Anno d’uscita: 1987
Sito web: http://www.roger-waters.com/
Roger Waters
non ha bisogno di presentazioni, è cosa nota che abbia militato come co-fondatore e frontman in una delle band più importanti della storia: i Pink Floyd. L’idillio musicale con il gruppo inglese si conclude dopo vent’anni, nel 1985 per cause di divergenze opinionistiche e caratteriali.

La produzione musicale di Waters è sempre stata strettamente collegata alle sue idee politiche e alla sua ossessione per la guerra. Suo padre, il sottotenente Eric Fletcher Waters, morì durante il secondo conflitto mondiale. Roger si è sempre definito quindi un pacifista e un socialista; con idee di sinistra manifestate senza imbarazzi ad alta voce all’orecchio dei potenti; ricordiamo infatti gli scontri verbali avuti con Margaret Thatcher, con l’ex presidente degli Stati Uniti George Bush e con l’ex primo ministro britannico Tony Blair. Ovviamente non potevano mancare le provocazioni anche contro l’attuale presidente degli U.S.A. Donald Trump. L’ex frontman dei Pink Floyd ha da sempre utilizzato le piattaforme live per urlare i sui dissensi sociali dentro e fuori dalle sue canzoni. Non le ha mandate a dire nemmeno al pubblico italiano durante il suo ultimo concerto, nel quale ha espresso la sua disapprovazione riguardo le misure adottate dai nostri politici sul problema dell’immigrazione, utilizzando la rivisitazione del famoso maiale volante nella cover di “Animals”.
Slogan e stand hanno da sempre avuto una parte rilevante della sceneggatura dei suoi live, e anche le copertine dei suoi dischi sono state decise con peculiare attenzione. Dei suoi sette album da solista ci sono due artwork molto simili che se pur poveri di elementi hanno moltissimo da esprimere. Stiamo parlando di “Radio K.A.O.S.” e “Is This the Life We Really Want?” (di quest’ultimo parleremo più avanti), rispettivamente il secondo e il quindo disco in studio del cantautore inglese.

“Radio K.A.O.S.” vede la luce nel 1987 e racconta nelle sue tracce la storia di Billy: un ragazzo disabile, ma dotato di grandi poteri telepatici che lo renderanno capace di collegarsi con una stazione radio di Los Angeles, alla quale comunicherà di inviare un segnale a tutte le basi missilistiche del pianeta per distruggersi a vicenda, con l’unico scopo di sconfiggere una volta per tutte la minaccia militare nel pianeta. Un enorme sogno utopico ma ricco di speranza, spiegato meticolosamente all’interno dello spesso booklet presente nel full-length.
La cover del disco che all’apparenza somiglia molto al wallpaper di Matrix rappresenta in realtà un codice Morse. Il codice Morse è stato uno dei primi strumenti di comunicazione a distanza; inventato dal suo omonimo creatore Samuel, il codice Morse dopo la creazione di un alfabeto personalizzato, convertiva in punti e linee intermittenti parole e numeri che venivano a loro volta trasmessi per via telegrafo (con tasti) o per via radio (con suoni). Se volete divertirvi e tornare indietro nel tempo comunicando via codice morse ci sono molti link utili che convertono parole in segni.
Il codice che vediamo riportato su “Radio K.A.O.S.” rileva la seguente frase: “Roger Waters Radio KAOS Who Needs Information Th…” nel front è incompleto ma nel back del cd si riesce a concludere il messaggio unendolo a quello precedente con le seguenti parole: “…e Powers That Be Home The Tide Is Turning Radio Waves” .
Alla fine la traduzione è l’autocitazione di sé stesso come creatore del disco, il titolo del lavoro e i titoli delle cinque tracce che compongono l’album: “Who Needs Information,” “The Powers That Be,” “Home,” “The Tide Is Turning” and “Radio Waves”. Un’idea geniale e realmente per poche e curiose persone pazienti appassionate di ricerca e di storia, che collega indizi su indizi per una nobile causa, se pure immaginaria, ma di grande valore sociale. Roger Waters in “Radio K.A.O.S.” ha un messaggio subliminale dentro il messaggio subliminale; una matrioska di scoperte e significati che parte dal racconto collegato alle tracce fino ad arrivare alla rappresentazione estetica; per un futuro di pace, dove anche le disparità fisico-cognitive sono completamente superate e per un pianeta senza più conflitti.
Sara “Shifter” Pellucchi