Link all’articolo precedente: https://www.artovercovers.com/2022/10/16/larte-di-mark-wilkinson-nelle-copertine-dei-marillion-dellera-fish/

Siamo verso la fine degli Anni’70 del novecento: un periodo di grande turbolenza nel panorama musicale. Il prog-rock, che ha imperversato per tutto il decennio, riempiendo la scena con band leggendarie e album divenuti immortali, sembra subire in inevitabile declino. È stato il regno di Pink Floyd, King Crimson, Rush, Van Der Graaf Generator, Jethro Tull, ELP, Yes, Genesis, Camel, giusto per citare alcuni tra i più rappresentativi a livello globale.

Della commistione tra musica classica, jazz, folk da cui trae origine il prog-rock, anche l’Italia ha esponenti di tutto rispetto, la cui caratura spesso è riconosciuta ed apprezzata a livello internazionale, con band quali New Trolls, PFM, Banco del mutuo soccorso, Area, Osanna, Balletto di Bronzo, Le Orme, Napoli Centrale, anche qui ne cito solo alcuni, che hanno lasciato un fondamentale contributo per la prosecuzione del filone.
A determinare l’implacabile declino del genere è la nuova ondata musicale che, a partire dagli Anni’80, prenderà pieno possesso della scena, dando vita ad una moltitudine di sottogeneri che resistono al tempo, a volte ristretti in una nicchia, a volte ben presenti anche nel panorama odierno. Alle porte bussano con insistenza Punk, New Wave e appena dopo, l’Heavy Metal, spesso naturale prosecuzione dell’Hard Rock. Nonostante questo, alcuni musicisti, incuranti che il periodo non fosse proprio il migliore per il prog, decidono di percorrere il proprio cammino contro tendenza, formando una band che fa del prog-rock il proprio genere di riferimento.

È l’anno 1978 e il batterista Mick Pointer ed il cantante/bassista Doug Irvine, formano una band che tra il proprio nome dall’opera di di J.R.R. Tolkien “Silmarillion”. Completano la line-up il chitarrista Steven Rothery ed il tastierista Brian Jelliman. Accorciano il nome in “Marillion” per non incappare in problemi di copyright ed incidono, nel 1980, un demotape che da una prima idea di come il loro primo album sarà improntato.
La formazione si scompagina un po’, fino a trovare un assetto stabile, in seguito all’abbandono di Irvine e Jelliman, integrando Mark Kelly alle tastiere, Pete Trewavas al basso ed il gigantesco Derek William Dick, “Fish” per gli amici, alla voce. I riferimenti musicali arrivano dai maggiori esponenti del prog-rock sinfonico che rispondono al nome di Genesis e Van Der Graaf Generator. È arrivato il momento di fare le cose per bene, ci si prepara al debutto discografico. Per la realizzazione del singolo che anticiperà l’uscita del primo loro LP, i Marillion si rivolgono ad uno studio specializzato nel settore, un gruppo di design chiamato “Torchlight Studios”.

…to be continued…
Fabio Vannucci

Articoli correlati:

Pink Floyd

L’orologio del Banco fa scorrere la vita. “Darwin!”

“Arbeit Macht Frei” – Area

PFM: La vita di un uomo in un disco, “in un minuto” (e in una copertina)

Una copertina tra l’opera d’arte e sogno: “Uomo di Pezza” – Le Orme