La decapitazione è stata, per secoli, una delle modalità più diffuse per effettuare le condanne a morte. Tra le vittime più illustri nell’ambito della storia d’Inghilterra possiamo ricordare Sir Thomas More, intellettuale e consigliere di Enrico VIII, giustiziato nel 1535; Anna Bolena, seconda moglie di quest’ultimo, deceduta nel 1536; Lady Jane Grey, regina d’Inghilterra e d’Irlanda per soli nove giorni, morta nella Torre di Londra nel 1554; Maria Stuart di Scozia, cugina di Elisabetta I e accusata di alto tradimento (†1587) e Carlo I Stuart, unico sovrano britannico sottoposto alla pena capitale durante la Guerra Civile (†1649). In Francia, invece, gli esempi più celebri sono rappresentati da Luigi XVI e da sua moglie Maria Antonietta, ghigliottinati nel 1793 durante la Rivoluzione.

Queste figure, oltre ad ispirare moltissime opere artistiche, letterarie e cinematografiche, sono ben presenti nell’immaginario collettivo. Non stupisce, quindi, che una musicista poliedrica ed eccentrica come Courtney Love abbia deciso di inserire i ritratti di due sfortunate regine, giustiziate tramite il taglio della testa, negli artwork dei suoi album. Il primo di essi è “My Body, The Hand Grenade”, l’unico “greatest hits” degli Hole, pubblicato nel 1997. Si tratta di un’antologia che raccoglie singoli rari, b-sides, outtakes ed alcune esibizioni dal vivo, uscita l’anno precedente rispetto al successo planetario del brano “Celebrity Skin”.
La copertina della raccolta mostra l’abito nero con colletto di pizzo bianco indossato da Love nel video musicale di “Miss World”, all’interno di una teca di vetro, come fosse un pezzo da museo, mentre la grafica posteriore dell’LP presenta, in alto a destra, un celebre ritratto di Anna Bolena del 1534 circa, in cui però la parte superiore è stata tagliata. L’uscita su compact disc di “My Body, the Hand Grenade” presentava un retrocopertina di colore completamente nero, mentre il dettaglio dell’immagine della sfortunata consorte del sovrano britannico era inserita nel booklet. Nella parte interna del gatefold dell’LP e del packaging del CD, così come sul supporto stesso, compare poi una foto dell’auto schiacciata nell’incidente stradale che uccise nel 1967, a soli 34 anni, Jayne Mansfield, attrice e pin-up dalla capigliatura biondo platino e dal fisico prorompente, considerata all’epoca la rivale di Marylin Monroe. Sull’etichetta del vinile, infine, è riprodotto un ritratto del 1783 di Maria Antonietta, “Marie Antoinette dit à la Rose” ad opera di Louise Élisabeth Vigée Le Brun, presente anche nel booklet del CD. In entrambe le versioni, infine, ci sono alcuni scatti che ritraggono i componenti della band, ad opera di quattro diversi fotografi, mentre la supervisione grafica venne curata da Catherine Lorenz.Le scelte iconografiche relative all’artwork di “My Body, the Hand Grenade” vennero commentate da Love in un’intervista al magazine Melody Maker, intitolata “Hole Lotta Love” e pubblicata il 14 giugno 1997.
In essa Courtney spiegò che l’abito sul manichino non si trovava in un museo, come poteva apparire dall’immagine, ma si trattava di un vestito da lei ancora utilizzato. Capi del genere vengono spesso realizzati dagli stilisti, commentò la cantante, e lei li indossava più frequentemente delle mutandine, ma queste ultime diventavano “giustamente” più famose rispetto agli abiti, a cui lei invece voleva “rendere giustizia”. In questa affermazione emerge il gusto della provocazione tipico della moglie di Kurt Cobain.

Volendo, si può osservare che il manichino sia, per sua natura, privo di testa, e questo dettaglio è in linea con il concept. Riguardo ad Anna Bolena, essa è rappresentata con la testa “tagliata” perché Love, da bambina, era rimasta molto colpita dalla storia della favorita di Enrico VIII e della sua decapitazione. La attraeva in modo particolare il fatto che la nobildonna indossasse una collana con la lettera B, visibile in vari suoi ritratti, come viene da lei dichiarato nell’intervista.Anna, la cui data di nascita è incerta ma si attesta ai primi anni del 1500, ricevette un’eccellente educazione e divenne dama di compagnia di Caterina d’Aragona, prima moglie di Enrico VIII. Sua sorella maggiore, Maria, era stata l’amante del re Francesco I di Francia e dello stesso Enrico, probabilmente padre dei suoi due figli. Il sovrano inglese prese a corteggiare Anna per farne la sua concubina, ma quest’ultima capì che per ottenere un concreto vantaggio da questa relazione avrebbe dovuto “costringerlo” a sposarla. Come è noto, per separarsi da Caterina (che non aveva generato eredi maschi, ma solo una figlia, Maria, la futura “Bloody Mary”) Enrico diede vita allo scisma anglicano, rompendo con la Chiesa di Roma e con il Papa, che non aveva voluto acconsentire all’annullamento del matrimonio. Il re si autoproclamò capo della Chiesa d’Inghilterra con l’Atto di Supremazia del 1534: ciò costò la vita al già citato consigliere Thomas More, che era avverso al provvedimento.
Le nozze tra Enrico ed Anna, già incinta di Elisabetta, che diverrà la leggendaria “Virgin Queen”, erano state celebrate l’anno precedente: il popolo, però, detestava la Bolena, ritenendola una strega che con le sue arti malefiche aveva ammaliato il re. La nuova regina non riuscì però a dare un figlio maschio al sovrano, che dopo una serie di aborti spontanei si prese una nuova amante, Jane Seymour, e fece accusare Anna di altro tradimento. L’esecuzione di quest’ultima mediante il taglio della testa ebbe luogo nella Torre di Londra il 19 maggio 1536.

