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Tardis
Restiamo nel vasto mondo della fantascienza, passando dai romanzi alla fiction televisiva, con una serie nata negli Anni’60, intitolata “Dr. Who”. Il dottore, un alieno dalle sembianze umane che si fa chiamare “Dottore”, ha la possibilità di viaggiare nello spazio e nel tempo, utilizzando una navicella chiamata Tardis. Il Tardis non è solo un veicolo, è in realtà una macchina senziente che interagisce con il suo proprietario. Per rendere possibile gli spostamenti il Tardis sfrutta un’anomalia fisica denominata vortice del tempo. Per passare inosservato ha l’aspetto di una comune cabina blu della polizia inglese del periodo, esattamente come quella visibile nelle immagini sopra. Nella copertina è visibile nel lato sinistro, sul tetto dell’edificio che ospita il Ruskin Arms e l’appartamento di Charlotte the Harlot. Il riferimento è alla copertina del singolo “Wasted Years”, che mostra la console di una navicella spaziale impegnata ad inseguire proprio il Tardis, che si sta imbucando nel vortice del tempo. I display della strumentazione indicano che siamo nel 2050 e ci stiamo dirigendo verso il 1986, in un viaggio a ritroso che ricorda molto, insieme all’occhio bionico di Eddie, Terminator.


Asimov Foundation
Non poteva mancare, nell’elenco degli autori di capolavori della fantascienza, un gigante come Asimov. Al centro della scena che vede protagonista l’enorme piramide egizia, un’insegna in cima ad un grattacielo lo celebra, attraverso la serie di romanzi denominata “Asimov Foundation”.


Tyrell Corp.
Omaggio ad un altro pilastro della fantascienza quale Philipp K. Dick che, con il suo romanzo “Il cacciatore di androidi” (anche “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”, già citato in precedenza) ispirò la pellicola cult “Blade Runner” diretta dal maestro Ridley Scott. Scrittore visionario, precorreva i tempi, ha dato lo spunto diretto per una grandiosa serie di lavori, sia cinematografici che televisivi, tra i quali:
“The Man in The High Castle” (2015 – da “La svastica sul sole”)
“I guardiani del destino” (2011)
“A Scanner Darkly” (2006)
“Paycheck” (2003 – da “I labirinti della memoria”)
“Minority Report” (2002)
“Atto di forza” (1990 – da “Memoria totale”)
La sua influenza si sente anche nel capolavoro “Matrix” dei fratelli Wachowski, che ne recepiscono i concetti di multiverso stratificato (la realtà divisa in più piani, che Neo e i suoi attraversano per riconquistare la libertà dal regime oppressivo delle macchine) e deja-vù come alterazione dei ricordi e della percezione (che compaiono sotto forma di glitches del software Matrix, errori imprevisti che rivelano la finta realtà generata dal sistema operativo). Il riferimento che stiamo esaminando si riferisce alla Tyrell Corporation, che in “Blade Runner” produce i replicanti (anche noti come “lavori in pelle”) che, non essendo ammessi sulla Terra, sono per questo motivo obiettivi dei Blade Runner, i cacciatori di androidi.

…to be continued…
Fabio Vannucci