Anno d’uscita: 1987
Sito web: https://www.pooh.it/

“Il colore dei pensieri” è il ventesimo album dei Pooh, uscito nel 1987, sicuramente il loro album più venduto. Quest’ultimo si differenzia particolarmente dai loro precedenti, in quanto risulta avere suoni più caldi e i testi delle canzoni sono più intensi e impegnativi; inoltre risulta essere il primo album del gruppo inciso con tecnologia DMM (Direct Metal Mastering, di solito riservato alla musica classica). In pratica il master veniva stampato direttamente sulla matrice metallica.

Con questo disco cominciò la collaborazione della band  con il WWF Italia: al full-length, infatti, era non a caso allegata una cartolina riportante le frasi: “I Pooh aiutano la natura aiutando il WWF. Qualcuno sta rubando il tuo futuro. Puoi fermarlo, se vuoi, aderendo al WWF”.
Nell’artwork troviamo i volti di profilo dei quattro componenti della gruppo, coperti da teli variopinti. La tematica sembra riprendere audacemente la visione di Magritte, nel dipinto “Gli amanti”, del 1928, realizzato con la tecnica dell’olio su tela. Ritroviamo il lenzuolo bianco in un’altra opera dello stesso anno nel dipinto “Storia centrale”, in cui non sono più due amanti ad avere il volto coperto, ma bensì solo una figura femminile.
La scena delle teste coperte da questi teli impedisce loro di vedersi e di comunicare, suscitando forse una certa inquietudine e angoscia. I lenzuoli sono resi, proprio come nel dipinto, con un abilità indiscussa dell’uso del chiaroscuro, che sembrano voler richiamare lo studio della scultura ellenistica; i drappeggi che paiono leggeri e appena appoggiati sui volti risultano essere in netto contrasto con l’arte classica e l’architettura di quell’epoca. Esempi di scultura ellenistica ne abbiamo moltissimi, ma prendiamo come punto di riferimento tre opere in particolare: Il Gruppo Laoconte, Omero e la Nike di Samotracia.
La foto di copertina è di Flora Sala, nata a Menaggio sul lago di Como e storica ideatrice delle cover dei Pooh che, all’epoca, era in dolce attesa della primogenita Camilla. Invece, per quanto riguarda il cielo multicolore, si è voluto simboleggiare i nuovi giorni che attendono il gruppo dopo il ventennale ed è stato dipinto sempre dalla stessa Flora. Lo scatto è stato invece realizzato dal milanese Fedele Costadura; i dipinti sono stati fotografati separatamente e solo in un secondo momento sono stati montati insieme perché, per uno solo scatto, ci sarebbe voluto un ventilatore troppo potente e i Pooh, che in quel periodo avevano tantissimi concerti da fare, avevano paura di prendersi un raffreddore. Il velo non stava poi particolarmente aderente al viso e poco si capivano i contorni; così i quattro componenti della band dovettero mettere una colla sul naso per poter far vedere meglio le loro sagome.

L’artista Flora Sala ha raffigurato quindi questi quattro veli di colore diverso per rappresentare ogni componente del gruppo, proprio perché ognuno dei Pooh ha un carattere differente. Analizziamo quindi colore per colore, per saperne di più.
Nello specifico il rosa rappresenta Stefano D’Orazio, simbolo della speranza. Si tratta infatti di una tonalità positiva che incute un senso di sicurezza e di ottimismo verso il futuro. Un colore che riesce a calmare e attenua i sentimenti di rabbia e di aggressività. Il beige invece è di Red Canzian, un colore decisamente particolare essendo naturale, chiamato anche colore grezzo, perché è il colore che la lana presenta quando non è stata sottoposta a nessun processo di trattamento. Trasmette calma e serenità essendo un tono che invita alla conversazione dall’effetto rilassante e rappresenta una persona che non vuole attirare troppa attenzione su di sé. Il grigio rappresenta Roby Facchinetti; si dice che chi predilige questo colore cerchi, in ogni situazione che gli si presenti, di prendere tempo. Ad ogni modo, cerca di distaccarsi da contesti che gli potrebbero procurare ansie e tensioni emotive. Infine, il colore nero è di Dodi Battaglia; chi sceglie il nero rinuncia a tutto e protesta energicamente contro una situazione che non è come egli vorrebbe che fosse, ribellandosi alla sorte, ma rischiando alle volte di agire in un modo precipitoso ed irrazionale. Non a caso corre sui kart per beneficenza collaborando con l’associazione Kart No War, affiliata a Rock no War.

Un artwork quindi che preannuncia un album davvero emozionante, ricco di sentimenti e di convinzioni personali, alle quali non si può che soffermarsi e pensare. Buon ascolto!
Antonella “Aeglos” Astori