Anno d’uscita: 1994
Sito web: https//www.oasisinet.com
Uno degli album d’esordio più esplosivi della musica britannica degli ultimi trent’anni e, forse, di sempre: “Definitely Maybe” degli Oasis. Uscito nel 1994, va ricordato non solo per il suo contenuto musicale, che lo rende uno degli emblemi del movimento britpop, ma anche per la sua copertina, ricca di citazioni e di riferimenti al panorama culturale e all’immaginario collettivo di più di una generazione.

L’artwork venne realizzato per la band dei fratelli Gallagher dall’agenzia Microdot di Brian Cannon. L’autore dello scatto è il fotografo Michael Spencer Jones. L’immagine si ispirò al retro della copertina di “A Collection of Beatles Oldies (But Goldies!)”, una raccolta di singoli dei Beatles registrati e venduti tra il 1963 e il 1966, in cui i Fab Four furono fotografati intorno a un tavolino in un hotel giapponese durante il tour del 1966.
Nell’immagine i cinque componenti del gruppo sono all’interno di una luminosa stanza dalle pareti gialle; la luce entra da tre finestre poste frontalmente rispetto all’osservatore che fanno parte di un bay-window, tipica struttura di molte abitazioni inglesi. Si tratta del soggiorno della casa a West Didsbury (Manchester) di Paul Arthurs detto Bonehead, il chitarrista ritmico della band. Inizialmente l’idea di Noel era quella di ritrarre i membri del gruppo seduti intorno al tavolo da pranzo nel soggiorno, ma in seguito questa proposta venne scartata.

I colori dominanti, oltre al giallo delle pareti, sono il blu e l’azzurro in tutte le loro gradazioni, oltre a tonalità più scure che caratterizzano soprattutto i cinque personaggi. La particolare atmosfera cromatica che pervade l’immagine venne ottenuta con una tecnica detta “cross processing”, che prevede lo sviluppo della foto con la soluzione normalmente utilizzata per i negativi.

Poiché la stanza era di piccole dimensioni, Spencer Jones utilizzò un obiettivo grandangolare, e dato che le assi del legno del pavimento erano particolarmente rovinate venne deciso che Liam avrebbe dovuto sdraiarsi a terra per coprirle. Un’altra motivazione per far sdraiare il frontman a terra venne suggerita dallo stesso fotografo, che aveva appena visitato il reparto di egittologia del museo di Manchester e voleva così rievocare l’immagine di una mummia in un sarcofago.

Qualcuno ha scomodato anche un paragone con la pittura fiamminga, ricca di particolari, per alludere all’accuratezza con la quale ogni dettaglio dell’immagine sia stato curato ed ogni elemento non sia collocato in modo casuale, bensì abbia un preciso significato.

L’immagine ha un carattere statico, poiché i componenti del gruppo appaiono come “fissi” in una determinata posizione. Lo scatto ha voluto davvero fermare il tempo, dando vita ad una raffigurazione fortemente iconica perché densa di rimandi culturali, per quanto si tratti per lo più di elementi appartenenti a una cultura non elevata, ma alla portata della “working class”, l’ambiente da cui i membri della band provenivano. Unico elemento in movimento è, come si vedrà, il mappamondo, quasi a prefigurare il successo mondiale che di lì a poco gli Oasis avrebbero avuto.

Sulla sinistra, Noel è seduto su un divano intento a suonare la chitarra (una Epiphone acustica EJ 2009) mentre in fondo alla stanza compaiono gli altri membri della band: Paul McGuigan, detto Guigsy, il bassista, Bonehead e il batterista Tony McCarroll, seduto per terra.

In basso a sinistra il bicchiere e il posacenere sono un chiaro riferimento a “Cigarettes and Alcohol”, uno dei brani contenuti nell’album, mentre il bicchiere di vino rosso visibile sulla destra contiene in realtà della bibita al mirtillo Ribena, che in fotografia risultava di un colore più attraente. Un altro bicchiere di vino o bibita è visibile davanti alla poltrona su cui è seduto Bonehead. Guigsy è in piedi, con il braccio sinistro appoggiato alla parete. Alla sua sinistra è visibile una chitarra elettrica Epiphone Riviera, appartenente a Noel.

