Anno d’uscita: 2004
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Una Björk completamente diversa da quella conosciuta finora appare sulla copertina di “Medulla”, disco del 2004. Vediamo la cantante immortalata ancora una volta dal duo fotografico Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin. Noti semplicemente come Inez e Vinoodh, i due fotografi olandesi sono famosi per le loro collaborazioni con “Vogue”, “Vanity Fair” e “GQ”. I loro scatti in bianco e nero con personalità del mondo della moda, dell’arte e dello spettacolo hanno fatto il giro del mondo. Attori hollywoodiani del calibro di Clint Eastwood, Daniel Day Lewis, Julianne Moore, Natalie Portman e Madonna li hanno voluti per promuovere la propria immagine. Björk non poteva mancare all’elenco.
Inez e Vinoodh realizzano uno scatto che riprende le atmosfere frastornanti e metalliche del disco. L’immagine abbandona il bianco e nero per un tiepido colore, che lascia comunque un senso di freddo. La cantante appare difatti gelida, con la sua chiarissima pelle a fare da contrasto ai suoi capelli, che formano quasi una maschera. La chioma, elaborata da Hrafhildur Arnardóttir, diventa un elmo protettivo, che prosegue divenendo una preziosa collana. Davanti al generoso decolté della cantante, i lunghi capelli formano il titolo dell’album: “Medulla”, cioè “midollo“. Björk esalata il suo midollo, la sua parte più intima e vitale, il suo spirito di guerriera del pop.
Björk sembra aver deposto lo “dzilla”, la collana tribale indossata nella copertina di “Homogenic” e messo a riposo il cigno grafico di “Vespertine”. Dopo aver affrontato la sua seconda maternità (al primogenito Sindri, nato nel 1986, è seguita nel 2002 la secondogenita Isadora), le sue coordinate geografiche e umane sono del tutto rigenerate.
“Medulla” è un inno al piacere di cantare, di lasciare che la voce scivoli su se stessa, che esca fuori, che ritorni dentro, fino al midollo. Con canzoni come “Where is the Line” e “Oceania”, Björk trasmette un ruggito che nei dischi precedenti non aveva osato emettere. Qualche fan non apprezza questa svolta, ma fin dalla copertina il messaggio è chiaro. La guerriera si fa quasi arpia, mantide, con una corazza naturale (i suoi stessi capelli) per sedurre l’ascoltatore restando sulla difensiva.

Björk è una star che ha conosciuto la fama, le invidie e gli attacchi. Dalla copertina di “Medulla” esce un grido di rabbia che forse l’artista teneva dentro dal 1999, dalla discussa prova d’attrice in “Dancer in the Dark”, dove, stando alle sue successive accuse, subì molestie sessuali da parte del regista danese Lars Von Trier. “Medulla” è un grido di rabbia che la cantante di Reykjavic aveva tenuto nascosto nel precedente “Vespertine”, ma che nel 2004 è destinato a scatenarsi. La foto sulla copertina dell’album ce lo dice apertamente: Björk può essere attaccata, ma sappiate che sa anche difendersi.
Leonardo Marzorati