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“Le Regine di Gerusalemme” è il terzo romanzo appartenente al ciclo “La Colomba e i Leoni” ambientato nel periodo della Prima Crociata. Mentre le vicende del primo romanzo si svolgevano nel mondo musulmano, e quelle del secondo sulle strade della cristianità, in questo terzo capitolo ampio spazio è stato assegnato alle figure femminili, alle loro vicende e avventure, e soprattutto al loro mondo interiore. Siamo a Marrakech nel 1109. Lo schiavo cristiano Francesco è ora al servizio del sovrano almoravide. Dopo molte traversie egli è finalmente sereno, lontano dal principe Ghassan ibn Rashid, suo padrone e amante.

Un giorno il giovane vede scaturire una visione dall’ametista che orna il suo anello: è la Citta Santa di Gerusalemme. La spirale del tempo si riavvolge. Una regina armena attende il ritorno di un cavaliere, leggende di sante e streghe balenano dallo specchio di una donna morta e una fanciulla siciliana, ricamando una triscele, si prepara al viaggio oltremare. Ognuna di loro possiede una storia che attende di essere raccontata. E, in queste vicende, il conte Geoffroy de Saint-Omer e suo figlio entreranno nel cerchio di fuoco dell’eros, rischiando di rimanervi prigionieri per sempre, poiché “Forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi e la passione”.

Tuttavia, l’amore ardente e i ricordi tormentosi non saranno i soli pericoli da cui guardarsi. C’è una presenza oscura e antichissima che si nasconde nelle profondità del palazzo reale di Gerusalemme, sede del futuro ordine templare: un demone che scuote le sue catene, impaziente di liberarsi e, finalmente, uccidere.

L’immagine centrale è stata realizzata dalla pittrice cinisellese Daniela Carcano con l’utilizzo di foglia oro, pastelli e Caran d’Ache. Ha l’aspetto di una miniatura medievale che evoca l’oriente, una cornice che la delimita, e una delicata decorazione di foglie che sporge tutt’attorno. Il metallo è stato lumeggiato da un bagliore apposto graficamente a rappresentare un sole che sorge. Sullo sfondo campeggiano le cupole, le chiese e i palazzi di Gerusalemme, e la presenza del Cristo benedicente indica il suo status di città santa. Tre donne sono davanti all’ingresso e in primo piano, come a presentarsi ai nostri sguardi. Ognuna di loro ha un diverso aspetto fisico e mostra simboli differenti: da sinistra a destra c’è Eleonora, la fanciulla siciliana con una voglia di fragola sulla guancia, che tiene il ricamo con la triscele (un simbolo antichissimo della Sicilia); Berthe, una donna dai capelli rossi e dall’aspetto etereo che regge davanti a sé uno specchio; infine la bellissima regina armena, Arda, sul capo una corona e con indosso un abito sontuoso. Gli abiti sono stati pensati seguendo le fogge dell’XI secolo. Lo sfondo rosso esalta ulteriormente l’immagine a simboleggiare la passione e il sangue. La copertina nella sua interezza, compreso dorso e retro, è stata lavorata graficamente da Fabio Gialain.

Il blog dell’autrice è: https://ilmanoscrittodelcavaliere.blogspot.com/
Cristina M. Cavaliere