Grosseto, anni’80. In una piccola cittadina dove non succede mai nulla, nasce il primo vero gruppo Hardcore/Punk in totale assenza di una scena musicale veramente alternativa: gli Stato di Polizia! Con all’attivo un demo tape, un 7″ e.p. e brani inseriti in alcune compilation, la band ha calcato i palchi toscani dal 1983 al 1984 circa. Il frontman è un mio carissimo amico, Mario Scarpati, che, oltre ad avere il merito e il coraggio di aver messo su tale gruppo, è stato il primo Skinhead che si fosse mai visto prima in città. Gli Stato di Polizia, seppur con vita breve, entrarono di diritto nella scena Punk toscana, più precisamente dentro quel giro denominato Granducato Hardcore, che comprendeva gruppi di area Punk Rock e Hardcore, vicini tra loro sia per attitudine che per genere musicale. Finita l’esperienza con la band, il nostro “eroe” (mi piace definirlo così!) non ha smesso di frequentare le varie scene musicali legate sia al Punk che allo Skinheaddismo, ma affermo senza ombra di dubbio che, andando avanti negli anni, Mario sia diventato un grande appassionato di musica e grande collezionista di dischi. Tutto ciò lo ha portato in seguito a presenziare come dj alle più importanti serate e raduni sia Mod che Scooteristi, creando insieme a me ad ad altri ragazzi di Grosseto una crew di dj’s dediti ad organizzare serate proponendo il meglio della “nostra” musica esclusivamente in vinile: la Soul Crew Grosseto. Appassionato anche di scooter, come si conviene per ogni vero Skinhead (ed ex-Skinhead), ha girato l’Italia in lungo e largo sulle sue Vespe e Lambrette, facendosi presto un nome in questo giro. Di seguito la mia intervista a questo “personaggio” dell’underground grossetano dove parleremo di musica, dischi, scooters, abbigliamento e stile di vita, quel “A Way Of Life” che a quanto pare è duro a morire!
Ciao Mario e benvenuto su Art Over Covers! Innanzitutto parliamo della tua esperienza con il Punk: come mai decidesti negli anni’80 di formare una band? Chi erano gli altri componenti?
Ciao! Quella di formare una band fu un’idea di Luca già batterista dei Traumatic di Livorno, così decidemmo di iniziare a provare qualcosa qua a Grosseto. Dopo un paio di concerti “Last White ‘Xmas” a Pisa cambiammo formazione con Matteo e Fernando, rispettivamente chitarra e basso. Loro vivevano a Firenze, quindi alla fine diventammo un gruppo diviso tra Grosseto e Firenze dove avevamo la cantina per le prove! Del resto la scena Hardcore Toscana si muoveva tra Pisa, Lucca, Livorno e Firenze e il Victor Charlie a Pisa era il punto di ritrovo per concerti e serate di tutti, Granducato Hardcore era ormai una firma al tempo indelebile per tutti noi.

Come mai la scelta di un nome così?
Il nome SDP (Stato di Polizia) ci venne abbastanza facile, erano anni pesanti, venivamo dagli anni di piombo e gli strascichi ancora li percepivi soprattutto se eri e vivevi fuori dalla norma, non erano ancora state sdoganate tendenze come i tatuaggi, l’abbigliamento, i tagli di capelli particolari ecc…, e tutto portava ad avere spesso un continuo controllo sui ragazzi.

A Grosseto non doveva essere facile suonare in un gruppo Hardcore/Punk, c’erano altri Punks in giro a quel tempo?
Un piccolo aneddoto. Un pomeriggio dalla stazione di Pisa al locale Victor Charlie fui fermato per due volte in 500 metri circa, e questo accadeva quasi sistematicamente durante serate e concerti un po’ ovunque. In Grosseto ero io, Luca e un nostro amico Paolo, ma molto spesso ci spostavamo durante il fine settimana verso Livorno, Pisa e Firenze. Avevamo un piccolo spazio musicale radiofonico qui a Grosseto un paio di ore la settimana io trasmettevo Punk, Hardcore, Oi! e Paolo della New Wave, ma anche questo è durato poco, visto il tenore delle telefonate il gradimento era molto scarso; eravamo troppo avanti per quegli anni!! Ma è stata comunque un esperienza divertente.

