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Il romanzo storico “I serpenti e la Fenice” è ambientato durante il convulso periodo della rivoluzione francese del 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i suoi maggiori protagonisti. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie? E perché una generazione animata da grandi sogni trasforma lo slancio ideale in inaudita violenza? Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma. È nella loro infanzia, nella formazione politica e sentimentale, in relazioni proibite consumate nell’ombra, che incomincia a dipanarsi la matassa. Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri. I Serpenti e la Fenice non è soltanto un romanzo storico dove l’aderenza alle fonti si illumina e si scalda al fuoco dell’immaginazione, ma il racconto di un’occasione imperdibile di redenzione e amore.

Tale occasione viene bene illustrata in copertina dal ritratto femminile di Lucile Duplessis, moglie del giornalista e libellista Camille Desmoulins. Autore del ritratto a olio è Louis-Léopold Boilly (1790 circa). Il dipinto è posto nel Musée Carnavalet di Parigi sulla storia della città; il museo ha un piano dedicato alla rivoluzione francese ed è ricco di documenti, sculture, stampe, cimeli, busti, mobili e ricostruzioni di interni e altri oggetti. La giovane donna, descritta dai suoi contemporanei come di straordinaria bellezza, amabilità e arguzia, ha il viso sereno, lievemente inclinato, rivolto verso l’osservatore, il capo abbellito da un ornamento con foglie, la chioma bionda raccolta sulle spalle e rotondi orecchini d’oro. Secondo la moda dell’epoca, indossa una giacchetta a collo alto, con una morbida sciarpa bianca, forse di seta, avvolta attorno alla gola. Le mani sono poggiate sui braccioli della seggiola su cui è seduta e, con un escamotage grafico, una di loro è stata fatta passare sopra la cornice a ombreggiare il titolo.

Nel ritratto originario Lucile ha uno sfondo neutro per far risultare meglio il soggetto, effigiato come se fosse una “fotografia in posa.” Nella copertina de “I serpenti e la Fenice” la giovane è stata scontornata e alle sue spalle si dispiega una stampa d’epoca raffigurante la presa della Bastiglia del 14 luglio 1789, collocata alla Bibliothèque Nationale de France. L’immagine, selezionata tra le molte, è altamente drammatica e mostra la fortezza che si erge sulla sinistra, il bagliore rossastro degli incendi, il fumo del cannoneggiamento e le persone che combattono armate di fucile accanto a barili di polvere da sparo, e prosegue sul dorso del libro in un ideale continuum. Tale momento concitato contrasta perciò con l’espressione serena e la posa quieta della donna, e si combina con la ‘tagline’ color oro 1789. La tempesta della Rivoluzione. L’incendio dell’Amore, volta a focalizzarsi su data e argomenti cardine della narrazione. Il prezioso motivo del Serpente-mosaico che si erge dal titolo al posto della lettera S, avvicinandosi al dito come a mordere o in un muto riconoscimento, è una fotografia Pixabay, e suggerisce che la donna effigiata sia la Fenice. La copertina nella sua interezza, compreso dorso e retro, è stata lavorata graficamente da Fabio Gialain, e vira sui colori marrone, verde e ocra.
Il blog dell’autrice è: https://ilmanoscrittodelcavaliere.blogspot.com/
Cristina M. Cavaliere