Anno d’uscita: 1969
Sito web: https://it.wikipedia.org/wiki/Coven_(gruppo_musicale)
Lo ammetto, pure io sono rimasto perplesso di fronte a questo disco. Poi guardi i dettagli. I tre volti puliti divengono più inquietanti per la loro compostezza e l’aria campagnola – che poi vengono dalla city – inespressivi. Se i Black Sabbath sono, con la chitarra di Toni Iommi, i padri dell’Heavy Metal, i Coven lo sono per quello che possiamo chiamare “Occult Rock”, insieme agli inglesi Black Widow. I Coven tra l’altro sono stati i primi ad utilizzare (nel Rock) il conosciutissimo “gesto delle corna”, reso famoso da Ronnie James Dio. Ma per quanto Dio lo usasse spesso sul palco, non ha mai avuto la valenza ed il significato sinistro di quello stesso usato dalla band di Chicago; loro l’occultismo lo prendevano in maniera diciamo più esplicita, mettendolo in pratica almeno nel loro immaginario.
No, i Coven lo prendevano proprio sul serio, tanto che il giornalista Lester Bangs scrisse: «in England lie unskilled laborers like Black Sabbath, which was hyped as a rockin’ ritual celebration of the Satanic mass, something like England‘s answer to Coven». Fatto è che nella notte di Halloween del 1969, la formazione di Chicago doveva esibirsi come main event del “Black Arts Festival” di Detroit. Il Festival venne però annullato per le proteste della comunità cristiana. Curioso, anche il loro primo disco “Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls” (Mercury, USA, 1969) fu ritirato dal mercato per l’associazione della band con la crescente ondata di violenza legata all’occultismo.
Il disco non è Heavy Metal ma Psychedelic Rock, tutt’altro che distorto ma non meno inquietante dell’esordio dei Sabbath, l’anno seguente. La fotografia di Sig Blinder, coadiuvata dal design di Jerry Griffith – sue le storiche copertine di Ramsey Lewis e Marlena Shaw – danno vita a quello che sarà un vero e proprio prototipo estetico del Rock di matrice oscura a venire, su tutti il Black Metal. Ma il vero pezzo forte è il gate fold interno del vinile. Una messa nera con tanto di bionda sacrificale, nella figura della cantante Jinx Dawson, corna e croci rovesciate.
Buona festa di Halloween a tutti allora!
Dimenticavo, la prima traccia del disco si intitola “Black Sabbath”!
Alberto Massaccesi