Anno d’uscita: 1970
Sito web: http://www.ringostarr.com

Come John Lennon e Paul McCartney, anche Ringo Starr ha voluto, nella sua produzione da solista, rendere omaggio a brani del passato, a canzoni da lui amate nell’infanzia ed apprezzate da sua madre ed altri membri della sua famiglia, realizzando un album di cover. Mentre però i suoi compagni di avventura incisero un disco di tributi in uno stadio più avanzato della loro carriera post-Beatles (link alla recensione: https://www.artovercovers.com/2020/11/10/lennon-mccartney-rock-n-roll-e–cccp/ ) il batterista, sorprendentemente, scelse di iniziare il proprio percorso solistico in questo modo.

Era il 1970, l’anno in cui fu lo stesso Paul, il 10 aprile, ad annunciare in un’intervista la fine dei Fab Four. Il disco di Ringo uscì il 27 marzo, tre settimane prima di “McCartney” (link alla recensione: https://www.artovercovers.com/2020/12/18/mccartney-III/), dopo gli esperimenti sonori di John  con Yoko Ono (link alle recensioni: https://www.artovercovers.com/2020/05/19/john-lennon-e-yoko-ono-two-virgins/ e https://www.artovercovers.com/2019/07/04/the-wedding-album-john-lennon-yoko-ono/ ) e quelli di George Harrison: l’album di ispirazione anglo-indiana “Wonderwall Music” (1968) e quello di musica elettronica “Electronic Sound” (1969). L’ultimo disco dei Beatles, “Let it Be”, uscì invece l’8 maggio 1970, quando il gruppo si era ormai ufficialmente sciolto. Il lavoro di Starr, pertanto, fu il primo prodotto non sperimentale di un ex Beatle.

I brani di “Sentimental Journey” sono celebri standard degli anni Quaranta e Cinquanta come “Night and Day” di Cole Porter e “Love is a Many Splendored Thing”, brano portato al successo da diversi artisti. Come accadrà spesso nei futuri lavori solisti di Ringo, personaggi legati all’entourage dei Fab Four fornirono un contributo alle registrazioni: McCartney realizzò l’arrangiamento di “Stardust”, George Martin quello di “Dream” e Klaus Voorman quello di “I’m a Fool to Care”. Altri prestigiosi collaboratori furono Maurice Gibb e Quincy Jones.
Il titolo del disco è lo stesso di un libro di Lawrence Sterne del 1768. Si tratta di un romanzo di satira nei confronti della tradizione del “Grand Tour”, il viaggio nell’Europa continentale che molti aristocratici britannici usavano compiere all’epoca per perfezionare le proprie conoscenze artistiche e geografiche e per fare nuove esperienze.
L’album di Starr riprende soltanto il titolo del volume, senza alcun riferimento specifico ad esso: si tratta un “viaggio sentimentale” a ritroso nel tempo, sulle note delle canzoni che avevano accompagnato Richard da bambino, con le quali aveva trascorso piacevoli momenti in famiglia, considerando comunque il fatto che la sua infanzia non fu delle più felici, a causa delle ristrettezze economiche, dei problemi di salute e della separazione dei genitori.

La copertina di “Sentimental Journey” ritrae un edificio ancor oggi esistente a Liverpool, il pub “The Empress”. Dingle, dove si trova il locale, era il quartiere operaio abitato principalmente dai lavoratori portuali di Liverpool, allora fulcro dell’industria marittima del Regno UnitoStarr era nato al n. 9 di Madryn Street, proprio a Dingle, il 7 luglio del 1940, in una casa vittoriana che i genitori Elsie e Richard sr. avevano preso in affitto per poco più di 10 scellini a settimana.
Tutta la zona fu danneggiata dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. I coniugi Starkey si divisero nel 1943 e Ringo andò ad abitare con la madre al n. 10 di Admiral Grove, in una modesta casetta a due piani con bagno esterno.
Elsie lavorò per un periodo come cameriera presso “The Empress”, che si trovava al n. 93 di High Park Street, e per questo motivo il 30enne Ringo decise di rendere omaggio alla madre e ai propri ricordi infantili, immortalando il pub sulla copertina del suo primo album solista. Alle finestre dell’edificio, sulla cover, sono visibili le sagome dei volti di alcuni parenti del musicista.
Il potere evocativo della copertina rappresenta un valore aggiunto al contenuto del disco stesso, richiamando l’infanzia dell’artista e le note che l’avevano allietata. Come ebbe modo di commentare lo stesso musicista, molte volte i suoi genitori e parenti erano usciti dal pub di Dingle un po’ brilli cantando quelle vecchie canzoni.

“Sentimental Journey” è anche il titolo di un brano di Doris Day del 1965. Nei decenni sono stati pubblicati diversi long playing con questo titolo, per lo più compilations di brani della stessa Day o raccolte di standard che includono alcuni degli stessi pezzi incisi da Ringo.

Oggi l’Empress è meta di pellegrinaggio da parte dei beatlesiani di tutto il mondo ed è incluso tra le attrazioni del “Magical Mystery Tour”, il giro turistico di Liverpool che gli appassionati dei Fab Four possono fare a bordo di un autobus identico a quello dell’omonimo film.
Al posto delle sagome dei parenti di Ringo, sulla facciata ora compaiono i volti dei membri del quartetto, mentre una targa all’entrata spiega le connessioni tra il pub e l’album.
Maria Macchia