Anno d’uscita: 1981
Sito web: https://www.ringostarr.com/

Un Ringo dall’aria sorniona e un po’ ruffiana, con un mazzo di rose rosse in mano, campeggia sulla copertina di “Stop And Smell The Roses”, album pubblicato nel 1981. La carriera solista dell’ex batterista dei Beatles era iniziata nel 1970 con Sentimental Journey (link alla recensione: https://www.artovercovers.com/2021/04/11/there-are-places-ill-remember-sentimental-journey-di-ringo-starr/) e, nel decennio seguente, era proseguita con alterne vicende, tra episodi più significativi (come Ringo del 1973, che raggiunse il secondo posto nelle classifiche statunitensi ed il settimo in quelle britanniche) ed altri trascurabili, ad esempio il poco riuscito “Ringo the 4th” del 1977.
Per tornare alla grande sulla scena musicale, Starr decise di avvalersi della collaborazione di molti dei suoi amici di sempre: John Lennon fu il primo a rendersi disponibile, donandogli il demo della canzone “Life Begins at 40” in occasione di una visita del batterista al Dakota Building, residenza newyorkese di John&Yoko. L’8 dicembre 1980 Lennon, che aveva compiuto 40 anni due mesi prima, venne però assassinato e Ringo, pertanto, preferì non utilizzare il brano. Un’altra traccia scritta da Lennon, “Nobody Told Me”, non venne incisa da Starr e finì sull’album “Milk and Honey”, uscito dopo la morte di John. Paul McCartney, invece, fornì i brani “Private Property” ed “Attention”. Harrison, infine, regalò al drummer “Wrack My Brain”, al posto di un’altra canzone, quella che sarebbe diventata “All Those Years Ago”, dedicata a Lennon da George nel proprio album “Somewhere in England”, in cui lo stesso Ringo e Paul figurarono come ospiti.
Altri illustri collaboratori furono Harry Nilsson e Stephen Stills. Starkey inserì nell’album anche una nuova versione di un proprio brano del 1972, “Back Off Boogaloo”, in cui comparivano citazioni di classici beatlesiani quali “Help!”, “Good Day Sunshine”, “With a Little Help from My Friends” e “Lady Madonna”; la canzone, inoltre, si apre con il riff di chitarra di “It Don’t Come Easy”, suo singolo di esordio. Il titolo dell’album, infine, avrebbe dovuto essere “You Can’t Fight Lightning”, ma a causa di contrasti con la casa discografica il brano omonimo venne escluso ed il nuovo titolo venne ricavato dal brano Stop and Take Time To Smell The Roses”. Si tratta di una frase che invita a cogliere l’attimo, a godere del presente, ad assaporare il valore delle piccole cose.

Tornando all’artwork, esso venne realizzato da John Kosh utilizzando degli scatti di Aaron Rapoport. Kosh era stato art director della Apple già all’epoca in cui vennero realizzate le copertine di Abbey Road” e Let It Be”; aveva inoltre curato la parte visuale della maggior parte dei precedenti album di Starr e dei primi dischi che John Lennon realizzò insieme a Yoko Ono, tra i quali il Wedding Album” (link alla recensione: https://www.artovercovers.com/2019/07/04/the-wedding-album-john-lennon-yoko-ono/). Rapoport, invece, è un fotografo losangelino tuttora in attività; la copertina più famosa da lui realizzata è quella di Breakfast In America” dei Supertramp (1979).
Sulla front cover, come si è detto, compare Ringo in primo piano. Indossa una giacca nera e tiene in mano un mazzo di rose rosse, che fanno riferimento al titolo dell’album. Sulla giacca si intravede un distintivo. La foto della retrocopertina, in bianco e nero, ci rivela che si tratta di un’uniforme della polizia; il batterista la indossa sbottonata e sul petto è visibile una catenina con medaglietta di tipo militare. L’abbigliamento si completa con un cinturone, pistola d’ordinanza e sfollagente. Curiosamente, però, Starr ha il braccio sinistro sollevato a coprirsi il volto e tiene in mano tre rose, che sono state colorate successivamente alla realizzazione dello scatto in b/n.
Tra i crediti, un ringraziamento alla seconda moglie Barbara Bach e una dedica agli altri tre ex-Beatles: «Thanks to my three brothers». In origine, negli Stati Uniti,Stop and Smell the Roses” era stato pubblicato con una copertina che poteva essere “grattata” e che diffondeva profumo di rose, secondo la moda degli Anni Ottanta, in cui i gadgets profumati erano molto diffusi. Si tratta di un lavoro discreto, sicuramente arricchito dalle illustri collaborazioni, da rivalutare positivamente nell’ambito alla prolifica ed eterogenea produzione solista dell’ex Beatle.
Maria Macchia

Articolo correlato:

“Act Naturally”: Ringo Starr nello Spaghetti Western “Blindman”