Anno d’uscita: 1966
Sito web: https://www.thebeatles.com/
Una protesta contro la guerra del Vietnam? Un riferimento alla mercificazione e alla distruzione dell’identità dei Beatles, come fossero “carne da macello”, da parte dei discografici americani? Un semplice scherzo goliardico? Della copertina di “Yesterday and Today”, nota come “Butcher Cover”, sono state date differenti interpretazioni. Resta il fatto che questa compilation, realizzata nel 1966 dalla Capitol Records appositamente per il mercato statunitense, resta uno degli album più desiderati dai collezionisti – beatlesiani e non – di tutti i tempi proprio per la sua insolita copertina e per la complessa vicenda ad essa legata.

Dopo l’esplosione della Beatlemania oltreoceano nel 1964, le versioni degli album dei Beatles pubblicate negli USA differivano, nel contenuto e nella cover, dalle versioni commercializzate sul mercato inglese. In Gran Bretagna gli album contenevano 14 brani e non comprendevano canzoni già pubblicate a 45 giri, mentre negli Stati Uniti includevano 12 brani, compresi i singoli. Ciò consentiva, sul lungo periodo, di immettere più album sul mercato, con maggiori incassi per la casa discografica.

Nel caso di “Yesterday and Today”, concepito esclusivamente per il mercato americano, la Capitol decise di assemblare una compilation di brani non ancora usciti negli USA, e cioè  “Act Naturally” e “Yesterday”, tratti da “Help!” e omessi nella versione americana di quest’ultimo; quattro canzoni eliminate dalla versione americana di “Rubber Soul”; due singoli (“Day Tripper”e “We Can Work It Out”) non comparsi su album e tre tracce tratte da “Revolver”, non ancora pubblicato. Il titolo venne attribuito in riferimento al successo di “Yesterday”, che come singolo aveva raggiunto il vertice delle classifiche nell’ottobre 1965.

Al momento della messa in vendita la Capitol non aveva una copertina a disposizione, pertanto furono gli stessi membri della band a suggerire che uno degli scatti di Robert Whitaker, proveniente da una photo session di qualche mese prima, fosse utilizzato a tale scopo. Il fotografo australiano aveva già incontrato i favori dei Fab Four realizzando per loro vari insoliti ritratti, tra cui il più celebre resta quello di Lennon con un dente di leone sull’occhio (1965), ispirato al mito di Narciso.
Un altro celebre servizio fotografico da lui curato fu quello effettuato a Chiswick Park, la location dei videoclip di “Paperback Writer” e “Rain”.
Nel marzo 1966 Whitaker volle ritrarre i Beatles per una performance di arte concettuale intitolata “A Somnambulant Adventure”. L’idea di partenza era quella di dar vita ad un trittico di foto simile ad un’icona russa. Le suggestioni di Whitaker per questo progetto provenivano dalle immagini di Salvador Dalì e Luis Buñuel nel film “Un Chien Andalou” (di cui è stata recensita la locandina: https://www.artovercovers.com/2019/05/04/un-chien-andalou/) e dagli assemblaggi di pezzi di bambole contenute nel libro di Hans Bellmer “Die Puppe”.
Nella seduta Whitaker scattò una serie di foto a John, Paul, George e Ringo con addosso camici da macellaio imbrattati di sangue, circondati da pezzi di carne e parti di bambole in plastica smembrate, con bruciature di sigaretta. Il fotografo dichiarò di voler “demolire” l’immagine dei Beatles, figure idolatrate e santificate dai fans, per mostrare soltanto quattro ragazzi fatti di carne e sangue come ogni comune mortale, con un’immagine al tempo stesso satirica ed estrema. Le altre foto, mai pubblicate, prevedevano l’immagine dell’utero di una donna con una fila di salsicce come cordone ombelicale e il ritratto di George che piantava un chiodo nel cervello di John. Uno di questi scatti fu il prescelto per finire sulla copertina di Yesterday and Today”.
Dell’album furono realizzate la versione mono e quella stereo e le copie in mono furono stampate, come di consueto, in numero maggiore. Una parte delle copie fu distribuita ai disc jockey radiofonici, alle riviste musicali e ai maggiori negozi di dischi a scopo promozionale. La prevedibile reazione negativa nei confronti della cover da parte di coloro che ricevettero l’album in anteprima fu immediata. La Capitol comprese che l’album andava ritirato dal mercato, proprio a causa dell’immagine sgradevole, e invitò con una lettera tutti coloro che ne fossero in possesso a restituirlo alla casa discografica. Tali lettere sono oggi pezzi da collezione tanto quanto le stesse copie del disco.

