Casa editrice: Villaggio Maori
Sito web: http://www.villaggiomaori.com/Loriana-Lucciarini-Doppio-carico-Storie-di-operaie
La cover è stata realizzata dalla casa editrice (Villaggio Maori). È una mano femminile quella impugna una chiave inglese: la stretta salda, a indicare forza, energia. Lo strumento di lavoro, evoca il richiamo al mondo metalmeccanico, alla fabbrica. L’elaborazione grafica però, trasforma una delle due estremità nel simbolo femminile.  rende chiaramente il contenuto del volume: un’indagine sulle condizioni di lavoro delle donne nelle fabbriche metalmeccaniche italiane, tra lotte, diritti, dignità, disparità salariale, ritmi di lavoro complessi, molestie e sessismo. La forza delle donne che combattono per i propri diritti in un ambiente prettamente maschile.

L’autrice raccoglie, in forma di intervista/racconto, le storie di donne che lavorano nel settore metalmeccanico, occupate in catene di montaggio dai ritmi estenuanti, camere sterili e vertenze sindacali. Una galleria di ritratti inaspettati in un ambito ancora considerato prevalentemente maschile, dai quali emergono divari e discriminazioni – dal doppio carico di lavoro (dentro la fabbrica e dentro casa) ancora tutto sulle spalle delle donne, alle molestie al gender pay gap – ma emerge anche, e soprattutto, la tenacia di donne che hanno ben chiari i loro diritti e sanno lottare per rivendicarli.

L’Italia industriale del Nord e del Sud è una linea che corre lungo la Penisola.
È una linea frammentata, spezzata da piani industriali del breve periodo o da scelte di politica industriale, destinate solo a far cassa, senza un reale progetto di sviluppo, senza vera ricerca, senza concreto avanzamento.
È una linea continua e marcata, che si ferma al centro e che solo in alcuni punti comprende il tessuto produttivo del Sud.
È una linea rossa di un grafico in discesa, che negli ultimi anni ha visto chiusure, licenziamenti figli della crisi e di una malcelata incapacità di lungimiranza economica.
È una linea che cambia colore e bandiera, a causa delle dismissioni e cessioni a partner stranieri, il patrimonio industriale svenduto per far cassa. O smantellato, per portare la produzione altrove.
Della moltitudine di linee e grafici, conti e bilanci, una voce dimenticata e sottovalutata è quella delle risorse umane, che racchiude uomini e donne, vite ed esistenze.
Loriana Lucciarini