Avete suonato in posti particolari? Dato che eravate nel Granducato Hardcore, ci puoi spiegare come mai nacque questo insieme di gruppi e con chi eravate in contatto?
Non abbiamo suonato molto, ma la nostra vita come band è stata breve ma intensa, anche perché io partii per il militare nell’estate del 1985 e un anno per i nostri ritmi di vita era quasi un eternità! Suonammo a Pisa due\tre volte (al Victor Charlie) e a Falzè del Piave; quella giornata è stata memorabile! Noi con i Wardogs di Lucca. Fu esaltante perché i ragazzi della zona furono magnifici nell’accoglierci nell’organizzazione e in tutto! Il contatto con i gruppi toscani del G.D.H. erano continui, quindi a me e a Luca venne l’idea di lasciare, visto che la vivevamo, una traccia di quel momento che ritengo sia stato unica con una autoproduzione su tape di tutti i gruppi del G.D.H., così portammo a nostre spese i gruppi in studio di registrazione. Da lì, dopo un paio di mesi nacque il tape “Senza Tregua” totalmente autoprodotto, dalla registrazione, alla stampa alla distribuzione. Non sarò io a dirlo, ma ebbe una risonanza eccezionale, ho spedito copie in tutto il mondo e l’ufficio postale da dove le spedivo mi dava la precedenza sulle altre spedizioni visto il lavoro che gli portavo! Tenendo presente che niente di quello che abbiamo oggi esisteva, come internet e canali social, siamo riusciti a spedirne alcune copie anche in New Zealand solo con fanzine e passa parola. La cosa veramente bella era l’unione, lo spostarsi sempre insieme ad ogni occasione importante, una su tutti il concerto dei Black Flag prima e dei D.O.A. dopo a Milano con gruppo spalla i CCM di Pisa. Serate eccezionali, tra i più bei ricordi che ho di quegli anni!
Quando eri nella band eri già Skinhead? Avevi già contatti con altri rasati in giro per lo stivale?
In quegli anni ero già uno Skinhead; naturalmente i contatti nascevano durante i concerti e le serate, passa parola e fanzine. Non esistendo niente dei mezzi di comunicazione di adesso riuscivamo a trovarci comunque quasi sempre. Il mio battesimo come Skinhead avvenne al II raduno Oi! di Certaldo, non aggiungo altro su quella giornata, perché negli anni se ne è parlato anche troppo. Dico soltanto che fino da un certo punto della giornata fu un grandissimo raduno!
So che hai moltissimi dischi, soprattutto in vinile, quando hai cominciato e quali sono stati i primi Lp che hai comprato?
Sì, di dischi ne ho comprati tanti negli anni e continuo tutt’ora, meglio se su vinile naturalmente… ha tutta un’altra poesia! Ho iniziato a 14 anni con i primi dischi dei Rolling Stones, di seguito gruppi hard-rock come Led Zeppelin, Black Sabbath, Deep Purple, Yardbirds per il genere R&B, Cream, Pink Floyd… la lista sarebbe lunga! Del resto in casa mia la musica (classica) è sempre stata presente, mio padre ne era appassionato, quindi fin da piccolo di vinile ne girava in famiglia!

