Anno d’uscita: 1957
Regia: Ingmar Bergman

Tra le scene più simboliche della storia del cinema c’è senza ombra di dubbio quella della partita a scacchi tra il cavaliere Antonius e la Morte ne “Il Settimo Sigillo”. Il capolavoro che darà al regista svedese Ingmar Bergman una fama mondiale è lanciato da una locandina che rielabora la scena centrale della pellicola, ben consapevole del suo destino scritto, quello di divenire da lì a breve un episodio cult nella storia della settima arte.
Il colore dominante dell’affiche è il nero. Non può essere diversamente per un’opera in cui il fil rouge è la Morte, manifestatasi in due diverse forme: guerra e pestilenza. L’ambientazione dell’opera cinematografica è il freddo Nord Europa durante l’epoca delle crociate. Seppur gli storici hanno rivalutato il basso Medioevo a epoca di sviluppo sociale ed economico, l’immagine de “Il Settimo Sigillo” è tetra e povera.

La parte sinistra del poster è una scacchiera, dove su ogni casella nera c’è il primo piano di uno dei protagonisti del film. Il primo dall’alto è il fido scudiero Jönsè, interpretato da Gunnar Björnstrand; il secondo è il protagonista principale, il crociato Antonius Block, impersonato da Max von Sydow; terza e quinto sono i due giovani saltimbanchi moglie e marito (Bibi Andersson e Nils Poppe); quarta è la moglie di Antonius, incarnata da Inga Landgré.

Sotto di loro, inquietante e annunciata da un triangolo rosso sangue, è la Morte. Interpretata dall’attore Bengt Ekerot, è lei l’indiscussa antagonista dell’opera di Bergman. Il triangolo rosso taglia la scacchiera, come la lama di una ghigliottina intenta a tranciare le speranze dei protagonisti. I vivi sono pedine di una scacchiera ed è la Morte a deciderne gli spostamenti e la loro eliminazione dal gioco.
La scena madre del film, con la Grande Consolatrice intenta a giocare con Antonius, per dare l’opportunità a quest’ultimo di guadagnare preziosi istanti di vita, viene sintetizzata dal manifesto originale della pellicola.

Se la parte sinistra dà spazio ai volti dei protagonisti, quella destra è interamente nera. Non ci sono immagini, ma solo i nomi dei protagonisti e il titolo del film. Prima di tutti viene Ingmar Bergman. Il cineasta scandinavo è anche sceneggiatore e con “Il Settimo Sigillo” vincerà il Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes. Il nome del regista è azzurro, il titolo è giallo ocra. Nella parte inferiore troviamo i principali attori.

L’immagine complessiva è austera e contribuisce alla perfezione a immergerci nella fredda Europa germanica del basso Medioevo. Quella de “Il Settimo Sigillo” è una delle locandine più emozionanti della storia del cinema. Per il mercato italiano girò all’epoca un altro manifesto, con uno dei tanti fotogrammi di una scena dell’opera e la macabra danza finale (stampata a specchio) con le anime guidate dalla Morte.
L’immagine è quasi un omaggio al film svedese “Il Carretto Fantasma” del 1921, capolavoro di Victor Sjöström, maestro dello stesso Bergman. Qui il link alla recensione: https://www.artovercovers.com/2017/10/25/carretto-fantasma-korkarlen/.
Leonardo Marzorati

Nota per i lettori: se volete scoprire un’altra interessante immagine che parla della danza macabra, qui potete leggere la recensione sulla copertina dell’album dei Folkstone “Damnati ad Metalla”: https://www.artovercovers.com/2017/11/04/damnati-ad-metalla-folkstone/