Anno d’uscita: 1993
Sito web: https://it.wikipedia.org/wiki/Wu-Tang_Clan
Nel 1993 un collettivo di rapper newyorkese esordisce con un disco destinato a fare da spartiacque nella black music dell’East Coast. Parliamo dei Wu-Tang Clan, formazione di 9 rappers (RZA, GZA, Ol’ Dirty Bastard, Method Man, Raekwon, Ghostface Killah, Inspectah Deck, U-God e Masta Killa) e del disco “Enter the Wu-Tang (36 Chambers)”.

I nove rappers, tutti già attivi singolarmente sulla scena musicale, si presentano come monaci Shaolin. Il nome del collettivo e il titolo del disco, presenti in copertina in alto a destra, sono un omaggio al cinema di Hong Kong, in particolare al capolavoro del Kung Fu Movie del 197836ª Camera dello Shaolin”. Il film, con protagonista l’attore cinese e maestro di arti marziali Gordon Liu, è uno dei preferiti di RZA, il vero leader dei Wu-Tang Clan.
Non ancora attore e regista di fortunati action movies, RZA impone agli altri rapper di sposare, per l’occasione, le discipline orientali. La futura carriera di attore e regista di RZA parte proprio da questo disco. Dai ghetti di New York ai combattimenti di Kung Fu di Hong Kong la distanza non è mai stata così breve. La copertina di “Enter the Wu-Tang (36 Chambers)”, come dice lo stesso titolo, vuole farci entrare nella 36esima camera della Shaolin, quella che nel film del 1978 era riservata all’insegnamento del Kung Fu ai non monaci.

I Wu-Tang Clan del 1993 sono normali ragazzi afroamericani che amano fare rap, quella musica e messaggio che Chuck D dei Public Enemy definì “la CNN del ghetto”. Non sono dei monaci shaolin, probabilmente nessuno di loro è mai stato a Hong Kong e neppure in Asia. Uno di loro però, quello che resta tutt’ora il leader del Clan, ha divorato decine di pellicole provenienti dall’allora dipendenza britannica cinese. Da qui la scelta dei nomi di gruppo e disco. La copertina del primo album dei Wu-Tang Clan ci presenta quindi questo originale connubio tra mondo dell’hip hop e quello del Kung Fu.
Una buia stanza circondata da tendaggi rossastri ha al suo interno i componenti del collettivo. Indossano tutti una tuta con cappuccio, che ricorda un saio orientale blu. Il loro volto è nascosto da un velo bianco. Sembrano manichini. I Wu-Tang Clan invitano gli ascoltatori a entrare nella loro stanza, quella che permette a tutti di diventare maestri di Kung Fu.

Si deve essere combattenti per sopravvivere a certe realtà sociali. Non è necessario aver appreso le tecniche delle arti marziali, si può combattere nella vita di tutti i giorni anche facendosi trascinare dai battaglieri testi dei Wu-Tang Clan.
Leonardo Marzorati