cantante confondendo una scena girata all’aperto mentre nevica. Da prima occhiata sembrerebbe che Iggy stia ballando in un locale su una pista da ballo, come se stesse rievocando la canzone “Nightclubbing” ma il pavimento su cui poggia non è altro che un prato coperto di neve.
“The Idiot”, cita il capolavoro dello scrittore Fëdor Michajlovič Dostoevskij, il cui intento era di rappresentare un “uomo fondamentalmente buono”, come un nuovo Cristo rivisitato in tempi attuali che spicca per il suo anticonformismo e per la propria purezza, in un certo senso ritrovata nell’estro del cantante da solista. Sia Iggy che Bowie insieme al collaboratore Tony Visconti conoscevano e apprezzavano il libro del noto scrittore russo. La posa, e l’ambiente naturale sono in realtà un omaggio al quadro intitolato “Roquairol” realizzato dal pittore Erich Heckel.
Heckel è stato un famoso artista tedesco, fondatore del movimento Brücke che ha preso vita a Dresda nel 1905. Lo scopo di questo pensiero pittorico era di creare una sorta di collegamento tra la pittura romantica a quella espressionista. Un rinnovo, un cambiamento radicale, un salto creativo di immagine e di musica che metaforicamente coincide perfettamente con il passato primordiale di Iggy Pop, dagli Stooges al suo esordio solista. David Bowie conobbe la corrente Die Brücke durante la sua permanenza in Germania e ne rimase profondamente affascinato.
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Una nuova modalità di espressione artistica era capitata nelle sue mani e la plasmò, introducendola nel panorama musicale. Formidabile, lungimirante e moderna. David si servirà nuovamente dell’ispirazione di Heckel per la copertina di “Heroes” pubblicato il 14 ottobre dello stesso anno, imitando la mimica e la postura delle mani di “Roquairol”, ri-omaggiando il suo amico e l’artista tedesco.
La cover di “Lust For Life” è invece meno misteriosa, pur essendo sempre opera di Kent, il cantante non nasconde particolari messaggi subliminali ma appare fresco, risoluto, allegro, con quella faccia da “bravo ragazzo” a cui vorresti dare un buffetto ma che sembra anche prenderti per i fondelli da volerla prendere a sberle.
La fototessera ideale che potrebbe essere incollata sul perfetto curriculum vitae. Personalmente penso che la fotografia di “Lust for Life” abbia proprio la programmata intenzione di rassicurare; il ponte (brücke) illuminante creato da “The Idiot” ha avuto un continuo altrettanto splendente, quindi perché non godere di questo surplus creativo? “Lust for Life” è stato registrato in soli otto giorni, la “sete di vita” ha quindi avuto la meglio e quindi perché non saziarla rendendole omaggio? L’iguana non ci guarda a testa in giù, ma ci fissa e ci sorride.
Sara “Shifter” Pellucchi

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