Lo sapevate che tra i redattori di Art Over Covers c’è un’artista che non solo recensisce le copertine ma che anche le realizza? Oggi intervistiamo Antonella Astori in arte Aeglos che ci racconterà di come è iniziata la sua passione nel realizzare artwork di dischi; attività che gestisce con dedizione insieme ad un altra sua grande professione: quella di pittrice.

Ciao Antonella, sei già una nostra redattrice ma il tuo lavoro di art director delle copertine è veramente interessante e bello, non potevamo non farti una bella intervista! Allora partiamo dalle origini, come hai iniziato ad intraprendere questa attività?
Ciao a tutti e grazie per questa opportunità! É una piacevole emozione essere intervistati! Ho iniziato si può dire per gioco. Ai tempi (è passato veramente tantissimo ormai) era presente nella nostra vita l’ormai dimenticato My Space, dove mi piaceva discutere con tanta gente, sopratutto di arte e musica. (Anche se devo dire che non era come Facebook del giorno d’oggi, quindi era molto approssimativo il discorso di potersi confrontare). Con My Space ho conosciuto Pierpaolo Monti, detto Zorro, il quale aveva pubblicato l’album “Shining Line” . Gli ho fatto quindi i complimenti per l’album e mi sono offerta come disegnatrice grafica per i suoi futuri album musicali. Mai e poi mai mi sarei aspettata di poter iniziare una vera collaborazione e sopratutto che Zorro avrebbe dato vita all’etichetta Burning Minds Music Group. Devo molto a Pierpaolo perché, pur non conoscendomi, ha avuto subito fiducia in me!
Che tecniche usi per la realizzazione delle cover?
All’inizio, essendo anche solo un passatempo, usavo programmi molto semplici come Corel Draw e Photo Paint. Se ci penso ora mi vengono i brividi, perché sono programmi vecchi e molto limitati. Ora uso Photoshop col quale posso divertirmi ad inventare situazioni particolari e credo sia il programma ideale per poter fare ciò che faccio. Abbino alle volte anche la fotografia, a seconda di ciò che mi serve. Scatto la foto, la importo sul computer e mi diverto a renderla particolare.
Prediligi la digital art o l’arte manuale come la pittura?
Ciò che amo di più al mondo è poter esprimermi attraverso la pittura, il manuale mi permette di vedere l’arte in maniera diversa dalla digital art, dove chiaramente devo essere più concentrata e seguire le regole per poter eseguire un progetto. Adoro il colore sulle mani, poter spaziare con qualsiasi materiale!
Ti occupi di band italiane o anche straniere? Ti contattano via mail o telefonicamente?
Mi occupo di tutte e due i tipi di band. Molte volte è la stessa Burning Minds Music Group che mi affida il progetto, altre volte vengo contattata da band che hanno sentito parlare di me e alle quali piace il mio stile. Mi contattano all’inizio con messaggi, poi, se serve, anche telefonicamente e ci si sente via e-mail se mi devono mandare tutto ciò che mi serve, come loghi, testi delle canzoni, ringraziamenti e così via.  In molti hanno avuto fiducia in me e di questo li ringrazio veramente tanto!

Come inizi il processo di lavorazione per creare una copertina? Di solito sono le band a darti una idea specifica o ti lasciano libera interpretazione?
Un po’ tutte e due. Alle volte la band arriva già con un’idea specifica e lì chiaramente è tutto più facile. Altre volte invece ho carta bianca. Mi informano sul titolo dell’album (o alle volte solo il singolo) e da lì si parte. Non è facile, perché la mente comincia a vagare, mille idee cominciano ad entrare in testa e da lì però devo cominciare a fare una selezione.

