Luogo e anno di formazione: Stati Uniti d’America, 1989
Sito web: https://holerock.net/

Il “buco” a cui fa riferimento la band fondata nel 1989 da Courtney Michelle Harrison Love non è una parte anatomica, con buona pace degli erotomani, ma un vuoto esistenziale. Pare infatti che tale immagine provenga da una frase pronunciata dalla madre della cantautrice, la psicoterapeuta Linda Carroll: «Courtney, non puoi andare in giro con questo grande buco che ti porti dentro», ma anche da un verso della Medea di Euripide, in cui la protagonista della tragedia esprime lo stesso concetto.

Ripercorrendo l’avventurosa (ovviamente si tratta di un eufemismo) biografia dell’artista, non c’è da stupirsi che fosse portatrice di un dissidio interiore delle dimensioni di un’autentica voragine. Questi i fatti più salienti: a quattro anni il padre Hank Harrison, road manager dei Grateful Dead, le fece presumibilmente prendere un acido; a nove le venne diagnosticata la sindrome di Asperger; a undici la futura rocker fu cacciata da scuola in per abuso di alcolici; a quattordici, poi, finì in riformatorio perché sorpresa a rubare in un supermercato una maglietta dei Kiss. Successivamente, a sedici anni, si esibì in Giappone e negli Stati Uniti come spogliarellista, adottando per l’occasione il cognome Love. Si trasferì l’anno seguente a Dublino e poi a Liverpool, dove visse per un periodo con Julian Cope. Nel 1982, tornata negli USA, militò brevemente nei Faith No More, per poi tornare in Estremo Oriente, questa volta a Taiwan e Hong Kong, dove lavorò ancora negli strip club: «Mi serviva per mettere da parte i soldi necessari a formare la mia prima band» dichiarò in un’intervista.

In seguito mise su un gruppo chiamato dapprima Italian Whore Nuns e poi Sugar Baby Doll; ci furono vari avvicendamenti nella line-up e fondamentale fu il suo sodalizio, fatto di amicizia ma anche di rivalità, con Kat Bjelland. Dopo alcune comparsate cinematografiche, tra cui quella nel lungometraggio “Sid e Nancy” (1986) di Alex Cox, Courtney continuò le sue esibizioni come spogliarellista, finché non decise di pubblicare un annuncio (“musicisti cercasi”) su una rivista di Los Angeles, al quale risposero il chitarrista Eric Erlandson, la bassista Lisa Roberts e la batterista Caroline Rue. Era il 1988. L’anno della nascita ufficiale degli Hole è però considerato quello seguente, in cui i quattro iniziarono ad esibirsi nei club e a comporre; il loro primo singolo “Retard Girl” vide la luce qualche mese più tardi. Tralasciamo, per brevità, la complessa vicenda del matrimonio di Courtney con Kurt Cobain e la sua intensa vita sentimentale, nonché i suoi problemi di tossicodipendenza.

Con il quartetto, limitrofo per genere al movimento grunge e a quello delle Riot Grrrls, la musicista realizzò una manciata di album. Gli Hole si sciolsero nel 2002 ma nel 2010 uscì, accreditato alla band, Nobody’s Daughter; nel disco Courtney risultava essere l’unico membro originale della formazione e per questo fu citata in giudizio dall’ex sodale Erlandsen per l’utilizzo del moniker. Negli anni successivi si è parlato spesso di una reunion, ma questi tentativi sono risultati in un nulla di fatto, pertanto Love ha proseguito, con alterne vicende, la sua carriera solista. Dopo la sua dichiarazione pubblicata su “HeyJude Magazine” il 21 novembre 2020 relativamente al fatto che la band fosse tornata in studio per nuove incisioni, le ultime notizie risalgono a un paio di mesi fa, quando la songwriter ha pubblicato alcuni frammenti di nuove canzoni degli Hole su un suo profilo TikTok non ufficiale. Restiamo in attesa, dunque, di vedere che cosa l’ex signora Cobain tirerà fuori dal profondo “buco nero” della sua tormentata creatività.