Anno di uscita: 1996
Sito web: http://www.ska-p.com/main/
Chi di voi non ha mai avuto un “periodo punk” nella propria esistenza? Beh io no ad esempio, però la musicalità degli Ska-P mi è rimasta impressa e tant’è che a distanza di anni le idee che hanno avuto questi eterni ragazzacci mi stupiscono ancora. Ska-P è pronunciato in lingua spagnola come il vocabolo “escape” (fuga); ma si presta decisamente bene anche se si vuole associare la parola al loro genere musicale, dato dall’accostamento dello Ska e del Punk ed altre inevitabili influenze musicali che potrebbero passare in secondo piano vista la prevalenza delle prime due.

Gli Ska-P Nascono a Vallecas, un quartiere periferico di Madrid dove la lotta contro la dittatura è diventata una tradizione, ed è quello che spesso traspare dai testi dei loro brani anche se in visione un po’ più ampia.
«Este es mi sitio, esta es mi gente Somos obreros, la clase preferente» (questo è il mio posto, questa è la mia gente, siamo operai la classe prediletta).
Al di là del lato ironico, gli Ska-P affrontano il più delle volte argomenti scabrosi che denotano ricercatezza e un bagaglio culturale fuori dall’ordinario, abbracciando svariate tematiche nei loro brani; il tutto arrangiato con una tecnica musicale matura.

La cover di “El Vals del Obrero” in stile cartoon rappresenta un omone gigante (impresario/politico) che manovra sadicamente una marionetta (l’operaio) che si oppone e cerca di tagliare i tiranti che lo manovrano. Il Valzer è metaforicamente la danza che fa il povero personaggio al cospetto del “riccone” che lo comanda proprio come un burattino. I movimenti che continua a compiere il malcapitato somigliano proprio a una danza. Nel ballo del Valzer ci si muove avanti ed indietro, e si torna sempre al punto di partenza. L’omone gigante, viene dipinto lo stereotipo del magnate sempre ben vestito, un po’ in carne, agghindato con vari accessori in oro fra cui una spilla dove è raffigurata un’aquila con le ali aperte e uno stemma centrale; simboli che rientrano non a caso nella categoria regime totalitario. Soldi in tasca e un sigaro in bella vista il cui fumo genera la S del Dollaro esasperano proprio l’intento che ha il personaggio nell’ostentare la sua ricchezza. Un omone gigante, visto come un’entità superiore per forza e potere ma in tanti casi inferiore per senso di giustizia e coscienza.

Nella grafica sopra il CD è rappresentata una foto del Subcomandante Marcos, (vero nome Rafael Sebastián Guillén Vicente), un rivoluzionario messicano ed ex portavoce dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.
La title-track “El Vals del Obrero” è la terza traccia ed è il brano che rappresenta l’album dove vengono unite sonorità classiche come il tempo del Valzer e sonorità decisamente più grezze come il Punk e lo Ska. I testi non hanno nulla di implicito e adoperano un linguaggio che arriva subito a scanso di equivoci. Gli Ska-P declamano il loro pensiero che spesso può risultare scomodo senza alcuna inibizione, ma non per questo i loro brani assumono una colorazione malinconica anzi, tutt’altro. La cover dell’album in stile cartoon vuole trasmetterci una realtà ripugnante ma in modo stilizzato e fumettistico e anche i testi delle loro canzoni vogliono letteralmente sbatterci in faccia la questione ma senza appesantirla troppo, e lo fanno decisamente bene.

«En esta democracia hay mucho listo que se lucra
Exprimiendo nuestra clase social
Les importa cuatro huevos si tienes catorce hijos
Y la abuela no se puede operar»…

Segue la canzone “Romero el Madero” (romero lo sbirro). Qui l’attenzione si sposta sulle autorità di pubblica sicurezza (polizia di stato) che, a quanto pare, non gode di tanta autorevolezza. Scusandomi per il gioco di parole è un brano che mi sento di menzionare sopratutto per via dell’arrangiamento musicale: un’accoppiata fra percussioni e fisarmonica con delle cadenze sugli accenti che sembrano quasi schernire questo “Romero el Madero” .

Non poteva mancare “Sexo y Religión” (sesso e religione): tema ricorrente in molte band impegnate e qui mi rendo conto che alcuni devoti praticanti potrebbero storcere un po’ il naso ma correremo il rischio, qui si parla della repressione che alcune “leggi religiose” operano sulla società.
“Animales de Laboratorio” (animali da laboratorio) eh si, chi lo avrebbe mai detto? gli Ska-P hanno particolarmente a cuore anche la tematica della sperimentazione animale.

«Buenas noches, bienvenido al infierno animal»

Sul retro della copertina troviamo l’elenco delle tracce, una foto della band, con il loro inconfondibile dress-code. Invece in alto a sinistra troviamo El Gato López: mascotte degli Ska-P: costante nella grafica dei dischi e presenza scenica ai concerti che ci mostra il dito medio; a lui è dedicata la prima traccia e porta lo stesso nome del manager produttore Tony Lopez. La dedica delicata del dito medio è sicuramente rivolta a chi maltratta per scopi scientifici i suoi amici animali.

Gianluca Anedda