Anno d’uscita: 2006
Sito web:
https://www.edenbridge.org/
Gli Edenbridge sono un gruppo musicale heavy metal austriaco; la loro musica racchiude elementi power, progressive, con influenze neoclassiche e folk. La band si è formata nel 1998 grazie al chitarrista e tastierista Lanvall (Arne Stockhammer), dalla sua ragazza, la cantante Sabine Edelsbacher e dal bassista Kurt Bednarsky. Il gruppo si è poi finalmente completato con l’arrivo del batterista Roland Navrati.

Gli Edenbridge si misero subito al lavoro e cominciarono a registrare in studio nel 1999, firmando un contratto discografico con la Massacre Records proprio nello stesso anno. “The Grand Design” è la quinta raccolta di inediti della band pubblicata nel 2006. Un disco molto particolare dove si parla di un mondo sconosciuto, pieno di polvere e sogni, un luogo che nonostante tutto ti dà il benvenuto in questa Grande Illusione, un universo nuovo che aspetta solo di essere esplorato senza però paure ed esitazioni.

In mezzo ad un paesaggio arido, vi è il simbolo Omega con all’interno un occhio, che potrebbe essere identificato come l’occhio di Dio, che ci guarda e ci sostiene durante tutta la nostra esistenza, proprio come un fedele guardiano, simbolo che da sempre nasconde misticismo, fascino e mistero. Ricordiamoci il geroglifico egiziano del dio Osiride che contiene un occhio; proprio come nell’induismo e nel buddismo troviamo una divinità spirituale che è rappresentata nei tempi antichi.
L’occhio era pertanto considerato come uno strumento portatore di cariche magiche e soprannaturali. Ricordiamoci che la rappresentazione simbolica di questo organo si è successivamente diffusa anche nelle principali religioni monoteiste; la mano di Miriam per gli ebrei o la mano di Fatima per arabi, rappresentate con le cinque dita e l’occhio al centro. Da qui viene emanata una luce angelica, la luce della speranza, mentre, ai lati, molto in piccolo, compaiono nella roccia i due simboli con Alfa.
Se notiamo bene leggendo la Bibbia, nel libro dell’Apocalisse, Dio definisce i due simboli come il principio e la fine, ovvero la morte. Sempre richiamando l’Apocalisse, Giovanni chiama Omega una delle sette stelle della costellazione del Dragone e scrive: «Io sono l’Alfa e l’Omèga, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!». Questo verso parla dell’eternità che non è un periodo infinitamente lungo, ma è al di fuori del tempo che noi concepiamo. Ed in effetti se poi notiamo bene, sullo sfondo del cielo, a sinistra c’è la vita che inizia con la figura di un neonato, mentre, sulla destra, vi è l’immagine di un viso anziano, che se vogliamo è la rappresentazione della fine della vita.

Per rendere ancora più il significato di speranza e di armonia, c’è anche la figura di un arcobaleno, a sinistra, che spunta al di sopra di quattro torri, quasi fossero un luogo mitologico o comunque fantastico. A destra invece vi sono raffigurati tre gheppi appoggiati ad un ramo. Nemmeno questo rapace è messo a caso, in quanto, la sua presenza ha lasciato una traccia persino nella poesia moderna, segnando il suo ritorno alla normalità delle cose dopo essere passato nella tradizione dalla dannazione di animale legato alla morte e alla simbologia di forza piena ed essenza pura del bello, in particolare nella poesia di Gerald Manley Hopkins.
Il percorso della simbologia del gheppio lo ritroviamo nelle sue radici nella mitologia popolare che aveva fatto del rapace un essere dal destino di minore importanza, scartato da tutti perché ritenuto dannoso.

Ma è finalmente con Hopkins, in una delle sue poesie più famose, “Il gheppio”, che questo rapace raggiunge l’apice della sua forza, non più legata al canto o alle sue abitudini nutrizionali, quanto ad un fuoco che erompe e mostra la sua bellezza e la sua fierezza. E per finire, non a caso ne sono stati messi tre, numero che rappresenta la facoltà di adoperare al meglio la conoscenza acquisita e di elaborare nuovi sistemi di comunicazione, un numero da cui traspare una profonda energia.

Insomma, un album tutto da ascoltare, traducendolo e guardando l’artwork creata da Thomas Ewerhard, grafico tedesco famoso anche per aver realizzato altre diverse copertine come Avantasia e Therion.
Antonella “Aeglos” Astori