Anno d’uscita: 2013
Sito web: https://sistersof.com/

Con questo articolo suddiviso in due appuntamenti entreremo, seppur molto marginalmente, nel mondo del post-rock, genere il cui termine fu coniato nella prima metà degli Anni’90 da Simon Raynolds, famosissimo critico musicale britannico, sulla rivista musicale The Wire dove lo stesso trattava alcune band dell’epoca come Stereolab, Bark Psychosis e Pram. Un genere considerato da sempre di nicchia e che vede tra i suoi pionieri artisti come Slint, Don Caballero e i più noti Talk Talk. Questi ultimi, tra la fine degli Anni’80 e l’inizio dei ’90 diedero alla luce due perle di album quali “Spirit of Eden” e “Laughing Stock” che rivoluzionarono completamente il proprio sound e la propria visione musicale della forma canzone convenzionale, deframmentandola e dilatandola oltre le strutture alle quali avevano abituato l’ascoltatore, per questo vengono annoverati tra i gruppi fondatori del genere post-rock, motivo per cui personalmente mi piace definirli utilizzando una simpatica analogia hitchcockiana quale “La band che visse due volte”. Oggi questo genere risulta essere tra i più floridi lidi musicali in ambito di numeri, anche grazie ai nuovi mezzi di interazione ed alle tante piattaforme che consentono di proporre la propria musica in modo libero e indipendente, esprimendo così la propria arte sonora, e non solo, in modo più genuino e diretto.

Tra questa miriade di gruppi ne spicca uno su tanti in particolare che reputo tra i progetti più interessanti e talentuosi del genere, I Sisters Of… un duo statunitense straordinario che propone un Post-Rock strumentale di forte impatto emotivo con sonorità a tinte molto oscure e pesanti, che per i loro lavori discografici seguono la linea del concept album. Qui vi parleremo del loro primo lavoro dal titolo “Follow Me As a Ghost”, il quale propone una copertina davvero suggestiva e piena di sorprese.
Fatta questa premessa vorrei precisare che tutte le curiosità, le descrizioni, le informazioni in merito alla cover ed alla band sono frutto di una intervista concessami gentilmente dagli stessi Sisters Of… e realizzata a distanza con non poche difficoltà vista anche l’evidente differenza di fuso orario.

Sisters Of… è un progetto che sfida il genere Post-Rock da St. Joseph, Missouri. Nel momento della loro formazione ascoltavano molto entrambi una band locale chiamata Molly McGuire. Hanno pubblicato un album chiamato “Sisters Of a Sacred Heart” ma sulla copertina del disco c’era scritto semplicemente “Sisters Of…”. Non essendo riusciti a trovare un nome vero e proprio e dal momento che in quel periodo quel gruppo piaceva moltissimo ad ambedue i musicisti, specialmente quel disco, optarono per la scelta definitiva di chiamarsi… Sisters Of… .

Il polistrumentista e batterista Aaron Coker (ex Applesed Cast, Reggie e The Full Effect) reinventa l’interpretazione tradizionale di una “band”, selezionando manualmente un cast a rotazione di colleghi per collaborare al proprio materiale. Stanco dei limiti musicali, l’idea di Coker di fondere insieme suoni pesanti ed atmosferici è stata realizzata in una traccia che si è evoluta nella “pietra angolare” della loro carriera il loro primo EP “Follow Me As a Ghost” del 2013.  La composizione altamente sofisticata e ponderata è stata guidata dalla chitarra e dal basso del compagno di scrittura di lunga data Chris Clark (ex Blackpool Lights) e supportata da Isaac Khan al basso nella title track.  Strati di elementi post-rock, metal e atmosfere sperimentali costruiscono paesaggi sonori evocativi che si espandono oltre i temi convenzionali della vita e della morte.
Ma come nasce il progetto Sisters Of…?
Chris risponde: «L’idea dei Sisters Of… si è concretizzata quando Aaron aveva alcune canzoni ma non aveva davvero una “casa” per loro. Erano diverse da qualsiasi cosa lui o io avessimo mai fatto. Mi ha fatto ascoltare alcuni dei primi demo di “Follow Me As a Ghost” e da lì abbiamo iniziato a costruire l’EP e poi abbiamo continuato ad andare avanti».

Su come definire il loro sound invece ancora Chris mi risponde:
«Non lo so davvero. Metal strumentale? Post-metal? Post-rock pesante? Dark? Penso che la nostra musica trasmetta un certo malumore e forse una sorta di tono “malvagio”. Direi che traiamo ispirazione dalle cose più oscure. Siamo stati paragonati a band come Isis, Russian Circles, Tool, Black Sabbath, Cult of Luna…ecc, il che è sempre molto lusinghiero dato che amiamo tutte queste band. Se qualcuno mi chiedesse cosa suoniamo, di solito direi “roba strumentale pesante”».

Ma cosa si vuole trasmettere all’ascoltatore con “Follow Me As A Ghost”?
Aaron: «Essenzialmente ciò che abbiamo sempre voluto esprimere è che vogliamo che i nostri dischi coprano davvero molti argomenti. Facciamo in modo che tutti i dischi siano ascoltati quasi come un’unica canzone, motivo per cui non abbiamo mai avuto nemmeno un secondo di silenzio su nessuno dei nostri lavori. Vogliamo creare un’ambientazione completa, quasi come una colonna sonora in cui ci sono molte parti in movimento ma fa tutto parte della stessa storia».
Chris: «Direi che traiamo ispirazione dalle cose più “oscure”».
Ecco che entra in scena l’artworking di questo loro primo extend playing, una copertina che rapisce subito lo sguardo di chi la osserva, rimanda inquietudine e rappresenta in modo perfetto le atmosfere del disco, risultando giusta, originale e suggestiva.
ve la racconteremo nel prossimo articolo che uscirà a brevissimo… rimanete sintonizzati!

…to be continued…
Marco “Machu” Dadàmo