Sul lato destro dell’immagine compaiono altri elementi a forte connotazione simbolica. La copertina vuole rendere omaggio ad un genere cinematografico amato dai Gallagher, gli spaghetti-western: seduto sul pavimento, Tony McCarroll sta infatti guardando la TV, che trasmette una scena del film “Il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio Leone, una delle pellicole preferite di Noel. Sullo schermo si riconoscono gli attori Eli Wallach e Antonio Casale. È inoltre presente un poster raffigurante Gian Maria Volonté in “Per un pugno di dollari”, altra celeberrima pellicola western italiana.
Oltre ai riferimenti cinematografici sono presenti quelli calcistici: sempre sulla destra è infatti visibile un ritratto del calciatore Rodney Marsh del Manchester City, squadra del cuore dei Gallagher e di Paul McGuigan e, per la “par condicio”, una foto di George Best, mitica figura del calcio inglese, prediletto da Bonehead, tifoso del Manchester United.

Tornando sulla sinistra, appoggiato al divano, è visibile un poster che raffigura Burt Bacharach. Inserendo questo ritratto si voleva creare un rimando all’immagine di copertina di “Ummagumma” dei Pink Floyd, (link sulla recensione: https://www.artovercovers.com/2019/03/10/ummagumma-pink-floyd/)10 poiché la locandina è collocata sul pavimento, sulla sinistra, all’incirca nella stessa posizione che il gruppo di Roger Waters aveva riservato a quella del musical americano Gigi di Vincente Minnelli.
Il mappamondo gonfiabile appeso in alto a destra, uno degli elementi che sicuramente attrae maggiormente l’attenzione, venne fornito da uno dei roadies. Il fotografo Spencer Jones era consapevole del fatto che l’oggetto, muovendosi nell’aria, sarebbe risultato sfuocato, creando un particolare effetto. Il fenicottero rosa sulla mensola del caminetto a destra, sotto il mappamondo, apparteneva al padrone di casa Bonehead.

Di fronte al globo, lo specchio appeso al muro sembra riflettere dell’acqua, un cielo nuvoloso o lo stesso mappamondo, insieme alle foglie di una palma in vaso sottostante.

Sulla foto del retro i cinque hanno cambiato posizione, Noel tiene in mano il globo, Tony ha preso il suo posto sul divano, Guigsy è seduto in poltrona, Bonehead ha preso la sua chitarra e Liam è sempre sdraiato per terra, mentre la televisione trasmette ancora il film di Sergio Leone.
Una curiosità: uno dei singoli tratti dall’album, “Live Forever”, reca in copertina l’immagine di Mendips, la casa in cui John Lennon trascorse la sua infanzia e adolescenza con gli zii Mimi e George. Anche questo scatto venne realizzato da Michael Spencer Jones. L’abitazione in bianco e nero, a detta dello stesso fotografo, potrebbe a prima vista sembrare una qualsiasi bifamiliare britannica, riflettendo il contenuto della canzone, ma al tempo stesso è un’immagine iconica perché rappresenta la residenza di uno dei più grandi musicisti del ventesimo secolo.
La nuova proprietaria dell’appartamento, Jenny Hershey, acquistò la casa nel 1999 dalla sorella di Bonehead. Il musicista, prima di traslocare, portò via alcuni arredi, tra i quali il caminetto. I nuovi inquilini occasionalmente ricevono tuttora delle visite dai nostalgici fans degli Oasis, che chiedono di vedere il soggiorno e a volte si fanno fotografare nelle stesse posizioni dei loro beniamini.
Sicuramente questa copertina, con la sua capacità di fermare un momento di vita, per quanto creato artificiosamente, ha avuto un fortissimo impatto, contribuendo al successo di uno degli album più significativi degli ultimi trent’anni nel panorama musicale britannico.
Maria Macchia