I Grammlò sono una band brianzola nata otto anni fa, il loro sound è ricco di influenze e colori ritmici coesi in un univo virtuosismo; i loro testi sono cinici, romantici, ironici, nonsense e a volte Fantasy. Amore promiscuo e amore eterno si mischiano insieme alla pazzia. Sono il racconto della semplice quotidianità senza pretesa d’esser poesia, lo stare al bancone di un pub, ubriacarsi di birra e innamorarsi della cameriera… Risponde alle nostre domande, a nome dei Grammlò il fontman, nonchè il fondatore del gruppo, Massimo.

Ciao ragazzi e benvenuti su Art Over Covers, avete voglia di parlarci un po’ di come è nata la vostra band?
Ciao, i Grammlò nascono nel 2011 come gruppo strumentale, avevo in mente un gruppo “parco giochi”, (Massimo Guzzetta, voce, flauto traverso e chitarra acustica), in cui divertirsi e sperimentare diverse sonorità, pezzi con una struttura definita ma anche tanta improvvisazione, così chiamai due vecchi amici, Claudio Ripellino (basso) e Giovanni Sala (batteria) e cominciammo a suonare. Presto si unirono al progetto Tommaso Brillo (tastiere) e Marco Carboni (chitarra elettrica), due ottimi elementi con cui condividevo altri progetti musicali e infine si unì alla festa Davide Contento (percussioni). Trovammo un ottimo affiatamento, così decidemmo di inserire parti vocali al sound che stavamo creando e quello fu l’inizio.

Quant’è importante secondo voi l’immagine per la vostra musica?
Per un gruppo è molto importante creare una propria immagine, sia sul palco che tramite video e logo, che sia per il pubblico immediatamente riconducibile alla prorpria musica, questo avviene col tempo e… idee!!!

Potete descriverci la copertina del vostro ultimo Ep “What!” appena uscito, e raccontarci come è stata elaborata l’immagine con il suo significato?
L’immagine della copertina è ispirata al video del singolo “What?”, si può dire sia un frame del video in cui il protagonista, una nota con braccine e gambette, corre verso gli ostacoli e le scale del suo mondo pentagrammato, una metafora delle difficoltà e delle fatiche che abbiamo affrontato per realizzare questo Ep.
Il video di “What?” da cui appunto avete tratto l’immagine di copertina narra la storia a lieto fine di una nota che si stacca dal pentagramma per riuscire a conquistare la sua “nota amata”. C’è un ulteriore significato oltre a quello sentimentale? Come la voglia di evadere e di uscire dalla massa; è corretto questo pensiero? Tra l’altro consiglio ai nostri lettori di andarlo a vedere perché la parte finale è davvero una genialata!
Ci sono svariati significati, sia nel video,sia nei testi che scriviamo, ci piace lasciare spazio d’interpretazione e dare più chiavi di lettura. Spetta all’ascoltatore codificare secondo la sua esperienza i messagi che carpisce! E’ un inno all’arte che per sua natura è al di fuori da ogni ordine costitutito. Curiosità… nel video sono presenti dei piccoli camei di quadri famosi, divertitevi a scovarli!

Vi siete ispirati al video di “Do I Wanna Know?” degli Arctic Monkeys? In un certo senso si somigliano molto.
Sinceramente no, decidemmo di fare il video del singolo in animazione per avvalerci delle capacità del nostro poliedrico tastierista, Tommaso Brillo, videomaker e illustratore eccellente! Venne fuori l’idea dello spartito e buttammo giù uno storyboard. Durante la realizzazione ci venne in mente “la Linea”, il cartone animato del 1969 di Osvaldo Cavandoli, guarda caso il personaggio principale parla in grammelot!Avete in mente di realizzare altri video sulla falsariga grafica di “What!”?
Sì, desideriamo diventi un’impronta che subito riconduca al gruppo, anche sperimentando nuovi tipi di grafica, vogliamo che chi ci segue si dica “Chissà cosa si sono inventati stavolta”.

