Anno d’uscita: 2012
Sito web: http://soenmusic.com/
Quando ci si trova davanti ad una copertina piena di simboli e piuttosto misteriosa non si può fare a meno di andare alla ricerca del suo significato più profondo, e questo è proprio quello che succede se ci troviamo davanti all’artwork del primo album dei Soen, ovvero “Cognitive”.

La band è composta da Martin Lopez, ex drummer degli svedesi Opeth. Abbandonata la band nel 2006, di lui si erano un po’ perse le tracce; si sono poi susseguite alcune notizie, con le quali ci veniva detto che Martin Lopez e Steve Di Giorgio (bassista, ex Iced Earth, Sadus, Death, Testament e molti altri), sarebbero stati i due “leader” di un nuovo progetto musicale, appunto i Soen. Per completare la formazione i due si sono affidati a Joel Ekelof (voce) e Kim Platzbardis (chitarra).

La copertina è stata realizzata da Ben Tolman, artista che si avvicina al mondo artistico di Escher. Ben vive a Washington e si è laureato al Corcoran College of Art and Design nel 2005.
Motivato dalla libertà di riflettere sul mistero della vita senza alcun pregiudizio, l’artista dà vita a disegni ad inchiostro fantasiosi e minuziosamente dettagliati. Le sue composizioni spesso combinano nudi e autoritratti con paesaggi bizzarri e creature fantasiose.
Per poter capire al meglio l’artwork dobbiamo andare a fondo, in particolare di una canzone dell’album, ovvero “Oscillation”, dove le parole parlano da sole. Analizziamo quindi frase per frase, quelle più significative.

Nell’immagine sono stati usati due colori, il bianco e nero, e non poteva essere altrimenti perché questa è proprio la caratteristica di Tolman. Vi è rappresentata una silhouette di un viso di profilo, con disegnati all’interno lo scheletro, il cervello e, in un cerchio nero, è presente un bambino piccolo, appena nato.
«Take on my burden / Shake of my head /Chained by what I understand Won’t let me grow»
«Prendi il mio fardello / Scuoti la testa / Incatenato da quello che ho capito Non mi lascerai crescere».

In questa frase si parla di fardello, una croce insomma da portare sempre appresso, e l’uomo è consapevole di ogni peso che ha un qualsiasi dolore. Scuotiamo la testa, diciamo di no, liberiamocene e cerchiamo di restare un po’ bambini, con la loro semplicità ed ingenuità.
«There is a desire, there is a need of finding faith
I decide by painting it all in gray
Inner transformation turns a weakness into a strength
Through the times the spirit will remain »

«C’è un desiderio, c’è bisogno di trovare la fede
Decido dipingendo tutto di grigio
La trasformazione interiore trasforma una debolezza in una forza
Attraverso i tempi lo spirito rimarrà »

Se si decide però di crescere, bisogna in qualche modo farsi coraggio e appunto trasformare ciò di cui abbiamo timore in un qualcosa che ci possa rendere più forti che mai e la fede, che può essere rivolta a qualsiasi riferimento, non per forza ad un unico Dio, ci aiuterà più che mai a sconfiggere ogni nostra paura. Questo ci aiuterà a far sì che il nostro spirito continui a vivere tra i secoli e i secoli, rimanendo nella mente di tutti ma anche avendo così la possibilità di rinascere.

C’è quindi anche una sorta di discorso spirituale, quasi addirittura sciamanico. La figura del santone la si può ricollegare al fatto che questo individuo raffigurato stia fumando una pipa da cui esce del fumo che va a trasformarsi in farfalle, e il suo volto è rilassato e consapevole, quasi come se fosse in trance; in viaggio fra le energie spirituali e quelle terrene. Un aspetto significativo che può ricondurre a questa figura sta nella “cura” della credenza sciamanica che riguarda sia la guarigione fisica che quella psichica.
«I will reach my hand and try to open up the sky»
«Prenderò la mia mano e cercherò di aprire il cielo»

La raffigurazione della farfalle potrebbe in qualche modo aiutarci a capire cosa in realtà stia fumando questa figura umana, associandola allo Sciamano; si potrebbe trattare del Rapé: una miscela di diverse piante medicinali sminuzzate, strumento di medicina sacra sciamanica usato dalle popolazioni indigene del bacino amazzonico per migliaia di anni.  Questa medicina sacra può avere un effetto psicoattivo o stimolante, a seconda delle piante utilizzate per prepararla.
Quando viene usato durante le cerimonie sciamaniche, può causare esperienze molto profonde. Per gli sciamani e le popolazioni indigene, il Rapé è sacro, infatti è considerato uno spirito della natura e viene utilizzato nei rituali di preghiera per evocare le forze della natura ai fini di guarigione e per ricevere benedizioni dalla foresta. È anche una medicina per la visione dello spirito, che aiuta a liberare la mente, in modo da poter vedere oltre le nostre interpretazioni mentali.

Se invece andassimo ad analizzare la farfalla, troveremmo anche per questa un forte nesso. Nel mito greco infatti Psiche veniva rappresentata con ali di farfalla: la motivazione va ricercata nel significato della parola Psiche che in greco significa sia “anima” che “farfalla”.  Per gli antichi greci la psiche era identificata anche con l’anima; infatti, quando volevano raffigurare un uomo deceduto, lo dipingevano con una farfalla che usciva dalla sua bocca per librarsi nell’aria.
Nelle popolazioni native americane della prateria, questo lepidottero rappresenta un animale forte perché essa, appartenendo al popolo santo, può attraversare diversi stadi fino a che può volare nell’aria.  Anche secondo la mitologia irlandese essa ha un significato analogo, ossia l’abbandono della condizione mortale, la liberazione dall’involucro materiale. Tutte immagini quindi che si rispecchiano molto in questo artwork.

Ciò che comunque colpisce maggiormente è la figura della farfalla come espressione di un movimento vitale che essa incarna, un movimento in continuo rinnovamento. Come affermavano gli alchimisti, ciò che si può trasformare rimane in eterno. Questo ciclo della vita che si rigenera è anche identificato dal disegno del DNA rappresentato sia a destra che a sinistra della cover, che va a completare una cornice.
Quindi, concludendo, potremmo quasi definire quest’immagine come la rappresentazione del passato (il bambino che fu), il presente (l’uomo che sta fumando) e il futuro (l’anima che esce dal corpo). E infine il ciclo ricomincia e con esso riprende una nuova vita!
Antonella Astori