Anno d’uscita: 1997
Sito web: https://www.radiohead.com/
Il 1997 segna l’uscita di “Ok Computer” capolavoro della band di Oxford Radiohead. Ai limiti dello sperimentale, i testi si intersecano tra loro esprimendo disapprovazione e disorientamento di fronte alla sempre più incalzante affermazione della computerizzazione e dei dispositivi elettronici. Il mondo è in preda alla massiva seconda industrializzazione: quella composta anche dall’arrivo di Internet, Napster e masterizzazione CD; non per niente l’anno della terza release della band di Tom Yorke vede la nascita della prima versione del programma Nero Burning ROM, uno dei più temuti dai musicisti perché si afferma come il miglior dispositivo in grado di masterizzare i CD in modo velocissimo e sicuro.

La cover di “Ok Computer” è stata disegnata con il Mac (appunto) dell’artista Stanley Donwood. È un collage in cui si intersecano due circuiti autostradali che creano un bivio. La strada che va a sinistra sembra svanire e perdersi, mentre quella che tende verso destra si trasforma in una sopraelevata sormontata da ambigui cartelli. Il raccordo azzurro dell’immagine è quello che unisce l’Interstatale 84 all’Interstatale 91 a Hartford, in Connecticut, ultima location in cui ha suonato la band. C’è un frammento di un manuale di emergenza di un aereo (si vede infatti la parte iniziale), e un foglio con scritto “lost child” con l’ombra di un bambino non ben definita. Si evince quindi una sensazione di smarrimento, la strada da intraprendere è incerta e non si può capire la direzione giusta da prendere perché entrambe le carreggiate sfociano a un nulla. Il retro della copertina è un altro collage che rappresenta invece un parziale interno di una metropolitana.
Mezzi di trasporto massivi, traffico, per qualsiasi destinazione il mezzo diventa un pericolo. La popolazione si sta orientando copiosamente verso nuove utopiche destinazioni.
Sara “Shifter” Pellucchi