-Introduzione e intervista a cura di Maria Macchia-
Che musica ascoltano i ventenni di oggi? Quali sono le loro grandi passioni ? È possibile che un ragazzo nato negli anni Novanta possa avviare una collezione di vinili di un certo rilievo? Certamente non possiamo rispondere a queste domande in modo rappresentativo per l’intero universo giovanile. Possiamo però scoprire, con molto piacere, che ci sono ragazzi appassionati di musica a 360 gradi. Abbiamo incontrato Oliver, di Giubiasco (Svizzera), classe 1996, che ci ha raccontato della sua collezione di dischi, della sua frequentazione delle fiere del disco e dei suoi incontri con diversi artisti.

Oliver, sappiamo che sei stato a centinaia di concerti e che partecipi a moltissimi eventi musicali, ma di che cosa ti occupi a livello professionale?
Molte persone che incontro durante concerti o eventi musicali pensano che mi trovi li per lavoro, dato che sui miei profili social appaio spesso in compagnia di musicisti o personaggi pubblici.  Ci tengo a precisare che la mia occupazione ha in realtà un orientamento socio-sanitario e, più precisamente, sono una figura di supporto e favorisco la reintegrazione sociale per persone aventi un disagio psichico. Nel tempo libero, terminati gli impegni e i doveri personali, mi concedo il più possibile al mondo della musica e a tutte le sue variopinte sfaccettature. Ogni occasione è buona per partecipare ad un evento e sono sempre pronto ad assistere a concerti, conoscere persone del settore e trascorrere del tempo di qualità in buona compagnia.

Chi ti ha ispirato ad appassionarti alla musica, e in particolare ai dischi in vinile?
Per la musica non posso che elogiare mio padre, che fin da piccolo mi ha invitato all’ascolto di grandi e significativi artisti come Dylan, Pink Floyd, Dire Straits, Le Orme e molti altri, ma anche di musicisti meno noti, ma altrettanto validi ,come Davide Van De Sfroos. Ai vinili, a dire il vero, mi sono avvicinato per curiosità. Vedendoli in svariati documentari e video musicali sono stato incuriosito da questi “piatti neri” al punto di acquistarne alcuni ancor prima di avere un mio giradischi personale. Al momento possiedo circa 400 LP, 200 45 giri e 300 album su CD e musicassette. Paragonata ad altre collezioni, la mia è piuttosto contenuta, ma l’ho messa insieme in poco tempo e sta crescendo rapidamente.

Quale è stato il primo disco che hai acquistato?
Il primo disco che ho acquistato è stato “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles, un album epocale di cui avevo sentito parlare a lungo. Per me esso è stato il disco più significativo che potesse consentirmi di accostarmi al mondo della musica rock. Lo acquistai nello storico negozio “Pinguis” di Bellinzona all’età di 13 anni. Da quando avevo 7 anni era il mio album preferito, ma da quel giorno tracce come “With a Little Help from My Friends” e “A Day in the Life” hanno avuto decisamente un altro suono.
C’è un disco a cui tieni di più rispetto agli altri?
A questa domanda trovo difficile dare una risposta precisa. Ciò che rende speciale un mio disco o un oggetto che possiedo è la motivazione per cui ho deciso di acquistarlo e di farlo entrare nella mia collezione. Tutti i miei dischi hanno una storia, un riferimento rispetto alla loro provenienza o alle persone a cui sono legati, ragion per cui ogni album ha il suo livello di “preziosità”. Comunque due dischi da cui non potrei mai separarmi sono “Manicomi” dei De Sfroos (1995) e “Time Takes Time” di Ringo Starr (1992).


Che importanza ha per te la copertina di un disco? Ci sono delle copertine a cui sei particolarmente affezionato?

