Link all’articolo precedente: https://www.artovercovers.com/2021/09/17/la-vita-degli-iron-maiden-nellartwork-di-somewhere-in-time-i-riferimenti-ludici/

Il Ruskin Arms è l’inizio di tutto. È il locale che vede i giovani Iron Maiden farsi le ossa dal vivo nel 1978, con rabbia e speranze scaricate sotto forma di energia pura. Inaugurato nel 1899, in una zona signorile dell’East Ham londinese, divenne presto un punto di riferimento nella zona, sia come pub che come “music venue” (locale per la musica).
Lì nacquero, a metà degli Anni’60, i leggendari Small Faces, che divennero tra i maggiori esponenti del movimento “mod”, a cui si aggiunsero gli Who (il batterista Kenney Jones, che sostituì Keith Moon, arrivava proprio dagli Small Faces) infilando un vero periodo d’oro, celebrato magnificamente in “Quadrophenia”.
Dopo una serie di chiusure e successive riaperture, la magistratura britannica ha messo definitivamente i sigilli al locale, che era nel frattempo divenuto un ristorante, per un gravissimo fatto di cronaca. L’unico modo per vederlo ancora aperto è ammirarlo nel lavoro di Riggs. Il vero debutto avvenne invece nel 1975 al pub Cart & Horses di Stratford, tuttora attivo come Hotel, che porta orgogliosamente l’insegna “The Birthplace of Iron Maiden” all’ingresso, giustamente. (NdA)


Il Rainbow Theatre
Cari lettori, siamo all’Olimpo. Il Rainbow ha aperto per la prima volta come cinema Finsbury Park Astoria nel 1930. Negli Anni’60 ha ospitato concerti di leggende della musica come i Beatles, i Beach Boys e Jimi Hendrix.

Nel 1971 il locale è stato interamente dedicato alla musica e ribattezzato Rainbow Theatre, e per il decennio successivo ha ospitato il meglio del meglio in termini di musica di tutti i generi, in particolare la musica rock – letteralmente chiunque fosse qualcuno, ha suonato il Rainbow – la lista è infinita: The Faces – Pink Floyd – Yes – Eric Clapton – James Brown – Genesis – Stevie Wonder – Van Morrison – Queen – Kool & the Gang – Deep Purple – The Jackson 5 – Wings – David Bowie, sono solo alcuni dei tanti leggendari concerti al Rainbow.

Il 21 Dicembre 1980 vi passano anche gli Iron Maiden, presenza testimoniata da “Live at The Rainbow” uscito nel 1981.

Fanno appena in tempo i nostri, poiché il Rainbow Theatre ha chiuso nel 1981 ed è rimasto in disuso per oltre un decennio, diventando, negli ultimi anni la sede della “Chiesa Universale del Regno di Dio”. Qualche Dio, della musica in questo caso, nel frattempo il mitico locale lo aveva già ospitato.


Live after Death at Philip K. Dick Cinema
Due piccioni con una fava. Un isolato dopo il Rainbow Theatre un piccolo ma attento cinema offre una doppia visione per il prezzo di un solo biglietto. Il cinema è il Philip K. Dick Cinema ed in proiezione ci sono le pellicole di due capolavori: “Live After Death”, interpretato dagli Iron Maiden; “Blade Runner”, che vede come protagonista Harrison Ford nei panni di un cacciatore di replicanti. Il regista Ridley Scott ha tratto ispirazione per la trama del film dal romanzo “Do androids dream of electric sheep?” scritto proprio da Philip K. Dick. Ma guarda…


The Marquee Club
E che ve lo dico a fare. Un’altra location entrata nella leggenda. Dagli Anni’60 fino agli inizi degli Anni’90 i mostri sacri del jazz, del pop, del rock, del metal prima o poi sono passati di qui. Personalmente nutro un affetto particolare per due album live registrati proprio lì: “Live at the Marquee”, titolo condiviso sia dai Great White che dai Dream Theater. Ovvio che un posto tra i giganti che si sono esibiti al Marquee Club se lo sono guadagnati anche i nostri Iron. Il Club, dagli Anni’90 , ha subìto diversi passaggi di proprietà e vari trasferimenti di sede. La foto sopra ritrae il locale originale, in 90 Wardour St, Soho, London, dove ora ci sono gli appartamenti probabilmente più esclusivi del quartiere.


Hammerjacks
Nel 1977, il locale originale di Hammerjacks ha aperto nel centro di Baltimora e ha funzionato fino alla sua chiusura nel 1997. Il bar/locale/strip club Hammerjacks è diventato il ritrovo preferito dei Maiden durante i tour americani degli Anni’80. Il periodo di massimo splendore di Hammerjacks è stato dal 1987 al 1990, quando ha ottenuto il titolo di uno dei cinque migliori locali rock della VH1. Il club ha attirato molti artisti di fama nazionale, ma ha anche messo in mostra molte stelle nascenti del mondo della musica. Le band spaziavano dal punk, glam e heavy metal più comunemente associati al locale (ad esempio, Guns N’ Roses, Kix, Ratt, Poison, Skid Row o Extreme) al pop (ad esempio, Badfinger) e ai gruppi rock alternativi (ad esempio, Goo Goo Dolls). Il club era considerato un “santuario dell’hard rock”.


Long Beach Arena
Long Beach Arena
. Quattro notti consecutive di concerti, nel marzo 1985, per il World Slavery Tour, quattro volte sold-out. Poi la selezione e la produzione del materiale registrato in quelle date. Il risultato è il monumentale album “Live After Death”, uno dei più begli album live di sempre, ad insindacabile giudizio del sottoscritto. Unica pecca, non essere stato presente.

…to be continued…
Fabio Vannucci