La copertina del suo mini-cd “Innocence” è veramente pura poesia. Non abbiamo esitato a fare qualche domanda ad Alba: solo-project di Raffaele (aka Slavnik) sotto casa discografica Masked Dead Records con cui collaboriamo. Scopriamo con lui il significato di questo spiraglio di luce; la scheggia infuocata di un braccio che emerge dall’oscurità.

Ciao Raffaele e benvenuto su Art Over Covers, parlaci un po’ di come è nato il tuo progetto musicale Alba. Quant’è importante secondo te l’immagine per la tua musica?
Salve ragazzi! Alba nasce nel 2015 come prodotto finale di un periodo molto cupo e personale. Essendone uscito come un uomo nuovo, rinvigorito, al massimo della forza spirituale, fisica e psicologica, ho pensato che quella fosse l’alba di un nuovo giorno, di un nuovo “me”. Reputo l’immagine un fattore essenziale nella musica. È un po’ come quando conosci una ragazza, la prima cosa che ti attira è l’aspetto esteriore. Ma chiaramente è tutto inutile se poi i contenuti sono poveri!

La cover di “Innocence” hai detto che particolare perché rappresenta l’oscurità e il braccio che ne esce fuori è la via della luce, l’esser usciti dall’oscurità e aver raggiunto la pace e la tranquillità. Insomma mostra che uno spiraglio c’è sempre. Quindi è un monito di speranza per chi ascolterà il disco? È correlato con il significato dei due brani presenti nel mini-cd? D’altra parte lo stesso Goethe diceva che “dove c’è molta luce, l’ombra è più nera. Ti ritrovi in questo aforisma?
Sì, esatto. “Innocence” è il disco che più mi rappresenta, ha un significato molto personale ed è dedicato ad una persona che mi ha insegnato che l’innocenza e la purezza esistono ancora in questo mondo così aggressivo e tenebroso. E per quanto nera possa essere l’ombra, non bisogna mai smettere di credere in sé stessi; il bene da solo non trionfa sempre, bisogna accompagnarlo sempre con tanta rabbia e un disperato senso di adesione alla vita. Il dolore ci rende più forti, ci fa sentire vivi.
Pensi che la rappresentazione visiva della musica sia maggiormente necessaria per le tue tracce strettamente strumentali?
Non deve per forza essere così, ma riconosco che, tuttavia, in presenza di brani strumentali l’artwork rappresenta una parte importante. È una specie di biglietto da visita.

Il braccio in copertina di chi è? Chi ha diretto l’artwork?
Il braccio in copertina è di chiunque, è di ognuno di noi, è il braccio di chi vuole superare le proprie paure. L’artwork è di Cherry Laithang.

Hai già in previsione un nuovo full-lenght? Hai anche immaginato cosa rappresenterà la copertina?
Il mio primo full-length è uscito il 9 febbraio 2018, successivamente è stato rilasciato in formato fisico da Folkvangr Records (cassette) e Swampkult Productions (CD). Attualmente sono in studio per il mio secondo full-length, e la copertina è strettamente legata al significato dell’album, che si chiamerà “Our Roots, Our Soul”. L’album vuole dare un senso alle nostre origini, sentirsi parte di qualcosa, alla costante ricerca di noi stessi.
Da cosa è derivata la scelta del tuo moniker e cosa significa? 
Slavnik è il principale antagonista di un libro di Marcello Simoni, “Il mercante di libri maledetti”. Ho scelto di usarlo come nome perché mi sentivo in un certo qual modo rappresentato da questo personaggio.
Chi ha disegnato il logo?
Il primo logo di Alba è stato disegnato da me. Il secondo (e attuale) da Marco Mastroddi.
Ti è mai capitato di acquistare un disco solo per l’immagine della cover? Se sì quale?
Confesso un segreto: non sono un acquirente di dischi. Preferisco le cassette. In ogni caso no, non credo di averlo mai fatto in entrambi i casi.

Il tuo colore preferito e perché
Il mio colore preferito è il viola. Non so perché, ma lo adoro nelle sue tonalità scure. A pensarci bene, amo ogni colore nelle sue tonalità scure…

Quali sono secondo te le copertine migliori della musica?
Una che apprezzo molto è quella del disco “Konkurs” dei Lifelover. Non so, mi da un senso di dispersione. Ce ne sono tante che apprezzo, sarebbe davvero impossibile citarle tutte.
I tuoi artisti preferiti o fotografi.
Non sono un grande amante della fotografia, sono quello di cui nelle foto di famiglia si vede solo la testa! Per la musica, alcune delle mie band preferite sono Lifelover, Apati, Deafheaven. Sono influenzato da quasi ogni genere musicale, ascolto anche molta trap e molto pop oltre che post rock e black metal. Penso che un artista, in particolare un musicista, non debba mai fossilizzarsi su un solo genere musicale. Poi sono anche un grande amante della poesia, in particolare dell’ermetismo. I miei poeti preferiti sono Ungaretti e Quasimodo.

Libertà di espressione, dicci pure qualcosa che hai voglia di comunicarci!
Grazie mille per questa intervista! Ringrazio chiunque mi segue e tutti coloro che mi supportano sempre: non sarei qui senza di voi. Restate sintonizzati sui canali Facebook, Instagram e Youtube. Il nuovo album esce presto. Keep following the path of the dark light!