Immagini di corpi decapitati perseguitarono letteralmente Courtney per tutta la sua infanzia, e questo vale sia per la figura di Bolena che per quella di Maria Antonietta. Così la cantante ne parlò con l’amico artista Joe Mama-Nitzberg, a sua volta ossessionato dalla figura della regina francese, ed entrambi pensarono anche a Jayne Mansfield, che morì decapitata (secondo una leggenda metropolitana) in un grave incidente automobilistico a bordo di una Buick Electra, un’auto a noleggio guidata da un conducente appena ventenne.
Love osservò nella suddetta intervista per “Melody Maker” che nelle bombe a mano la parte superiore viene rimossa e la bomba esplode. Seguendo il suo ragionamento, se a una persona venissero “tolti” occhi, bocca e orecchie, le capacità percettive ed il cervello, essa esploderebbe. Da qui il titolo dell’album “My Body, the Hand Grenade” (“il mio corpo, una bomba a mano”).

Nel 2010, Love riutilizzò poi i ritratti di Anna Bolena e di Maria Antonietta per un altro disco degli Hole, “Nobody’s Daughter”, il quarto ed ultimo lavoro in studio della band. Sulla copertina, fronte e retro, entrambe le immagini vennero tagliate per far apparire i corpi decapitati, in ideale continuità con l’artwork del greatest hits del 1997.

Interessante è l’inserimento, poi, all’interno del booklet di “Nobody’s Daughter”, della foto di un quadro di Paul Delaroche del 1834, “L’esecuzione di Lady Jane Grey”, che si trova alla National Gallery di Londra. In esso Jane, una giovane donna vestita di bianco – colore simbolo della sua innocenza – e dalla rossa capigliatura, bendata, viene aiutata dal decano della cattedrale di S. Paolo, John Feckenham, a posare la testa sul ceppo dell’esecuzione, mentre il boia, con una scure in mano, è pronto ad eseguire la sentenza. Sullo sfondo, invece, due donne si disperano per la sorte della sfortunata nobildonna, che fu la prima a regnare su Inghilterra e Irlanda per un brevissimo periodo, dal 10 al 19 luglio 1553.

Jane era pronipote di Enrico VIII, essendo nipote della di lui sorella, e quindi quarta in linea di successione dopo Edoardo (figlio della terza moglie di Enrico, Jane Seymour), Maria (figlia di Caterina d’Aragona, cattolica come la madre) e di Elisabetta (figlia di Anna Bolena). Jane, donna dalla brillante intelligenza, fu anche dama di compagnia della sesta moglie del sovrano, Catherine Parr, e studiò con le cugine Maria ed Elisabetta. Alla morte di Edoardo VI, successore di Enrico che si spense a soli 15 anni, Jane era stata designata da lui stesso come sua erede per mantenere una sovrana di fede protestante sul trono. Ella, però, non voleva accettare la corona, riconoscendo le figlie di Enrico come aventi diritto di precedenza. Venne spinta dal suocero Dudley a farlo, ma venne subito deposta da Maria, che godeva del consenso popolare, e venne giustiziata otto mesi dopo.

Il quadro di Delaroche venne realizzato quattro anni dopo la cosiddetta “Rivoluzione di Luglio”, che portò all’abdicazione di Carlo X (1830) e all’ascesa al trono di Luigi Filippo. Carlo X era il fratello di Luigi XVI e cognato di Maria Antonietta, pertanto l’opera del pittore, pur essendo ambientata tre secoli prima, presentava delle connessioni con la storia recente, essendo incentrata sul tema della decapitazione.
Non abbiamo notizia di altri artwork, a parte i due degli Hole, che riportino l’effigie di Maria Antonietta. Per quanto riguarda l’immagine di Anna Bolena, invece, possiamo citare l’album di Rick Wakeman, già tastierista degli Yes, “The Six Wives of Henry VIII” (1973).

Si tratta di un disco di progressive rock strumentale in cui i brani intendono interpretare le caratteristiche delle sei regine consorti del potente sovrano britannico in forma musicale. I tre brani del lato A sono infatti intitolati Catherine of Aragon, Anne of Cleves e Catherine Howard, mentre i tre del lato B sono dedicati a Jane Seymour, Anne Boleyn e Catherine Parr. Delle sei mogli, Boleyn (Bolena) e Howard furono decapitate, mentre le altre morirono di morte naturale. Sul retrocopertina ci sono i ritratti delle sei nobildonne con una loro breve biografia. L’album ebbe un grande successo, vendendo oltre 15 milioni di copie. Nel 2009, poi,Wakeman eseguì dal vivo i brani per la prima volta ad Hampton Court, in occasione del cinquecentesimo anniversario dell’ascesa al trovo di Enrico VIII.
Tra i diversi artwork degli album degli Hole, “My Body, the Hand Grenade”, così come la sua “reprise” in “Nobody’s Daughter”, occupa sicuramente un posto significativo poiché dimostra che tra le fonti di ispirazione dell’ex signora Cobain sono presenti immagini iconiche come quella di Anna Bolena che, così come sono entrate nell’immaginario collettivo e nella cultura di massa, a maggior ragione sono rimaste impresse nel suo inconscio di artista versatile e carismatica, anche se discontinua e controversa.
Maria Macchia