Anni d’uscita:
1975 – “Rock ‘n Roll” , John Lennon
1988 – “Cнова в CCCP” – Paul McCartney
Siti web: http://www.johnlennon.com/ – https://www.paulmccartney.com/
ll rock ‘n roll degli anni Cinquanta fu fonte di grande ispirazione per John Lennon e Paul McCartney, che rimasero sempre legati ai brani che avevano ascoltato centinaia di volte da adolescenti e sulle cui melodie avevano imparato a strimpellare le prime note. Erano le stesse canzoni che avevano suonato durante le interminabili esibizioni ad Amburgo e da cui avevano preso spunto per le loro composizioni, per poi a volte riproporle negli album e nei concerti dei Beatles. Dopo lo scioglimento della band, in periodi diversi, entrambi i musicisti vollero rendere omaggio a questa epoca d’oro della storia della musica, realizzando un disco in cui reinterpretavano pezzi di Gene Vincent, Chuck Berry, Buddy Holly, Sam Cooke, Eddie Cochran e molti altri.

Per una serie di vicissitudini legali, che comprendevano un’accusa di plagio, fu Lennon il primo a cimentarsi con un album di cover di brani dei Fifties e dei primi anni Sessanta, che comprendevano “Stand By Me”, “Be Bop a Lula” e “Slippin’and Slidin’”.
“Rock ‘n Roll”, questo il titolo della raccolta pubblicata nel 1975, ebbe una genesi faticosa, legata all’ambigua figura del produttore Phil Spector, che fece “sparire” per un periodo i nastri della registrazione, iniziata nel 1973 durante il “lost weekend”, periodo in cui John, separatosi da Yoko Ono, si trasferì a Los Angeles in compagnia della segretaria personale May Pang. Nello stesso periodo l’ex Beatle realizzò anche un album di composizioni originali, “Walls and Bridges”, che uscì prima di “Rock ‘n Roll”, nel 1974.
Per la copertina del disco di tributi, Lennon aveva pensato inizialmente di utilizzare alcuni suoi disegni di quando era bambino, ma la travagliata storia dell’uscita del lavoro fece sì che tali immagini venissero usate per l’album di inediti.
Nel frattempo, nel settembre dello stesso anno, May Pang incontrò Jurgen Vollmer, un vecchio amico dei Beatles dei tempi di Amburgo, che insieme a Klaus Voormann e Astrid Kircherr aveva fatto parte degli “Exis”, gruppo che ebbe un’indubbia influenza in termini culturali e di immagine sui musicisti di Liverpool, oltre a formare con essi un legame fraterno. Come la stessa Kircherr, anche Vollmer aveva fotografato la band all’epoca e, trasferitosi da tempo negli Stati Uniti, intendeva mettere in vendita questi ritratti. Incontratosi con il fotografo a New York, Lennon scelse una delle sue foto per la copertina del disco. Essa ritrae un giovane John, vestito da “teddy boy”, appoggiato allo stipite di una porta con tre figure sfocate che gli passano davanti: si tratta di Paul McCartneyGeorge Harrison e Stuart Sutcliffe, all’epoca bassista della band. L’immagine era stata scattata al numero civico 22 di Wohlwillstrasse ad Amburgo.
Per quanto riguarda il titolo, invece, inizialmente la compilation doveva chiamarsi “Oldies but Mouldies”, ma in seguito Lennon vide la scritta al neon preparata da John Uotomo, con il suo nome e le parole “Rock ‘n Roll”, e decise di dare questo titolo all’album.  Alcuni brani scartati vennero successivamente inseriti nella raccolta postuma “Menlove Avenue” del 1986, curata da Yoko Ono, con la copertina realizzata da Andy Warhol. (https://www.artovercovers.com/2020/04/25/menlove-avenue).

Nel 2002 Vasco Rossi, pubblicando la sua raccolta di successi “Tracks”, decise di rendere omaggio al disco di Lennon , con una copertina che volutamente cita quella di “Rock ‘n Roll”.
Paul McCartney ha invece pubblicato due tributi al rock dei Fifties: il più recente, “Run Devil Run”, è del 1999, mentre l’album che viene preso qui in considerazione venne pubblicato nel 1988 e fu concepito, almeno originariamente, solo per il mercato sovietico. “Cнова в CCCP”, questo il titolo del disco, significa infatti “Di nuovo in URSS”, in riferimento a “Back in the USSR”, celeberrimo brano del “White Album”.

McCartney registrò il lavoro come “regalo” per i fans russi che in patria faticavano a procurarsi i dischi originali, dovendo spesso accontentarsi di copie illegali. Inizialmente Paul non intendeva pubblicare il disco al di fuori dell’Unione Sovietica, ma gli avvenimenti successivi, come il crollo del muro di Berlino, la caduta dei regimi socialisti degli stati del Patto di Varsavia e infine lo sgretolamento della stessa URSS, resero anacronistico il suo progetto.  L’album fu pertanto distribuito nel resto del mondo nel 1991, con tre brani in più rispetto all’edizione del 1988. Gli ammiratori russi dei Beatles dovettero però aspettare fino al 2003 per vedere un concerto di un componente del gruppo: in quell’anno “Macca” si esibì infatti in due memorabili concerti, nella Piazza Rossa di Mosca e a San Pietroburgo.
L’edizione russa del disco include note di copertina scritte in cirillico, tradotte da un testo di Roy Carr, giornalista del New Musical Express. La copertina dell’album fu disegnata da Michael Ross. La foto del viso di Paul con una stella rossa impressa sopra, simbolo dell’Unione Sovietica, fu scattata da Linda McCartney.
Lo straordinario impatto che la musica dei Fab Four ebbe sulla cultura giovanile in URSS ma anche, indirettamente, su eventi storici epocali come la caduta del muro di Berlino e dei regimi comunisti dell’Est è stata raccontata più volte:  tra i contributi più significativi c’è senz’altro “Paul McCartney in Red Square”, il film-concerto realizzato con materiale proveniente dai concerti tenuti dall’exBeatle in Russia nel 2003, ed il documentario di Leslie Woodhead prodotto per la BBC e intitolato “How the Beatles rocked the Kremlin” del 2009. In entrambi si evidenzia come le canzoni dei Fab Four, messe al bando dal regime comunista negli anni Sessanta, circolassero clandestinamente al di là della cortina di ferro, diventando un simbolo di libertà e di ribellione per i giovani sovietici.

Ancora una volta la musica dei quattro di Liverpool conferma il proprio impatto rivoluzionario, ma è importante evidenziare come essa sia discendente diretta del rock ‘ roll dei Fifties : come ebbe a dire lo stesso Paul, senza Elvis i Beatles non sarebbero mai esistiti.
Maria Macchia