Anno d’uscita: 1988
Sito web: https://www.motley.com/
Nel 1988 per i Mötley Crüe si avvia un nuovo inizio, o per meglio dire rinascita. Il tour di “Girls, Girls, Girls”, per quanto di successo, aveva sommerso la band, in particolar modo Nikki Sixx, di guai. Tra l’overdose di Sixx, immancabili problemi con la legge e non da meno l’alcolismo, la band dovette ripulirsi; una scelta dettata da questioni di “sopravvivenza”: morire oppure riacquistare sobrietà. Quale modo migliore se non concentrandosi sulla musica? Magari, come dirà Nikki Sixx, scrivendo il loro “disco migliore”?

In produzione viene reclutato Bob Rock (che poco dopo produrrà anche i Metallica per il famoso disco della svolta, il “Black Album”) che, con un metodo anche abbastanza rude, darà alla band quello che vorrà: un album di cui essere fieri, che venderà la bellezza di oltre sei milioni di copie, cinque singoli di successo ed un tour lunghissimo, estenuante, ma decisamente proficuo.

Per festeggiare la ritrovata sobrietà, la band intitolerà l’album “Dr. Feelgood”, probabilmente riferendosi proprio a Bob Rock ed al lavoro svolto (si nota infatti la R sullo stemma). Per la copertina invece, la band si rivolge al pittore Don Brautigam, già apprezzato autore di altre copertine Rock, come “Master of Puppets” dei Metallica e “State of Euphoria” degli Anthrax. Quello che fece Brautingam fu prendere come base il “Caduceo”, la croce simbolo della sapienza, araldo noto per indicare la professione medica.

Nella croce originale le ali indicano l’intelligenza e i due serpenti in fase di accoppiamento simboleggiano il bene ed il male che si equilibrano grazie al Dio che li controlla. Il serpente maschio che è sulla destra è il Sole, il serpente femmina sulla sinistra è la Luna. Entrambi rappresentano il flusso della vita che scorre nel corpo umano armonizzato e bonificato grazie a questo bilanciamento. Il serpente è la ragione, l’intelletto per il suo vivere nascosto e umilmente, la rigenerazione per il suo cambiarsi di pelle e rinnovarsi, l’acume per la sua vista sviluppata. Tutti termini che esaltano gli aggettivi del medico.
Per l’artwork, ovviamente è stata elaborata una versione “Crüe-izzata”. Il bastone diventa una spada su cui è attorcigliato un serpente minaccioso, le ali sembrano quelle di un drago e sul “pomolo” (la parte terminale di una spada dopo l’impugnatura) giace un teschio dagli occhi rossi con lunghi capelli bianchi; una immagine di certo poco rassicurante, ma in linea con la parte selvaggia dei Mötley Crüe che, nonostante la ritrovata sobrietà, vuole intendere che lo spirito “Rock n’ Roll” è ancora attivo.

Sullo sfondo, per rievocare un clima ospedaliero, c’è un muro piastrellato di colore verde, poi il logo della band, ancora una volta diverso, destinato a diventare quello maggiormente noto e da loro stessi più volte utilizzato.

Il Caduceo dei Mötley Crüe diventerà un loro simbolo a tutti gli effetti, riprodotto in ciondoli abbastanza diffusi ancora oggi, spesso indossato anche da chi magari non conosce i Crüe, ma apprezza la iconografia Rock.
Oltre a questo, vengono prodotte toppe, magliette e poster raffiguranti una mascotte, Allister Fiend, vestito da dottore o con una camicia di forza, non è la prima volta che questo personaggio immaginario compare, solitamente limitato a gadget, ma è di certo l’ultima; finiti gli anni’80 con “Dr. Feelgood”, la band ha in programma di portare la loro musica su un piano artistico superiore, desiderando di uscire dai soliti cliché legati al trinomio “Sesso, Droga e Rock n’ Roll”.
Ma il disco? Sì, è uno di quelli che hanno segnato un’epoca, probabilmente il loro picco creativo, a suo modo innovativo rispetto le altre band di quel periodo, merito non solo di Bob Rock, ma anche di Mick Mars, il cui suono di chitarra qui diventerà riconoscibile e sarà il “suo marchio” anche nelle future pubblicazioni.
Francesco I.