Sono legato a copertine storiche e fondamentali come quelle di “The Dark Side Of The Moon”,“Nevermind”, “Sticky Fingers”, ma a questo proposito vorrei raccontare la storia di due cover di album che mi hanno catapultato nel mondo delle fiere del disco, di cui sono un assiduo frequentatore. Il primo album è “Live in the City of Light”, un doppio live dei Simple Minds registrato in Francia nel 1987. Sulla copertina è presente un “Claddagh Ring”, il logo della band e il titolo dell’album incisi in color oro su uno sfondo completamente nero. Al primo sguardo questa cover non mi aveva particolarmente colpito, ma in un secondo momento – dopo aver espresso ad amici il mio entusiasmo nei confronti della band dopo un loro recente concerto a Ginevra – venni a conoscenza che all’interno di questo LP era riprodotta la fotografia della Piazza Grande di Locarno. Impiegai settimane per reperirlo, girando per svariati negozi e mercatini alla ricerca di un album che conteneva l’immagine di una città che conosco molto bene e che frequento spesso. Il secondo album che voglio citare mi è molto caro. Lo considero un punto di svolta artistica nella carriera di Ringo Starr e si intitola semplicemente “Ringo“. Risale al 1973 ed è considerato uno dei migliori dischi solisti dell’ex Beatle. Per trovarlo ho dovuto girare per molte fiere. Non è un album particolarmente raro, ma reperirlo in buono stato e completo non è così evidente. La copertina contiene un riferimento all’ intramontabile “Sgt Pepper”: Ringo viene ritratto nelle vesti di un contadino e di un cherubino ed è circondato da artisti di grosso calibro che hanno collaborato all’incisione del disco stesso (come Paul e Linda McCartney, John Lennon, George Harrison, Billy Preston) e da altri personaggi, reali e di fantasia, tra i quali l’attore Peter Sellers e il re del glam-rock Marc Bolan. I disegni sono di Tim Bruckner. All’interno del gatefold è poi contenuto un booklet di 24 pagine in cui i testi sono illustrati dai disegni psichedelici i di Klaus Voormann, un musicista e artista amico dei Beatles che per loro realizzò la celeberrima copertina di “Revolver”.La tua passione per la musica ti porta a collezionare altri oggetti?
Sinceramente… sono in dubbio se considerare le mie raccolte collezioni o componenti del mio essere! Oltre ai dischi ricerco poster, libri, gadget musicali di vario tipo e infine colleziono fotografie con artisti e autografi personalizzati… ma di questo parleremo tra poco. Uno dei miei ultimi acquisti è stato un prestigioso giradischi “Pro-Ject” in edizione limitata, disegnato da Ringo Starr, che come avrete capito è uno dei miei artisti preferiti.

Sappiamo che sei un appassionato di musica e di costume anni ’80 e ’90 e che hai incontrato vari personaggi di quell’epoca: vuoi parlarcene?
Nelle mie serate e nei miei incontri con personaggio pubblici, ho quasi sempre avuto la fortuna di sentirmi a mio agio e ricevere risposte positive. Sono rare le situazioni in cui l’artista non si sia comportato in una maniera più che gradevole.
Una artista che mi ha davvero colpito per la sua notevole disponibilità è Enrico Ruggeri. Ho avuto l’occasione di incontrarlo due volte e in entrambe le situazioni disponibile e cordiale e mi ha concesso foto e autografi. Al secondo incontro, dopo aver parlato con i suoi musicisti, è ritornato apposta solo per salutarmi e mi ha molto gratificato il fatto che si ricordasse di me. Un altro artista che al secondo incontro mi ha riconosciuto e che posso dire abbia contribuito alla mia personale colonna sonora, quando ero più piccolo, e che ancora oggi ascolto volentieri, è Max Pezzali degli 883. Ma ho avuto la fortuna di incontrare moltissimi personaggi, noti e meno noti, e ho messo insieme una ricchissima collezione di autografi e di foto che mi ritraggono con loro.
Grazie mille, Oliver, per la tua disponibilità!

Grazie a voi! Sono onorato di essere stato contattato da Art Over Covers, un sito che apprezzo e seguo da tempo.