Anno d’uscita: 1983
Sito web:
https://www.motley.com/
“Too Fast for Love”
e il suo stile ibrido tra le sonorità degli Sweet e la aggressività punk degli Stooges portarono i Mötley Crüe fuori dai locali del Sunset Strip, ma fu con ”Shout at The Devil” che la band venne consacrata a gruppi di riferimento della nascente scena Glam Metal.

Le sonorità si fanno più aggressive, i costumi di scena della band assumono una connotazione più “sinistra” ed una attitudine più da gang che da band, prendendo come punto di riferimento pellicole cult quali “I Guerrieri”, “Arancia Meccanica” e “Mad Max”.

Dove nacque questo desiderio di cambiamento? Intanto Tom Werman, produttore del disco, dirà in una intervista che era letteralmente spaventato dalla attitudine della band, in particolar modo da Nikki Sixx, in quel periodo fortemente interessato al satanismo ed alla magia nera.
La prima copertina dell’album prevedeva uno sfondo nero opaco con un pentacolo nero lucido, il nome della band era scritto a caratteri rossi. L’immagine offriva al disco un aspetto decisamente poco rassicurante e faceva da subito intendere che i Mötley Crüe conosciuti nel precedente album qui erano intenzionati a fare sul serio musicalmente.

Il pentacolo è una stella cinque punte, ognuna delle quali raffiguranti le forze elementari che regolano la vita. Nella sua concezione “classica”, con una punta rivolta verso l’alto (che indica lo spirito), non ha alcuna connotazione negativa. È anticamente utilizzato come simbolo di protezione magica, può essere utilizzato durante rituali di magia o come pendente. Nel caso dei Mötley Crüe, il pentacolo assumerebbe una connotazione negativa, in quanto le forze elementari fuoco e acqua (quindi con due punte rivolte verso l’alto) simboleggerebbero la dominanza degli elementi sullo spirito, posto sul basso.
Nonostante le indiscusse passioni di Nikki Sixx all’epoca per tali argomenti, questi sono assenti nel disco, nella stessa canzone con ”Shout at The Devil” non ci sono tipi di riferimenti a evocazioni demoniache o rituali satanici, la canzone pare indicare lo status di rabbia della generazione di adolescenti della Los Angeles di quegli anni, il Diavolo qui non è loro amico, bensì raffigurerebbe uno spaccato sociale borghese, di indole bigotta e dominata dai pregiudizi.
Nel resto del disco il discorso passa da donne provocanti e pericolose (“Looks That Kill”, “Ten Seconds to Love”), risse da strada (“Knock Em Dead”, “Bastard”), amori proibiti (“Too Young to Fall in Love”) e ancora rabbia adolescenziale raffigurata dalla sinistra scelta di utilizzare la cover dei Beatles, “Helter Skelter”. “Helter Skelter” era stato scritto dai seguaci di Charles Manson sulle mura di casa di Roman Polanski, con il sangue della attrice e sua fidanzata incinta Sharon Tate; uno dei più efferati delitti che la storia di Hollywood ricordi.

La copertina non passò ovviamente inosservata in quegli anni e, nonostante il disco non presentasse alcunché di blasfemo o di particolarmente diverso rispetto altre band di quel periodo, la Elektra Records fu costretta a censurarla: via il pentacolo, al suo posto quattro riquadri, uno per membro della band. Rimarrà tale fino ad inizio anni 2000, quando la band ristampò per intero il proprio catalogo facendo tornare il pentacolo, ma di colore grigio.
Questo album rappresenta una pietra miliare non solo del movimento Glam, ma dell’Heavy Metal in generale, molti metallari dell’epoca potevano non apprezzare i futuri “Girls Girls Girls” o “Dr. Feelgood”, ma tutti sono concordi nel dire che qui i Mötley Crüe erano una corazzata.

Qualche curiosità. Nel disco spicca un adesivo che avvertirebbe l’ascoltatore che potrebbero esserci al suo interno dei messaggi subliminali. Era una leggenda piuttosto diffusa in quegli anni, ancora oggi presente, ma di aspetto più folkloristico che reale.
Nell’inedito “I Will Survive”, tuttavia, nelle battute finali è possibile sentire dei versi strani che sembrano un nastro riprodotto al contrario. Tra questi versi si può sentire abbastanza distintamente la parola “Satan”. Non sarà l’unico caso, nella demo di “Too Young to Fall in Love” alla fine si sente un verso abbastanza inquietante che, leggenda vuole, sia un poltergeist. Gran parte del materiale venne registrato di notte, la band era abbastanza “alticcia”, Tom Werman sostiene che in quello studio di registrazione accadevano cose abbastanza strane. Nikki Sixx, come riportato su “The Dirt”, pur non smentendo alcuna di queste voci, aggiungerà che la registrazione di notte era solo per motivi economici in quanto lo studio costava di meno.

(…Un disco bellissimo ascoltato e descritto con la tua evanescente figura danzante per la stanza. Ai tempi del coronavirus: grazie Veruska).
Francesco I.