Alberto Nemo è un cantante e musicista italiano nato nel 1988 a Rovigo. Il suo percorso musicale inizia tra il 2008 e 2009 cantando in occasione di cerimonie funebri, tra il 2011 e il 2015 viaggia per l’Europa suonando nelle chiese e svolgendo l’attività di musico-terapia. L’11 settembre 2017 esce il primo disco, 60×0 live (Vol.1), il 23 marzo 2018 esce un secondo album intitolato “6xo”, realizzato con la tecnica del nastro rovesciato e nello stesso anno divenne uno tra i vintori del “Musicultura Festival” con la canzone “Ancora”, registrata con la collaborazione di Sephine Llo. Condivide il palco con Antonella Ruggero, Procol Harum e Sergio Cammariere nel 2018. Nell’anno 2018 pubblica “Semplice Futuro” e  “Dante VS Nemo”. Questo 2019 lo vede autore di due album, “Tidur” e “Fat(u)o”, e a sorpresa una nuova uscita il 13 settembre con il settimo album “Vapaus”. In programma un tour eslcusivo in Italia ed estero.

Quant’è importante secondo te l’immagine per la tua musica? Hai anche un tuo stile nel vestire, molto rappresentativo; ha un significato particolare il tuo dress-code?
Ciao Sara, mi piace il tuo portale e cercherò di essere più spontaneo possibile. Il risultato sarà una primitiva parte di me, che potrà piacere o meno. Non so parlati della mia musica, se avessi voluto esprimere qualcosa a parole avrei fatto l’oratore.
Le immagini sono molto importanti per/nella la musica, qualsiasi essa sia. Parlo di immagini, di immaginazione, non di immagine.  Per quanto riguarda il mio “dress-code”…non ha nessun significato particolare se intendi che attraverso di esso io cerchi di comunicare qualcosa di specifico. Semplicemente mi piace ciò che indosso per come come mi veste. Tutti i luoghi comuni legati ad una persona che si veste in nero e indossa un cappuccio nel quasi 2020 dovrebbero decadere. Alberto Nemo non fa il monaco.La copertina di “Vapaus”, rappresenta un occhio attorniato da un serpente uroboro, che simboleggia l’eterno movimento, la ciclicità del tempo e la perfezione. Per quanto riguarda l’occhio c’è un riferimento anche al significato massonico?
L’occhio è un tatuaggio che ho tatuato sul palmo della mano (in allegato). Ha molti significati per me. Non mi tatuo per raccontare al mondo i loro significati ma rappresentare il significato di ciò che mi circonda.I colori della copertina bianco e nero possono essere collegati anche al significato del serpente che simboleggia l’unione del mondo ctonio cioè terreno e il mondo celeste che rappresenta il cerchio?
Il bianco e nero….nel linguaggio comune si utilizza solitamente prima il bianco e poi il nero. A te non sembra suoni meglio il nero e bianco? Interessante la tua chiave di lettura ma l’assenza di colore (che non sia nero o bianco) è semplicemente legato alla ricerca dell’essenza.
Ci hai detto che la copertina è opera di Francesca Vam, tatuatrice e disegnatrice padovana. Com’è nata e com’è stata l’esperienza collaborativa?
“La Fra” è il “mio migliore amico”. Io e Francesca ci siamo conosciuti qualche anno fa quando ho prodotto la sua band (Francesca canta e suona il basso). Da quel momento è nata una bellissima amicizia che coltiviamo da allora. C’è molta stima reciproca dal punto di vista artistico e ovviamente ci vogliamo molto bene. Il resto viene da sé.

Hai un tatuaggio che rappresenta la copertina di “Vapaus” e anche quella di “Tidur”; che cosa significa per te imprimere sulla pelle gli artwork dei tuoi dischi? Puoi spiegarci il perché di questa scelta e se è una cosa che seguirà lo stesso rito anche per i lavori futuri?
Queste copertine sono non troppo metaforicamente composte da alcuni parti di me.
Siamo curiosi di conoscere anche il significato della copertina di “Tidur”, di questa mano… la mano indica potere e dominio, nella religione cattoli-ca la sinistra (come quella della cover) è collegata alla giustizia.
Inizialmente era una mano destra, poi il disco è uscito con un’etichetta Russa, ed hanno preferito la sinistra.

Ti è mai capitato di acquistare un disco solo per l’immagine della cover? Se sì quale?
Ti hanno mai detto: non ascolto musica perché la faccio? Quando trascorri la maggior parte del tuo tempo a fare musica difficilmente nel tempo libero decidi di ascoltarla. Per me è proprio così. Perciò non posso dire di avere acquistato tantissimi dischi nella mia vita. Voglio raccontarti una storia. Quasi una vita fa, nell’estate del 2001 (nessuna odissea nello spazio), acquistai in spiaggia da un venditore ambulante un disco. Non tutti ovviamente si ricordano i venditori ambulanti che vendevano CD masterizzati male e strisciati dalla sabbia in riva al mare (bei tempi, altri tempi, altro che Spotify). Quel disco lo comprai per la copertina: mare, chitarra, spiaggia e gabbiani. Il titolo era “Próxima estación: Esperanza” (Manu Chao). Forse era solo colpa dei colori…chissà!Il tuo colore preferito e perché. Dagli artwork potremmo dire il nero, corretto?
Non credo; non credo di avere un colore preferito. Dipende dall’umore. Mi piacciono molto il giallo, il rosso e il viola. Scelgo solitamente di indossare e utilizzare il nero semplicemente perché è meno vistoso. Ti immagini se fossi vestito allo stesso modo in giallo?

Quali sono secondo te le copertine migliori della musica?
Non saprei. Te ne posso dire alcune che per me sono state importanti: “Pink Moon” (Nick Drake), “Ghost Tropic” (Jason Molina), “It’s a wonderful life” (Sparklehorse).
I tuoi artisti figurativi preferiti o fotografi.
Non faccio altro che preferire ogni giorno ma quando mi chiedono cosa preferisco non riesco a provare il sentimento che mi fa scegliere una cosa piuttosto che un’altra. Visto che qui si parla di copertine e visto che la prossima volta mi piacerebbe parlarne con te, cito una grandissima artista e fotografa: lei si chiama Ivana Galli e la copertina del mio primo disco (6×0 Live Vol.I) è un’opera sua.
Libertà di espressione, dicci pure qualcosa che hai voglia di comunicarci!
La creatività nasce da una limitata libertà di espressione. Se posso avere tutto non so cosa volere. Se posso dire tutto non so cosa dire. Non mi piace la libertà di espressione (senza rispetto).