Anno d’uscita: 1974
Sito web: https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Pietrangeli

Nel 1968 il cantautore Paolo Pietrangeli (1945-2021) aveva composto “Contessa”, l’inno di quei movimenti giovanili di lavoratori e studenti scesi in piazza per cambiare il mondo. Se quei ragazzi nel 1968 contribuirono in parte a cambiare la nostra società, il loro inno di allora è diventato nei decenni successivi un canto di lotta urlato nelle piazze durante una miriade di manifestazioni.

Nel 1974, cinque anni dopo l’uscita del suo primo disco che conteneva la iconica “Contessa”, il cantante romano sforna un lavoro emblematico del decennio in corso. Il titolo del primo album era particolarmente provocatorio (“Mio caro padrone domani ti sparo”), questo è in apparenza più sobrio ma non meno ironico.

Di “Karlmarxstrasse” nel 1974 ne è piena la Repubblica Democratica Tedesca. Ogni paese della Germania dell’Est ha una via intitolata al filosofo padre dell’ideologia comunista. La più celebre è quella di Berlino Est, un’arteria che collega diversi quartieri della città. La strada, oggi Karl-Marx-Allee, fu dedicata al filosofo tedesco nel 1961, nello stesso anno della costruzione del celebre Muro. Dalla sua realizzazione, datata 1949, al 1961, il lungo vialone era stato intitolato a Stalin.Pietrangeli è comunista, ma con il rigido regime della Germania Orientale ha poco a che vedere. È un cantastorie marxista e con la sua chitarra e la sua voce vuole farsi beffa delle autorità, in particolar modo quelle italiane a lui vicine.

Il disegno in copertina è opera del fumettista lecchese Alfredo Chiappori (1943-2022), celebre autore del personaggio di Up il sovversivo, omino stilizzato sempre in lotta contro le prevaricazioni e le ingiustizie della società. Un enorme carabiniere blu appare su uno sfondo rosso. Indossa un cappello da alta uniforme, con una coccarda tricolore al centro e un grande pennacchio. Il sovversivo emerge proprio dal pennacchio, armato di chitarra per strimpellare tutta la sua insofferenza verso le autorità. L’opera è firmata dall’autore e datata 1973.

Il musicista raffigurato ha i tratti di Up il sovversivo, ma è chiaramente un alter ego di Paolo Pietrangeli. L’autore del disco canta le sue canzoni contro il potere standogli a stretto contatto, nascosto nel pennacchio di un esponente della forza repressiva dello Stato. La Karlmarxstrasse di Pietrangeli è parecchio diversa da quella fredda e circondata da palazzoni di cemento che sta a Berlino.

Sulla cover vediamo anche il logo de “I Dischi del Sole”, etichetta musicale militante, nata nel 1964 sull’onda dell’esperienza precedente del Cantacronache, che raccoglie tutti i migliori cantanti della canzone popolare e di quella politica impegnata italiana. La casa discografica “I Dischi del Sole” chiuderà i battenti negli Anni Ottanta, così distanti ideologicamente con i due decenni precedenti.

Restano però nell’immaginario collettivo diversi elementi di “Karlmarxstrasse”, a partire dal titolo che richiama il filosofo di Treviri e la Germania dell’Est. La figura di Pietrangeli, seppur per molti annacquata dalla sua successiva carriera di autore televisivo alla Fininvest (sono suoi prodotti “Maurizio Costanzo Show”, “Amici di Maria De Filippi” e “C’è posta per te”), resta nel pantheon dei grandi cantautori di sinistra. La copertina dell’album è però forse l’elemento più forte, con la vignetta di Chiappori nel suo perfetto stile satirico di sberleffo alle autorità. Al potere le si deve cantare, anche se la vita ci porta a compromessi con il medesimo: pesante quello di Pietrangeli, passato dal sessantotto a lavorare per Berlusconi; più morbido quello di Chiappori, finito a fare il vignettista per il borghesissimo “Corriere della Sera”.

Di acqua sotto i ponti ne è passata da quel disco di 50 anni fa, ma ancora oggi in tanti hanno voglia di armarsi di chitarra per cantarne quattro a chi sta ai piani alti. Come Up il sovversivo, magari nascondendosi nel pennacchio di un carabiniere posto dall’autorità a garantire l’ordine. La musica spesso preferisce il disordine.
Leonardo Marzorati

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