Anno d’uscita: 2011
Sito web: https://www.bjork.com/
Sulla sua homepage Björk Gudmundsdottir spiega di cosa tratta il suo settimo album “Biophilia” da solista con le seguenti parole:
«For me the project is a continuation of volta and whereas volta is more about anthropology, this is kind of without humans and both zooming out like the planets but also zooming in into the atoms and in that way aesthetically sympathising with sound and how sound moves and physics of sound and how notes in a room behave, how they bounce off walls and between objects and it’s kind of more similar to how planets and microscopic things work…» (www.bjork.com audio snippet, 2011)

La descrizione sembra un buon punto di partenza per avvicinarsi al linguaggio visivo della cover di un album che è molto di più di un disco di musica. Infatti Biophiliaè un progetto artistico di ampia portata e grande complessità. Björk vi celebra l’amore per la natura in tutte le sue forme, sempre con una curiosità inquieta e la voglia di esplorare come l’uomo e la natura si incontrano. Per poter comunicare tutti questi contenuti l’artista islandese ha scelto di presentare il progetto innanzitutto con delle applicazioni all’interno del sistema operativo Apple. Solo in secondo luogo venne messo in circolo anche il  CD ed il vinile. La App principale (“Motherapp”) si presenta come una galassia che può essere ruotata e navigata, in cui le applicazioni per le singole canzoni possono essere trovate come stelle. Ogni canzone è dedicata ad un fenomeno scientifico diverso.

Per fare degli esempi, la canzone “Moon” si interroga sulla connessione tra i cicli lunari, la gamma delle maree e il bioritmo dell’uomo, mentre “Virus” penetra nel rapporto dei virus con i propri ospiti e indaga i concetti di simbiosi e parassitismo. “Crystalline” si presenta invece come una metafora degli schemi regolarmente ricorrenti da cui è composta la musica.

In generale, la “App Suite” non solo si concentra sulle scienze naturali, ma vuole soprattutto rendere la musica comprensibile nella sua struttura. Ogni canzone può essere vissuta in diverse forme di presentazione: come sistema di notazione classica per la lettura, in una visualizzazione sinestetica, come analisi musicologica in forma scritta, e come gioco interattivo mobile a cui l’utente può partecipare per determinare il corso della canzone.

Utilizzando questa tecnologia Björk ha stabilito degli standard nuovi nel modo in cui la musica può essere presentata e consumata nell’era digitale e virtuale.

La galassia di “Biophilia” e la sua cosmogenesi.
“Crystalline” in notazione classica.
“Crystalline” come visualizzazione sinestetica.
Il gioco interattivo per “Crystalline”.
Oppure per “Moon”: il giocatore cambia il risultato sonoro con le fasi lunari.
La cover dell’album ci offre una fotografia-ritratto dell’artista stessa. È messa in scena con una varietà di colori, accessori e simboli che evocano una parte dei contenuti tematici del progetto. C’è qui da specificare che le copertine di tutti i singoli di “Biophilia”, nonché le stesse immagini del booklet dell’album sono state scattate da Inez van Lamsweerde & Vinoodh Matadin.
Come nelle App c’è uno sfondo nero, e la galassia dell’App “Suite” vista sopra è montata nella foto con le rispettive stelle-canzoni. Ognuna ha un suo colore specifico. L’opulenta parrucca arancione, più che essere composta da semplici capelli colorati, sembra a sua volta voler richiamare grovigli di galassie e/o sistemi solari. Il suo vestito marrone è composto da un ammasso di note musicali con riflessi bronzei e dorati in sintonia con i colori della mini arpa-cinturone che l’artista suona nel videoclip di “Moon”. L’insolito strumento concepito dai designers Three-as-Four può essere interpretato come una sineddoche visiva per il massiccio utilizzo di altri strumenti ibridi costruiti appositamente per il progetto “Biophilia”: l’arpa gravitazionale, il cosidetto Gameleste o lo Sharpsichord utilizzati rispettivamente in “Solstice”, “Crystalline” e “Sacrifice”, per citare alcuni esempi.
Il cristallo arancione che tiene nella mano destra si abbina perfettamente al colore dei capelli ed è quasi certamente un riferimento alla canzone “Crystalline”.
Il nome dell’album dovrebbe derivare dall’ipotesi “Biofilia” di Edward O. Wilson. Egli afferma che esiste un legame profondo e istintivo tra l’uomo e gli altri sistemi viventi, siano essi vegetali o animali. In cerca di soluzioni rappresentative dell’ipotesi di Wilson, Björk e il suo team sono riusciti a creare qualcosa di concettualmente significativo. “Biophilia”, è un massiccio progetto multimediale sui rapporti tra musica, natura e tecnologia, arricchito infine da una serie di documentari sul progetto stesso e un metodo di insegnamento innovativo della musica. Per questa ragione sembra lecito parlare di un’opera d’arte totale (Gesamtkunstwerk).
Fabian von Unwerth