Anno d’uscita: 1999
Regia: Miloš Forman
«If you believe there’s nothing up his sleeve, then nothing is cool». («Se credi non ci sia nessun trucco allora niente è divertente»). Recita così una strofa della canzone dei R.E.M.: “Man On The Moon” contenuta del disco “Automatic For The People” dedicata al comico Andy Kaufman. A lui è stata anche omaggiata l’omonima pellicola diretta dal regista Miloš Forman uscita nel 1999. Il titolo è anche una dedica a Neil Armstrong, che nel 1969 fu il primo uomo a mettere piede sulla Luna. Andy Kaufman è interpretato davvero magistralmente da Jim Carrey, suo grande fan, e infatti riuscirà a vincere Golden Globe come Miglior attore in un film commedia o musicale; premio meritatissimo se pensiamo che ce la mise tutta per avere questa parte!

“Man On the Moon” è un film biografico che non parla solo delle stravaganti ed imprevedibili performance di Andy Kaufman, ma analizza anche i lati più umani e nascosti della sua vita. Completamente fuori dagli schemi e senza trucchi come dice la canzone, Andy fece dell’improvvisazione e della sorpresa il suo marchio di riconoscimento, creando e interpretando personaggi bizzarri e stravaganti, come il suo alter-ego, l’incorreggibile Tony Clifton e Latka Gravas; tanto da non rendere neppure credibile la sua morte avvenuta per un tumore ai polmoni nel 1984, un anno prima del debutto di Carrey nel mondo cinematografico.
Andy era veramente un uomo che sembrava abitare sulla Luna, e per questo suo vivere sopra le righe e lontano dai luoghi comuni, è stata creata una locandina che calza proprio a pennello al personaggio. Anche molto romanica e sognatrice.

Si vede Jim Carrey che sta salendo una scala a pioli appoggiata al satellite, tiene in mano le lettere che compongono il nome di Andy apprestandosi a sostituirle alle lettere di Carrey. Lo stile richiama molto l’allestimento dei titoli dei film posti fuori dai cinema, che in passato venivano cambiati di volta in volta a mano con l’utilizzo di vere e proprie lettere di grandi dimensioni (facendo un esempio attuale, ve la ricordate Shosanna Dreyfus nella scena del film “Bastardi Senza Gloria” di Quentin Tarantino?).
Jim non si accorge però che la lettera I che fa parte del suo nome si è però staccata, e sta fluttuando dentro la nuvola posta sotto la scala. Questo è un elemento significativo, perché la I (I= Io in inglese) può iconizzare il collegamento delle due personalità che si fondono creando un unico individuo. Andy e Jim, e viceversa; sottolineando ulteriormente l’enorme affetto che provava Carrey per Kaufmann. Un “io” scisso in due quindi, e Carrey in questo dà una prova di bravura al pubblico veramente strabiliante. Persino distinguere i due personaggi diventa difficile, sia per il trucco, sia per la mimica e sia per l’enorme commozione che invade i sentimenti di chi osserva a fine film. Tra l’altro combinazione, sono nati entrambi il 17 Gennaio.
Jim Carrey ha lo sguardo proprio “stralunato”, distratto, letteralmente “tra le nuvole”, come se stesse sognando ad occhi aperti. La scala che in pochi gradini conduce alla Luna fa realizzare come se il luogo dei sogni e della fantasia non fosse realmente così lontano, ma raggiungibile salendo solo qualche gradino. E Andy Kaufman lo sapeva bene. «If you believed they put a man on the moon, man on the moon».
Sara “Shifter” Pellucchi