I Mechanical God Creation sono una band death metal italiana nata nell’autunno 2006. I primi due membri che si sono messi in contatto, grazie ad un forum, sono Lucy (ex cantante del gruppo inglese Art of Mutilation composto da due membri di Hecate Enthroned) e Simo (chitarra/voce). Entrambi volevano suonare death metal, quindi cominciarono a cercare altri musicisti per completare la line-up. Entrano negli studi Forge Larsen a Milano nel marzo 2007 per registrare il suo primo demo dal titolo “And The Battle Become War” per poi venire selezionata per suonare al Gods of Metal, con mostri sacri come Ozzy Osbourne, Korn e Megadeth davanti a un vasto numero di persone. Nel 2008 la band iniziò a suonare dal vivo anche all’estero: Austria e Slovenia (Metalcamp Festival di Tolmin) con la possibilità di suonare con gruppi come Amon Amarth, Iced Earth, Behemoth. Dopo un periodo difficile e diversi problemi all’interno della band, Lucy decide di riformarlo totalmente e incanalare la sua passione per l’ispirazione attraverso nuovi musicisti. Fra e Mirko alle chitarre, Fabry al basso e Carlo come batterista. Nel 2018 completano il loro terzo album intitolato “The New Chapter” e firmano con l’etichetta discografica The Goatmancer.

-Intervista a cura di Sara “Shifter” Pellucchi-
Ciao Francesco e benvenuti su Art Over Covers, hai voglia di parlarci un po’ di come è nato il vostro progetto musicale?

Ciao, la band è nata nel 2006 da una idea di Lucy e dell’allora chitarrista Simone, con la prima formazione è stato registrato un ep : “And The Battle Become War” ed un album “Cell XIII”, la band ho suonato al God’s Of Metal, e al fu Metal Camp, con la seconda formazione è stato registrato il secondo album “Artifact of Annihilation”, con l’ultima formazione oltre ad avere suonato con Behemoth, SepticFlesh e ad altri abbiamo registrato il nostro ultimo album “The New Chapter”.

Quant’è importante secondo voi l’immagine per la vostra musica?
Diciamo che è importante ma non è la cosa più importante. La musica è sempre al primo posto ma quando fai un concerto è anche giusto vedere che la band abbia un certo gusto nel proporsi sul palco visto che è una situazione visiva oltre che uditiva.

Puoi descriverci la copertina del vostro ultimo full-lenght “The New Chapter” e raccontarci come è stata elaborata l’immagine con il suo significato?
La ragazza di spalle rappresenta la società, la croce con il cappio sono le religioni. Praticamente quello che volevamo trasmettere è che le religioni sono un cappio per la società, che viene rallentata nel suo sviluppo.Com’è stato collaborare con Colin Marks per la realizzazione della copertina?
È sempre bello per noi lavorare con Colin, lavoriamo con lui dal principio perché riesce sempre a mettere in immagini quello che il disco ha da raccontare ai suoi ascoltatori, per questo ha curato tutte le copertine dei  nostri lavori.

Le vostre tracce parlano di religione e della seconda guerra mondiale. La copertina sembra una unione di queste due tematiche, anche se la seconda guerra mondiale non è stata propriamente una guerra santa come ad esempio le crociate. Sia la religione che la guerra hanno mietuto nel corso della storia innumerevoli vittime. Nel caso della copertina che correlazione c’è tra le due cose? Che punti di incontro immaginifici avete trovato in comune?
Non proprio, diciamo che la copertina, come dicevo sopra, rappresenta nella figura della ragazza la società che cerca di andare avanti, di progredire, la croce col cappio invece rappresenta le religioni che da sempre cercano di fermare il progresso della società attraverso i loro dogmi retrogradi.

La ragazza è presa di spalle e indossa un vestito bianco, cammina sulle macerie verso la croce, ricorda molto il quadro “La Liberté guidant le peuple” del pittore francese Eugène Delacroix, la donna è vestita di chiaro, è coraggiosa, corre sopra morte e distruzione anche se a differenza di questo dipinto in “The New Chapter” la protagonista è sola. Può esserci un parallelismo tra le due cose? Che cosa simboleggia esattamente la figura femminile?
Il quadro che citi tu è stato dipinto prima della rivoluzione francese e la donna simboleggiava la popolazione francese che voleva ribellarsi alla tirannia del governo, la nostra donna è quella società di tutto il mondo che lotta per sfuggire ai cappi della religione e progredire nella scienza nelle arti, senza la censura ed il fanatismo religioso che sta rispuntando un po’ da tutte le parti.A proposito di religione, ho trovato molto simile il paragone dei significati delle vostre canzoni con il film “Franklyn”, non so se lo conoscete, nel caso ve lo consiglio. Ne avete sentito parlare? Nel caso può essere un ulteriore conferma delle vostre idee?
Il film non l’ho mai visto ma apprezzo il tuo consiglio e penso che lo vedrò, purtroppo non avendolo visto non ti posso dire se potrebbe essere una conferma delle nostre idee.

Rapportando la copertina ai giorni nostri, avete intenzionalmente scelto questo soggetto per comunicare un messaggio importante ai vostri fan?
Assolutamente sì, la copertina del cd è la prima cosa che si vede e doveva dare un segnale chiaro ai nostri fan di quello che è il contenuto del disco.

Osservando le vostre precedenti copertine si notano quasi gli stessi colori (in “Artifact Of Annihilation”) e il soggetto solitario che mostra sempre le spalle (“Cell XIII”) è stata una scelta casuale o è una sorta di unione dei due lavori in relazione a “The New Chapter”?
La copertina di “The New Chapter” non è un’unione delle due copertine precedenti. Si possono notare dei tratti comuni perché dietro le copertine c’è sempre la stessa mano, ma ognuna ha una storia a sè.
Per le vostre copertine vi siete ispirati a artwork di altri album?
No i nostri artwork sono tutti fatti da zero in collaborazione con Colin Marks.

Da cosa è derivata la scelta del vostro moniker e cosa significa?
Il nostro moniker si riferisce alla meccanizzazione dell’uomo, nel nostro secondo album abbiamo parlato molto di questo argomento.
Che cosa volete trasmettere attraverso le vostre immagini dell’artwork, la vostra presenza scenica ai concerti e con i vostri video?
Con le immagini dell’artwork cerchiamo di trasmettere tutto quello che raccontiamo nelle nostre canzoni, noi nostri video cerchiamo di raccontare quello di cui parla la canzone di cui stiamo facendo le riprese.

Ti è mai capitato di acquistare un disco solo per l’immagine della cover? Se sì quale?
Non mi ricordo precisamente ma sicuramente è capitato, soprattutto nel periodo dove non era presente internet in maniera massiccia come ora.

Il tuo colore preferito e perché
Nero, perchè mi è sempre piaciuto, non c’è un motivo specifico.

Quali sono secondo te le copertine migliori finora disegnate di altri artisti?
Ci sono tantissime copertine bellissime di tantissimi artisti potrei farti un elenco infinito, io adoro la copertina di “Reign in Blood” degli Slayer, la copertina di In the “Nightside Eclipse” “Reign in Blood” degli Emperor e quella di “Storm Of The Light’s Bane” dei Dissection ma penso che potrei andare avanti all’infinito quindi mi fermo qui.
Un artista preferito per le copertine con cui ti piacerebbe lavorare in futuro
Mi piacerebbe lavorare con Seth Siro dei Septich Flesh.

Colgo con questa ultima domanda l’occasione per salutare tutti i nostri fans e voi che ci avete dedicato questo spazio. Stay Metal. Francesco.