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Singolo: “Run to the Hills”
Data di uscita: 12 Febbraio 1982
Qui capiamo che Eddie e Satana non avevano chiuso la loro lotta per la supremazia con la copertina di “Purgatory”. Li ritroviamo infatti impegnati in una zuffa infernale, con una platea di mostri a fare il tifo e a ridersela godendosi la violenza della scena. Il Diavolo, con il tridente impugnato, sembra essere un po’ in difficoltà. Eddie lo tiene bloccato stringendolo per la gola, pronto a sferrare il mortale colpo con la sua ascia, trasformata per l’occasione in Tomahawk, l’arma tipica dei nativi americani a cui il brano si ispira.
La canzone è il racconto, visto da entrambe le prospettive, dei conflitti per la conquista del Nuovo Mondo da parte dei coloni europei, ai danni delle popolazioni native. Riggs racconta che le ali del Demonio dovevano, nelle sue intenzioni, essere formate da fulmini e fumo, ma che il risultato non lo soddisfaceva. Comunque l’immagine fu un’iniziativa personale del nostro amato illustratore, convinto che potesse risultare una buona idea per il primo singolo dell’album. Idea che venne prontamente accolta dal gruppo. Con questo singolo inizia “L’era Dickinson”, che appare qui con la prima incisione ufficiale. Bruce contribuisce alla stesura del brano ma, a causa di problemi di contratto con i Samson, la band da cui proviene, non può apporre la sua firma come autore. Lo può Harris, che lo fa. Al nuovo cantante viene riconosciuto il merito morale alla creazione del pezzo. Ma il nuovo singer si rifarà alla grande, trascinando finalmente gli Iron nel puro Heavy Metal, di cui diventeranno indiscussi portabandiera nei decenni successivi.

Album: “The Number of the Beast”
Data di uscita: 22 Marzo 1982
Manco a farlo apposta, per l’artwork del terzo lavoro in studio, i due incazzosi protagonisti del singolo vanno avanti nella loro personale faida. L’idea che Eddie fosse in vantaggio sul padrone di casa viene confermata osservando questa nuova situazione: il Diavolo si sta divertendo un sacco ad agitare i fili con cui manovra un burattino con le sembianze del nostro mostruoso amico. Peccato che sia completamente ignaro di essere a sua volta una marionetta guidata dalla ghignante mascotte maideniana, che sembra divertirsi nel fargli credere di avere il pieno controllo della situazione. Più diabolico dello stesso Diavolo l’ineffabile Edward. Mi sa che per il Regno degli Inferi si sta preparando un turnover al comando. Alla prima uscita della copertina, Riggs, che è in continua apprensione per come i suoi lavori vengono sempre in qualche modo mortificati dagli stampatori di copertine, (una volta le rifilano nel punto sbagliato, un’altra chissà cosa), qui ha ragione ad incazzarsi a bestia, visto che i colori sono talmente sbiaditi che l’immagine sembra quasi in bianco e nero.

Si rasserenerà quando uscirà la versione USA, coi colori che potete ammirare nella foto sopra.


Singolo: “The Number of the Beast”
Data di uscita: 26 Aprile 1982
Forse Eddie, dopo aver avuto ragione di Belzebù, si è infine stufato, da personalità irrequieta quale è, persino di pigliarlo per i fondelli. Si annoia facile, il nostro beniamino. Cosa c’è di meglio quindi, se non un’esecuzione alla vecchia maniera, per mezzo decapitazione, e presentarsi alle anime dannate come nuovo titolare dell’Inferno, con la testa mozzata del vecchio regnante come biglietto da visita? E urlare al mondo la propria invincibilità. L’album nel frattempo ha raggiunto il podio più alto della UK Chart, per la prima volta i nostri sono in vetta. Come avevano promesso, sarebbero andati a prendersi tutti e li avrebbero soppiantati. Eddie rulez. Se, guardando il volto del Diavolo, aveste la vaga sensazione che somigli un po’ a Salvador Dalì, beh,non vi sbagliate. Ci ha provato Riggs a riprodurne le sembianze ma, non disponendo di una foto decente, fece il proprio meglio, che non fu abbastanza.
…to be continued…
Fabio Vannucci