Anno d’uscita: 1980
Regia:
John Landis

“The Blues Brothers”
è una commedia musicale uscita nel 1980 diretta da John Landis. Vi dice qualcosa questo nome? John Landis è il celebre regista del nostro tormentone natalizio “Una Poltrona per Due” (1983) dove ricompare Dan Aykroyd; il casinista John Belushi invece aveva già recitato nel divertentissimo “Animal House” del 1978. Landis qui colleziona un altro cult che perdura ancora oggi, confezionando una dinamica ed esilarante pellicola adatta a qualsiasi tipo di pubblico.

La locandina ritrae i due personaggi, i Blues Brothers appunto, in posa davanti alla macchina fotografica, come se stessero dicendo: «Il nostro obiettivo è stato raggiunto, e adesso facciamoci una foto ricordo, dopotutto siamo stati in missione per conto di Dio!». Uno scatto che riconduce all’epilogo del film fatto di inseguimenti, situazioni assurde e esplosioni alla “Die Hard” (non fate mai arrabbiare la vostra fidanzata!). Gli elementi che compongono il fotogramma sono solo tre ma hanno una storia molto interessante!

Dan Aykroyd e John Belushi interpretano I Fratelli Blues: Elwood e Jake, duo musicale che fece la sua prima esibizione il 22 Aprile del 1978, durante una delle puntate del Saturday Night Live (SNL). Il Saturday Night Live esordì nel 1975 e diventerà il più longevo e celebre programma della NBC. Vanta di essere uno dei varietà di maggior successo nella televisione americana, nel quale si alternano gag di artisti famosi, musica e sketch comici. I due attori debuttarono nel loro live vestiti come due agenti dei servizi segreti e manterranno la stessa divisa nera anche in tutto il film, con gli inseparabili Ray-Ban modello Wayfarer che Jake toglierà solamente una volta.

Le battute in proposito ovviamente si sprecano:
Mrs. Murphy proprietaria della tavola calda (Aretha Franklin): «Di là ci sono due tizi vestiti da impresari delle pompe funebri».
Matt “Guitar” Murphy: «Da che cosa? »
Mrs. Murphy: «Devono essere sbirri della CIA o roba del genere».

Sline, l’agente teatrale (Steve Lawrence): «Che avreste intenzione di fare, lo stesso show? Con quei vestiti da beccamorti. Spaventereste la gente. Ma voi non li portate mai i blue jeans o le tute, eh? Come i complessi di tutto il mondo?»
Il duo nacque come un vero e proprio gruppo musicale blues/soul e fece un successo strepitoso incidendo anche svariati albums.Il secondo elemento che troviamo nella affiche è la mitica Bluesmobile, una Dodge Monaco berlina del 1974 rimediata da Elwood, in sostituzione di una Cadillac (a sua volta barattata per un microfono), vinta ad un’asta della polizia.
L’auto è in evidente stato di usura, già incidentata e malmessa ma dotata di pazzesche prestazioni; nel film infatti salterà un ponte aperto, distruggerà senza problemi le vetrine di un centro commerciale, farà chilometri a marcia indietro e sfiderà addirittura la forza di gravità volando.
La povera Bluesmobile ne subirà di tutti i colori, autodistruggendosi solo a fine film, a missione compiuta. Le inquadrature dei vari inseguimenti sono pazzesche e la macchina da presa spesso è posizionata proprio davanti alla postazione del guidatore, per poter vivere in prima persona il tutto con l’adrenalina dei due pazzi Blues Brothers.
La velocità è una costante, le auto sfrecciano a tantissimi km/h per schiantarsi in inverosimili scontri. Il film di Landis è infatti entrato nel Guinness dei Primati per le scene con il maggior numero di incidenti d’auto, le macchine distrutte furono in totale 103, nel sequel del 1998 “Blues Brothers 2000” invece 104.
Furono utilizzate (e anche demolite) in totale 12 Bluesmobiles, una di queste fu costruita solo per essere fatta a pezzi. L’originale preservata dalla distruzione è di proprietà Dan Aykroyd che l’ha bramata come una Bat Mobile.

Il terzo dettaglio del poster è il paesaggio dietro i due protagonisti. Lo sfondo in silhouette riprende la sagoma di un cantiere, torri di lamiere fanno da background ai nostri fratelli Blues. È il momento prima del finale del film dove si svolge la rocambolesca corsa dei nostri due musicisti. La pellicola è ambientata a Chicago, e si passerà proprio in mezzo a una strada in costruzione che farà finire la corsa delle auto alle loro calcagna. Il terreno è scuro e fangoso, come quello nel tunnel dove era stata nascosta la macchina e vengono presi in ostaggio da una giovanissima Carrie Fischer che interpreta la fidanzata abbandonata all’altare da Jake.
Si inzozzano come non mai per schivare i colpi di mitragliatrice ma poi tutto si calma con gli occhi dolci e furbetti di Jake che chiede perdono. Lei si impietosisce ma poi se la daranno a gambe levate! Non c’è tempo da perdere, bisogna prima salvare l’orfanotrofio!
Sara “Shifter” Pellucchi