Come mai la coroncina della nota (tra l’altro il simbolo del vostro gruppo) ha una punta che cade? E come mai non quella al centro? Com’è nata l’idea di questo oggetto per rappresentarvi?
Sono sempre stato affascinato dalla figura del giullare, artisti di strada irriverenti, lascivi e politicamente scorretti. Questa fascinazione crebbe dopo aver visto alcuni spettacoli del grande Dario Fo, in cui proponeva giullarate pescate da chissà quale antico archivio.
19Da cosa è derivata la scelta del vostro moniker e cosa significa?
Il nome Grammlò deriva da Grammelot, il linguaggio usato dai giullari nei loro spettacoli, un misto di dialetti, parole inventate e suoni accompagnati da una forte componente mimico-gestuale che portava lo spettatore alla comprensione delle storie da loro raccontate. Grammlò è scritto in modo errato volutamente, sia per provocazione,sia per inserisi a pieno come “neologismo” nella logica stessa del grammelot. Il logo dei Grammlò è di fatto la corona della Rolex ma con una punta storta. Stortando quella punta la corona ricorda un cappello da giullare. Il logo è nato dall’idea dell’amico Stefano Filippuzzi, grafico di professione, che è stato ovviamente pagato in birra!

Avete in mente anche l’uscita di un full-lenght? Se sì, sarà sempre Tommaso Brillo ad occuparsi della grafica? Siamo curiosi di sapere qualcosa sulla copertina se avete già idee!
Stiamo lavorando al nuovo materiale e siamo molto contenti dei risultati,il resto è top secret! Posso affermare che si, sarà Tommaso Brillo a occuparsi della grafica, sempre e comunque!!!

Dopo tutto questo parlare, in conclusione cosa volete trasmettere attraverso le vostre immagini dell’artwork e con i vostri video? Che obiettivi vi siete prefissati?
Il video del singolo “What?” è un inno all’ arte, a viver la vita e gli amori, invita a guardare fuori dagli schemi, siamo i giullari del funk, vogliamo che chi ci ascolta pensi ma sia spensierato!

Vi è mai capitato di acquistare un disco solo per l’immagine della cover? Se sì quale?
No, abbiamo sempre seguito altri criteri per acquistare un album. Ci sono comunque copertine che ti attraggono, non necessariamente belle ma hanno quel qualcosa cui ti senti collegato.

So che siete dei grandissimi fan dei Jethro Tull da cui prendete ispirazione per le vostre canzoni. Secondo voi qual è la loro copertina migliore e perché? Rappresenta anche il loro album più bello?
La copertina di “Aqualung” è un capolavoro, a mio parere non il più bello ma sicuramente il più importante per la band in quanto sancì il loro successo al grande pubblico. Indimenticabile perchè contiene canzoni ormai diventate classici dei Jethro Tull… “Aqualung”, “Locomotive breath”, “Cross eyed Mary”, “My God”…
Il vostro colore preferito e perché
I colori della natura, il verde dei prati, l’azzurro dei cieli e il blu del mare, hanno un effetto distensivo e rilassante, ti fanno stare bene, d’altronde la natura non lascia nulla al caso!!! Per vestire il nero, I’m Batman!!!

Quali sono secondo voi le copertine migliori finora disegnate di altri artisti?
“Brain Salad Surgery” degli Emerson Lake and Palmer
“In the Court of the Crimson King” dei King Crimson
“Ellington Uptown” di Duke Ellington
“Octopus” dei Gentle Giant

Un artista preferito per le copertine con cui vi piacerebbe lavorare in futuro, senza nulla togliere al vostro grafico, s’intende!
Roger Dean, l’autore di innumerevoli capolavori, Yes, Gentle Giant, Uriah Heep. Penso che Tommaso non avrebbe nulla da ridire!
I vostri artisti preferiti o fotografi.
Dalì, Frida Kahlo, Mondrian.

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