Col tempo avrai affinato i tuoi gusti musicali credo, dove sei indirizzato oggi? Che generi ascolti?
Negli anni a seguire ho collezionato tanti dischi Oi!, Hardcore, soprattutto USA, eravamo influenzati da quei gruppi. Tra i primi dischi comprati di quel periodo ricordo i 4Skins con “The Good the Bad e the 4skins” i Killing Joke con “War Dance”, Circle Jerks, Black Flag, Dead Kennedys… Successivamente mi sono avvicinato allo Ska, Skinhead Reggae, al Soul, al Northern Soul e qui tra 33 giri e 45 giri il numero dei vinili è notevolmente aumentato, anche perché tutt’ora sono assolutamente ancora la colonna sonora dei miei giorni, insieme al R&B al Blues e al Soul. Naturalmente ascolto anche altro anche per curiosità, ho un discreto numero di vinili di Jazz… attualmente ho due gruppi tra i miei preferiti: i Social Distortion e i Waterboys, tra i jazzisti John Coltrane, Stan Getz, Dexter Gordon, Miles Davis, Charlie Parker….
Dai peso alle copertine dei dischi? Secondo te la cover ha importanza quando acquisti un disco?
Le copertine non sono importanti per me al momento dell’acquisto, vale il contenuto… un po’ come per i libri, naturalmente una bella copertina al primo sguardo ti attrae almeno per la curiosità di ascoltare il contenuto. In verità adesso quando vuoi comprare un vinile hai la possibilità di ascoltarlo prima dell’acquisto con diversi canali online che esistono, un tempo avevi le gabine nei negozi, adesso hai internet e applicazioni varie!

Quali sono i vinili a cui sei più legato?
Tutti in generale perché sono la mia vita. Ogni periodo con i suoi suoni che ultimamente si incontrano, puoi trovare accanto all’impianto un mix di dischi e sentire un mix di suoni che non legano fra loro, ma rappresentano me!

Parlando sempre di dischi, quando hai cominciato a comprare 45 giri? E perché?
Con i 45 giri ho iniziato con i primi passaggi alla console, naturalmente con il frequentare serate Northern Soul e raduni sono stato guidato da degli ottimi djs e seguivo sia i loro consigli sia le loro selezioni.

Come accennavo nell’introduzione, insieme a me hai creato la Soul Crew; ci puoi parlare di questa esperienza e dell’importanza di proporre dj set esclusivamente in vinile?
Ti rispondo direttamente in poche parole. Per me la musica o la suoni dal vivo o la proponi su vinile, con tutto il resto perde di poesia. Certamente ho anche dei cd, ma rimango fermo su quanto ti ho appena detto, poi il bello è vedere le persone che ballano e apprezzano quello che fai con fatica e dedizione e sei riuscito a proporre durante la tua selezione.
Hai frequentato molti raduni, sia Mod Che Scooteristi, hai fatto dj set anche ad altri importanti raduni? Quali sono quelli -se ce n’è più di uno- che ti ricordi in modo particolare?
Di raduni Scooter ne ho fatti diversi, quelli per i quali ho i ricordi più belli sono stati all’Elba, un appuntamento fisso e imperdibile! Per i raduni Mod intorno alla fine degli anni’80 e ‘90 e alcune volte a Rimini per il raduno di Pasqua.
Tornando un attimo indietro, essere Skinhead a Grosseto negli anni’80 non doveva essere facile, dove trovavi dischi e vestiti? C’era qualche negozio a Grosseto o dovevi spostarti?
Come ti dicevo in precedenza a Grosseto in quegli anni la scena non esisteva e fortunatamente per me il fine settimana era quasi sempre di trasferta e li passavi tra musica, amici, chiacchere e tanta birra!