Mentre realizzi l’artwork ti immedesimi anche nella sinfonia e nei testi delle canzoni?
Se mi è possibile si, alle volte lo faccio, ma più che altro mi ispiro al titolo dell’album. É da lì che tutto parte! Le canzoni sono tante, tutte hanno un tema, anche se magari si possono collegare, ma metterei troppi elementi nell’artwork e risulterebbe solo un pasticcio.
Quanto può durare il processo di creazione di tutta la parte grafica di un album?
Si inizia sempre dall’artwork, e poi, una volta che ho l’ok, inizio a fare l’interno del booklet e le inlay. Per fare una copertina alle volte ci vuole pochissimo, nel senso che subito può piacere. Altre volte il cliente vuole altre proposte perché non convinto e quindi il lavoro si prolunga. L’artwork è quella più lunga sicuramente; poi ci si mette tanto a finire anche l’interno del libretto perché possono mancare i testi, possono essere modificati, mancano i ringraziamenti e così via. Molte volte, per finire il tutto, ci si può mettere anche mesi.

Qual è stata la copertina più complessa e lunga da realizzare?
Complessa no, ma con qualcuna ho fatto più fatica a trovare un’idea originale. Non sempre hai la mente libera, e quando capita la fantasia magari viene meno. Ma bene o male poi, magari anche con qualche suggerimento e aiuto dall’esterno si riesce a trovare una soluzione. I consigli sono sempre ben accetti e devo dire che il nostro team è ben compatto e consolidato! Si lavora bene insieme! Forse potrei dirti la più complessa, nel senso di realizzazione a computer, perché avevo in mente cosa fare ma non sapevo come realizzarla. Bisogna trovare le immagini giuste, alle volte equipaggiarsi di macchina fotografica, aspettare la luce giusta per poter fare la foto… Ma poi alla fine ce l’ho fatta! Ricordo che, per esempio, per la copertina degli Airbound, ero andata nel pallone. Non riuscivo a trovare una porta che andasse bene… Cercavo e cercavo ma niente da fare. Alla fine, dopo una notte passata a pensare, sono arrivata alla conclusione che la porta di casa sarebbe andata benissimo, migliorandola chiaramente con Photoshop. Alle volte le soluzioni sono più vicine di quanto si pensa!
Qual è stata la prima copertina che hai disegnato?
Il primo artwork in assoluto è stata quella di Charming Grace di Pierpaolo Monti Zorro, Amos Monti e Dave Barbieri. Da qui è iniziata la mia avventura!
C’è un artwork a cui sei più affezionata, che ti è rimasto nel cuore?
Domanda difficile perché, nel bene o nel male, sono affezionata a tutte le mie creazioni, ognuna mi ha dato qualcosa. Con qualcuna ho fatto fatica a trovare un’idea, qualcuna mi ha fatto crescere, qualcun’altra mi ha permesso di imparare cose nuove.

Ci sono degli artisti a cui ti ispiri per le tue creazioni?
La maggior parte delle volte mi piace prendere spunto dal surrealismo, sia pittura ma sopratutto fotografia. Adoro Dalì, Tommy Ingberg e le illustrazioni di Alexander Jansson.
Hai dei progetti futuri di nuove band di cui puoi parlarci in anteprima?
Sto collaborando con il nuovo progetto It Will Last e stiamo ancora aspettando di ultimare Room Experience 2 , e altri lavori, ma per ora questi sono Top Secret!

Se una band fosse interessata ad affidarti un lavoro dove ti può contattare?
Può visitare la pagina Facebook Aeglos Art Photo per quanto riguarda la parte grafica mentre, per i lavori manuali, la pagina è Aeglos Art Painter. Chi volesse scrivermi in privato può usare questo indirizzo e-mail: aeglosart@burningmindsgroup.com
Sappiamo che sei anche pittrice, ti è mai capitato che un tuo quadro diventasse la copertina di un album?
Mi piacerebbe ma purtroppo non ancora. Ciò che è su tela è rimasto sempre lì. La gente tende a dividersi; chi mi chiede l’artwork lo richiede a computer (anche forse per una questione di tempi e chiaramente è più facile modificare col programma di grafica) e chi vuole una tela appesa in camera preferisce chiaramente qualcosa fatta a mano, unica quindi! Mi è capitato invece il contrario. Qualche artista ha voluto il suo artwork realizzato a mano su tela! E questo mi ha fatto un sacco piacere!