Anno d’uscita: 1998
Sito web: http://www.renatozero.com/
I temporali fanno parte dell’atmosfera estiva, guardando fuori dalla finestra i fulmini creano una danza stroboscopica affascinante. Si presentano furtivi nell’orizzonte blu cieco e svaniscono lasciando abbagliati. Dopo di loro il tuono sordo che si ripercuote nell’atmosfera, creando una ridondanza ciclica che a sua volta genera altri bagliori nel buio. Renato Zero deve aver pensato alla copertina di “Amore Dopo Amore” proprio in una serata “buia e tempestosa” come questa.

Siamo in una zona in aperta campagna e il cantautore, ignaro del pericolo che queste saette fanno incombere, stringe a sé dei barattoli che avrebbero dovuto contenere delle conserve, colmi di questi “dardi zigzaganti”. É visibilmente fiero di questo bizzarro raccolto e si appresta a caricare queste catture su un carrello. Renato non è solo, ma aiutato nell’intento da una anziana signora che in secondo piano, con l’aiuto di un parafulmine cattura questi sprazzi di luce per poi farli custodire ermeticamente.

Renato Zero nei suoi artwork ha da sempre reiterato grandi simbologie protagonistiche, e sempre in circostanze originali e inusuali, facendo della propria immagine una pionieristica rappresentazione controcorrente. Un esempio lampante di questa attitudine è ben rappresentato ad esempio nelle copertine di “Zerolandia” e di “Artide Antartide” per citarne un paio. La meritocrazia dell’idea di questa grafica però non è completamente attribuibile a lui, ma bensì a una pubblicità datata 1996 del software Avid Media Illusion. Avid Media Illusion è stato un software di composizione digitale non lineare creato dalla Avid Technology destinato ai mercati cinematografici e televisivi. La pubblicità originaria ritrae un fattore nella stessa identica posizione, il fotomontaggio ha solo sostituito la testa dell’anziano con quella di Zero, mantenendo anche la stessa camicia a quadrettoni; tipica di chi lavorava in campo agricolo.
Lo stesso concetto della cover è stato nuovamente ripreso fedelmente nel 1999 da una band inglese denominata Landmarq per rappresentare il loro disco album “Thunderstruck”.
Il fulmine nel significato simbolico è sempre stato considerato come un’arma divina. Il fulmine è l’arma di Dio nel cielo. Il luogo che Dio colpisce con il fulmine è considerato sacro, e l’uomo che a sua volta viene fulminato è a sua volta consacrato. Lo scopo di questa immagine dunque è forse collocabile all’intenzione del cantante di “colpire” in segno di gratitudine i propri fans, i suoi “sorcini”, ai quali ha sempre dimostrato un generoso affetto. Le parole delle sue canzoni risuonano come fulmini in una serata plumbea, e riecheggiano amore dopo amore a tuttora come tuoni nel cielo, anche a distanza di anni.
Sara “Shifter” Pellucchi