Anno d’uscita: 2010
Sito web:
https://www.fabrifibra.it/

Gli anni dieci del XXI secolo in Italia sono stati contrassegnati dalla presenza massiccia, al limite dell’invasivo, dei social network e dal diffondersi di posizioni politiche populiste. Un disco del 2010, uscito proprio all’inizio del decennio, anticipava con acuta lungimiranza gli immediati anni a venire. Parliamo di “Controcultura” di Fabri Fibra, nome d’arte di Fabrizio Tarducci.

In un freddo bianco e nero abbiamo in primo piano l’autore del disco. Il rapper marchigiano ha il cranio scoperchiato e sopra di lui qualcuno di cui vediamo solo le mani è intento a mangiare il suo cervello, come fosse una bistecca.

Il misterioso banchettatore veste elegante, con giacca e camicia, e indossa una fede sull’anulare della mano sinistra. Si tratta quindi di un uomo sposato, probabilmente un affermato padre di famiglia, uno dei componenti dell’élite. Armato di coltello e forchetta si appresta a tagliare a pezzetti il cervello di Fabri Fibra, per farsene dei bocconi. Il cantante, di contro, si presenta come siamo abituati a vederlo. Rasato, sguardo severo, catenina al collo e canottiera nera. Sotto le posate del capitalista abbiamo quindi un esponente del popolo. Nel 2010 Fabri Fibra è già un cantante affermato, non certo paragonabile a un operaio o a un precario. L’artista però decide, e non è una novità, di stare dalla parte dei molti sfruttati che non da quella dei pochi sfruttatori.

Controculturaesce trainato dal singolo “Vip in Trip”, dove Fabri Fibra attacca la politica italiana, in particolare Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, due potenti destinati, negli anni dieci, a un inesorabile declino. Con un videoclip che riprende “Rock The Casbah” dei Clash, il cantante se la prende con politici e rapper italiani ridotti al ruolo di quaquaraquà.
La copertina del disco ha un messaggio chiaro e diretto, che molti giovani negli anni a venire però non seguiranno: ragionate con la vostra testa prima che ve la mangino. Fabri Fibra non ha mai smesso di usare il proprio cervello, a volte anche per uscite provocatorie o fuori luogo (in “Vip in Trip” tira in ballo anche l’attrice e sua compaesana Laura Chiatti per ragioni puramente personali). Usate il cervello, prima che qualcuno se lo pappi. E quel qualcuno sta ovviamente sopra di noi. Chi vuole mangiarci il cervello è la classe dirigente italiana.

Gli anni dieci vedranno il declino di Berlusconi e Bossi e l’emergere di nuovi soggetti politici, dal Movimento 5 Stelle (a cui lo stesso rapper strizzerà l’occhio), fino a Matteo Renzi prima e Matteo Salvini dopo. Tutti personaggi che faranno fortuna (più o meno effimera) non parlando alla testa dei cittadini, ma alla pancia.

Gli italiani che si sono fatti mangiare il cervello da chi sta sopra sono molti e la storia del decennio appena concluso lo dimostra. Il provocatore Fabri Fibra ci aveva avvertiti dieci anni fa: state attenti, c’è chi ci sta facendo a fettine la nostra materia cerebrale. Visionando i diversi social network si ha la sensazioni che in troppi il cervello lo abbiano servito su un piatto d’argento a chi sta dietro le quinte. All’alba degli anni venti verrebbe da ripetere il messaggio del cantante di Senigallia: usiamo il nostro cervello, non è mai troppo tardi per farlo.
Leonardo Marzorati