Una nuova interessante chiacchierata con un giovane collezionista di dischi, la cui raccolta è più un tributo a un grandissimo musicista, un mago delle sei corde: Steve Vai. Un muro del suono che è nato in tenera età e che continua a crescere ancora adesso, grazie alla sua immensa passione per il rock!

Ciao Giacomo, benvenuto su Art Over Covers, quando e perché hai iniziato a collezionare dischi?
Ciao, grazie per l opportunità. Ho iniziato ad acquistare musica (prima con le audiocassette poi con i cd) intorno ai 10/11 anni, ho sempre amato la musica e il semplice fatto di vedere le copertine e leggere i testi mentre ascoltavo i vari brani era ed è una autentica goduria.
Sei ancora in contatto con il ragazzo che ti ha trasmesso la passione per la musica?
In realtà la passione per la musica è una cosa che ho sempre avuto fin da piccolo con le canzoni dei cartoni animati, l’incontro con il rock e il metal è avvenuto grazie al fratello più grande di un mio amico che ascoltava Kiss, Iron Maiden, Sex Pistols, Mötley Crüe ecc.

Quanti dischi possiedi e come è composta la tua collezione?
Possiedo quasi 7.000 titoli, per la maggior parte (diciamo un 80%) sono rock e heavy metal in tutte le loro sfumature, si va dal rock progressivo dagli anni 60/70 ad oggi fino a gruppi grind passando per il classico hard rock e metal. Poi negli anni ho ampliato i miei ascolti aggiungendo blues, jazz, fusion e anche qualche disco più pop e di musica classica.
Ti ricordi qual è il primo disco che hai acquistato?
Certo, Ricordo ancora il primo cd che comprai ovvero “The Last Command” dei W.A.S.P. che ancora posseggo e ascolto con immenso piacere.
Che importanza ha per te la copertina di un disco? Pensi che sia un elemento fondamentale per un disco avere una immagine accattivante?
Le copertine dei dischi sono sempre un buon biglietto da visita, dalle classiche degli Iron Maiden fino a quelle dei gruppi più estremi o quelle con belle figliole poco vestite in pose sexy dei gruppi hard rock/glam/street degli anni’80.

Tra i tuoi dischi c’è una copertina che prediligi artisticamente?
Essendo un grandissimo estimatore di Steve Vai sono molto legato alla cover del capolavoro “Passion and Warfare”.
La copertina più strana che ti è capitata tra le mani e anche la più indecifrabile.
Ho cd con copertine strane e molto particolari che si aprono in 3D come quella di “Word Of Mouth” dei Vicious Rumors o cd al profumo di incenso, molto particolari quelle dei The Ocean ritagliate e una con una specie di planetario.
Hai una collezione composta da circa 7.000 pezzi; c’è un disco che brami ancora da reperire e non sei ancora riuscito ad avere?
Da buon collezionista la mia fame di musica non conosce fondo, quindi sono sempre alla ricerca di album che ancora non posseggo mi vengono in mente gli australiani Elysian.

Ma dove tieni tutti questi dischi?! Ti ci vorrà un monolocale come minimo!
Tutta la mia collezione è nella taverna di casa in librerie fatte fare appositamente così da sfruttare al meglio lo spazio a disposizione (che non so ancora per quanto mi potrà bastare ahahah).
Mi hai raccontato che sei un fan di Steve Vai, l’hai visto 13 volte dal vivo! Qual è la cosa che ti ha attirato di più di lui e… perché?
Come accennato prima sono un grande estimatore della musica di Steve Vai, mi sono avvicinato a lui per caso attratto dalla copertina dell’album “Passion and Warfare” mentre scartabellavo tra i cd di un negozio della mia città. Un fulmine a ciel sereno, mi si è aperto un mondo totalmente nuovo e dal quel giorno la sua musica e le sue opere sono parte integrante della mia vita.

Hai anche avuto il privilegio di suonare con lui, vuoi raccontarci questa esperienza?
L’ho visto live penso 13/14 volte ed ho avuto l’occasione di partecipare a 4 suoi Masterclass ed è stato durante uno di questi che per qualche minuto ho avuto la fortuna di poter fare qualche botta e risposta con la chitarra su delle basi come accompagnamento. Una giornata ed un grandissima emozione per me, non capita tutti i giorni di incontrare il tuo idolo, che tengo a sottolineare in tutte le varie volte che l’ho incontrato si è sempre dimostrato disponibile e molto alla mano, un vero signore con cui, oltre alla veloce jam a cui accennavo prima, ho avuto anche l occasione di parlare di musica, dischi, influenze, viaggi e cibo.

Tra i suoi live qual è stato secondo te il migliore?
Il suo concerto che mi è rimasto più nel cuore è stato quello al Vittoriale di Gardone Riviera in occasione dei 25 anni del suo album “Passion and Warfare”, disco che è stato eseguito interamente da lui e dalla sua band nella magica cornice dell’anfiteatro con il lago a fare da sfondo. Serata veramente magica.

Suoni in una band? Hai anche dei dischi all’attivo?
No, solo qualche gruppo improvvisato con amici per divertirsi. Ho però fatto il roadie per una decina per una band di Parma che ha tuttora un buon seguito.

Oltre che dischi hai anche una corposa raccolta di autografi e cimeli raccolti ai concerti, ti ricordi tra questi qual è stato l’autografo più difficile da strappare e il cimelio che è stato più faticoso da reperire?
Ho tantissimi album autografati da band e musicisti raccolti nel corso degli anni, il rocambolesco è forse quello di Sebastian Bach ex voce degli Skid Row che mi ha praticamente buttato fuori dal camerino ahahah. In più ho molti plettri e bacchette di batteristi, cimeli a volte conquisti con fatica sotto al palco ma che hanno reso le varie occasioni ancor più speciali.

Lascio a te la conclusione per poter dire qualcosa che non è ancora stato detto!
Finché potrò permettermelo continuerò a supportare la buona musica, sia le band storiche che le nuove e più piccole realtà andando a concerti, acquistando il merchandising e i loro dischi, perché ritengo sia il modo migliore e più efficace per tenere viva la musica, una preziosissima amica che mi è sempre stata vicina nel corso degli anni. Grazie ancora per la bella opportunità, un saluto.