Venne realizzata Immediatamente una copertina sostitutiva con una innocua e rassicurante immagine dei quattro con un baule nel quale Paul stava seduto. Per lo smaltimento delle cover incriminate gli stabilimenti produttivi adottarono provvedimenti diversi. Una parte di esse vennero distrutte, interrandole e ricoprendole con uno strato di acqua, terra e rifiuti. Altrove venne adottata una soluzione più semplice, vale a dire la nuova copertina venne incollata sulla precedente. Per il 20 giugno, la data prevista di emissione sul mercato, tutto era pronto.

In breve tempo si diffuse la notizia dell’esistenza della copertina originale e quindi, se i collezionisti si scatenarono alla ricerca delle copie non “ricopertinate”, coloro che possedevano i dischi con la nuova copertina incollata cercarono di strapparla o di staccarla con l’aiuto del vapore, nella maggior parte dei casi però rovinandola irrimediabilmente. Da allora, però, le quotazioni delle poche copie intatte salirono vertiginosamente. Nel 1987 l’allora presidente della Capitol Records, Alan Livingston, mise all’asta 24 copie originali della prima stampa dell’album della sua collezione privata. Queste copie ancora sigillate, 19 in formato mono e 5 in stereo, sono le più rare e preziose copie dell’album esistenti.
Nella “Butcher cover” sono stati riscontrati numerosi indizi sulla morte di Paul McCartney da parte dei sostenitori della leggenda metropolitana “Paul is Dead”. Sul braccio di Paul c’è una dentiera, ad indicare i denti che egli avrebbe perso nell’incidente d’auto che gli sarebbe costato la vita. McCartney, inoltre, porta al polso un orologio che segna l’ora dell’incidente, le 5:00 di mattina. George Harrison tiene una testa di bambola vicino a Paul, simbolo delle ferite al capo riportate nello scontro o della decapitazione che “Macca” avrebbe subito in esso. Nella nuova copertina incollata Paul venne ritratto, come si è detto, all’interno di un baule, che dovrebbe simboleggiare una cassa da morto. Compare infine una cicatrice sul suo labbro superiore, conseguenza di un incidente in motorino realmente accaduto. Ovviamente la data di uscita dell’album è antecedente alla presunta morte del bassista, che secondo i sostenitori della teoria PID sarebbe avvenuta nel mese di novembre 1966.
L’ex presidente della Capitol dichiarò che fu McCartney quello che insistette maggiormente affinché la foto divenisse la copertina per il nuovo album statunitense come allusione da parte della band alla guerra in Vietnam. In un’intervista diversi anni dopo Lennon dichiarò, con sarcasmo, che lui avrebbe visto volentieri un Paul decapitato come immagine di copertina. George Harrison, invece, liquidò l’operazione definendola “stupida”, una provocazione fine a sé stessa che egli subì pur non condividendola. Ringo si limitò a dire di non possedere una sola copia del disco e che, se avesse saputo che sarebbe potuta diventare un oggetto di valore, se ne sarebbe procurata una all’epoca in cui uscì. George Martin, il produttore discografico dei Beatles, ricordò che la copertina di “Yesterday and Today”  fu la causa del primo grande dissidio tra lui e la band. Egli aggiunse: «Pensavo che fosse disgustosa e di cattivo gusto … Suggeriva che fossero pazzi. Cosa che erano, ma non in quel senso.»

Resta il fatto che l’immagine della “Butcher cover” rappresenta un punto di svolta per i Beatles, il testamento rispetto alla loro precedente identità di rassicuranti moptops che cantavano “yeah, yeah, yeah”,  il desiderio di nuove esperienze, il loro interesse per il fenomeno della controcultura londinese di cui McCartney fu un entusiasta sostenitore, ma soprattutto prefigurava la loro evoluzione stilistica e musicale in direzioni più sperimentali. Fu una assunzione di responsabilità come musicisti disposti a mettersi in gioco, rischiando la loro popolarità e i successi di vendite, pur di proporsi come autentici artisti.
Maria Macchia