Nel 2004 ho aperto il negozio Rudeness e tu sei diventato da subito uno dei frequentatori più assidui. Cosa hai pensato quando in città c’era finalmente un negozio del genere?
Che era una gran bella cosa! Finalmente potevi incontrare persone con cui avevi delle affinità, con cui poter condividere le tue passioni, era un po’ per me quello che era stato a Londra il Last Resort: negozio storico negli anni’80, così nacque l’idea della “Soul Crew Grosseto”, che ha dato modo in città di creare raduni, con ragazzi e ragazze che si spostavano da altre città e finalmente per qualche volta non è stato il contrario!
Per te è importante supportare i negozi specializzati? Perché?
Importantissimo! Perché sono gestiti da persone che ci mettono tutta la loro passione, conoscenza e sudore, dove puoi scambiare due parole, incontrarti, tutte quelle attività che stanno combattendo contro le multinazionali e i centri commerciali. Quindi supportarli è assolutamente importante!

Oggi ti reputi sempre uno Skinhead o un ex?
Qua concedimi una battuta veloce e sincera: chi lo è stato lo rimane per sempre, non puoi dimenticare o peggio, cancellare quello che sei stato per circa 30 anni!
Oltre a dischi e Scooters, ti appassiona anche il cinema? C’è un cinema di genere che ha influenzato anche la nostra sottocultura? Che films vorresti consigliare?
Certo, mi piace il cinema, anche se purtroppo trovare films di genere che trattino la nostra sottocultura in modo non dozzinale o con sufficienza è davvero difficile. Ma c’è comunque qualcosa di interessante che vorrei consigliare, partendo da “Quadrophenia” degli Who, “Absolute Beginners” tratto dall’idea del romanzo Mod per eccellenza di Colin McIness, il buon “This Is England” e in ultimo – ma non per minor importanza – i due films sulla scena soul inglese, “Northern Soul” e “Soul Boy”.
Siamo nel bel mezzo di una pandemia, non c’è possibilità di fare dj set o organizzare serate e concerti. Secondo te questa cosa, a livello culturale, sta tagliando le gambe a chi come noi vive con un certo stile di vita?
Sta tagliando le gambe un po’ a tutti… penso a chi lavora nei teatri, nei cinema, nelle discoteche e ovviamente alle nostre serate e raduni, in generale alla nostra vita di tutti i giorni, alle amicizie lontane, tutto questo con la speranza che finisca nel breve…

Io sono di una generazione o quasi più avanti a te e vedo che non c’è un ricambio generazionale se parliamo di sottoculture, secondo te quali sono i motivi? Saremo costretti a vedere i soliti “vecchiarelli” alle future serate o pensi che prima o poi ci sarà nuova linfa per questa scena? Sei più ottimista o pessimista?
Bella domanda… il cuore mi spinge a sperare in un sí; che ci possa essere un ricambio generazionale, ma guardandosi intorno e leggendo le statistiche di quello che viene scaricato o semplicemente ascoltato dal web, tutto il mio ottimismo svanisce. Nel frattempo, tornando al vinile, le cifre delle vendite danno una buona rinascita di questo supporto musicale e ovviamente in tutti i generi musicali, che possa essere da traino anche per far avvicinare i ragazzi più giovani incuriosendoli anche alla nostra sottocultura!

Leggi anche libri? Ci sono volumi interessanti che vuoi citare o consigliare?
Leggo molto. Insieme ai dischi è una passione, anche se un libro mi dura molto avendo solo la sera per poter leggere. I generi sono diversi, ultimamente narrativa giapponese, ho la passione per le saghe nordiche, celtiche e norrene. Per quello che ci riguarda più da vicino, naturalmente consiglio i libri di John King, le due pietre miliari “Spirito of 69” e “Skinhead Nation” di George Marshall e vari libri sul football e il suo mondo!! Un libro su tutti che ho riletto anche recentemente è che mi piacerebbe consigliare a tutti ed in particolare ai più giovani è “Furore” di John Steinbeck.
Concludendo, sentiti libero di dire quello che vuoi e io ti ringrazio a nome di Art Over Covers.
Ti ringrazio per lo spazio, il tempo dedicatomi e per aver rivissuto – anche brevemente – quella che è stata la mia vita musicale che è sempre stata parte integrante della mia vita di tutti giorni che continua e che così continuerà.