Anno d’uscita: 2019
Sito web: https://www.facebook.com/pg/madmuseumlive
Se fino ad oggi abbiamo pensato che l’utilizzo del colore rosa fosse appannaggio delle “femminucce”, converrà fare dietro-front e rivedere le nostre credenze. Già i Sonic Youth con Lydia Lunch – quest’ultima una vera e propria “donna con gli attributi” – mettono in copertina un rosa acidissimo per l’EP “Death Valley ’69” (Homestead, USA, 1985), rendendoci subito testimoni di un fraintendimento storico, una valutazione estetica legata a stereotipi.
Un anno prima, anche la bella showgirl romana Laura D’angelo per il singolo “Follow Me” (Spice 7, ITA, 1984), viene fotografata su sfondo rosa puntato da sagome di caramelle; anche se lei, per testi ed atteggiamento, potrebbe apparire come una “bambina”, è invero in pieno controllo del suo potere di donna.
Poi ovviamente le Spice Girls, le ragazzine tutto pepe dall’aria sicura, emancipata e a tratti aggressiva e sprezzante degli schemi estetici e rigidi inglesi, con il singolo “Stop” (Virgin, UK, 1998), vengono circondate da un caldo ambiente rosa.
Donne con la testa quindi, pensanti, come la nostra (e qui arriviamo finalmente a noi), esplosiva e dotata di una voce graffiante, Caterina Camesasca aka Brisen. Facendo un giro infatti su YouTube e digitando “Mad Museum”, ci imbattiamo in una ragazza tatuata e la sua band tutta maschile, dall’aspetto tutt’altro che innocente e dall’aria sicura, una donna appunto, non una “bambolina”.
Caterina è la donna (e le gambe) sotto quel cervello in copertina di “It Seems Legit” (Bagana Records, ITA, 2019). Un cervello borchiato, in difesa come la posizione fetale che forma la sagoma del cervello stesso, al contempo in attacco ed impenetrabile. La fotografia scattata dal “fotografo visionario” Ermanno Ivone, richiama il logo della band e descrive appieno il rimando che i Mad Museum vogliono portare al proprio pubblico; una musica “tosta”, senza troppi compromessi e di un’identità forte, un’armatura di suono impenetrabile. Come il titolo del disco “sembra legittimo” pensare che la donna sia vulnerabile ed indifesa e certo, fisicamente a volte lo è, ma quando usa la testa… arrivederci maschietti!

Questo è il caso di dire che a volte, andrebbe issata una “Pink Flag”, come una delle band Post Punk più incendiarie nota come Wire.
Alberto Massaccesi