Massimo Garghentini, dj e gestore delle Sale Prova e Scuola di Musica Garage di Crema ci racconta in questa intervista aneddoti e curiosità sulla sua vasta collezione di vinili e dischi. Un articolo che riporta come un viaggio nel tempo negli anni’80: tra arredamento, tecnologia e musica che ancora adesso grazie agli affezionati del genere continuano ancora ad essere uno stimolante punto di incontro tra le vecchie e le nuove generazioni.

Ciao Maks,benvenuto su Art Over Covers, quando e perché hai iniziato a collezionare dischi?
Il primo disco che acquistai fu il 45 Giri di “Every Little Thing She Does is Magic” dei Police, avevo nove anni e lo comprai con mio fratello Giulio, un’emozione che ricordo con tenerezza. Il desiderio di averne tanti e di conservarli con cura, credo sia nato proprio da quel “battesimo del vinile”: all’epoca c’era chi collezionava monete, francobolli, figurine o adesivi…io scelsi appunto, i dischi…
Quanti dischi possiedi e come è composta la tua collezione?
Circa 500 tra 33 e 45 giri..ovviamente qui parliamo di vinile, i CD che possiedo sono invece circa 2000 e ho anche diversi flexy e picture discs. Mi rendo conto sia una piccola collezione, ma la reputo interessante per chi volesse fare un tuffo negli anni’80. Direi che i generi maggiormente presenti nella mia raccolta sono la New Wave ed il Glam Rock (l’Hard Rock di stampo americano), ovvero i miei preferiti in quegli anni e tuttora!

Hai degli artisti preferiti dei quali possiedi molti dischi?
Una delle poche discografie complete presente che mi viene in mente è senz’altro quella degli Heroes del Silencio, la più famosa rock band spagnola di tutti i tempi che amavo particolarmente. Non pubblicarono tantissimi album, ma ho anche dei bootleg rari e i primi pezzi rari di quando si chiamavano Zumo de Vidrio. Per il resto, senz’altro molti di Human League, Depeche Mode, Madonna, Prince, David Bowie, KISS…
Tra i tuoi dischi c’è una copertina che prediligi artisticamente?
Sono sempre stato attratto da quella di “Tango In The Night “dei Fleetwood Mac, un quadro raffigurante un paesaggio da sogno dell’artista australiano Brett-Livingstone Strong. Mi piacque così tanto che la incollai con del nastro adesivo al muro di casa, rovinandola inevitabilmente un po’ sul retro!
Che importanza ha per te la copertina di un disco? Pensi che sia un elemento fondamentale per un disco avere una immagine accattivante?
Un bel vestito è sempre importante…e come per un abito, oltre all’estetica in sè, credo sia importante comunicare con essa (la copertina), l’essenza dell’opera che contiene con la vista ancor prima che l’udito, ovviamente il senso importante in questo contesto.
La progressiva scomparsa dal mercato discografico del supporto vinilico a favore del compact disc, determinò sicuramente una minore attenzione e cura delle copertine a favore tuttavia, di una maggiore importanza dei booklet, spesso contenenti oltre ai testi, moltitudini di fotografie ed altri contenuti interessanti.

La copertina più strana che ti è capitata tra le mani e anche la più indecifrabile… potremmo vedere se riusciamo a scriverci una recensione!
Di copertine strane ne ho viste molte, ma per essere un po’ originale escludo l’aspetto grafico e scelgo di citare quella di “Like A Prayer” di Madonna (1989). La copertina interna, era impregnata di un profumo al patchouli, precisamente “Beyond Paradise” di Estee Lauder… la cosa incredibile, è che a distanza di 30 anni dall’acquisto, il profumo c’è ancora e si sente benissimo!!! Mi chiedo quale tecnica particolare fu utilizzata e se le copie di altri possessori di questo disco, profumano altrettanto ancora oggi…

Hai anche qualche oggetto memorabilia che completa la tua collezione? 
Assolutamente sì! Citerei a riguardo la copertina di “Love In Itself”  (45 giri) dei Depeche Mode, fattami autografare nel ‘93 da un amico operatore del settore dalla band al completo e il testo di “Save A Prayer” dei Duran Duran, autografatomi da Nick Rhodes durante la tappa milanese dell’Astronaut Tour del 2005: era un periodo in cui per motivi di lavoro avevo spesso i pass ai concerti importanti e sin da ragazzino avevo sempre ammirato Nick, fotografo e visual artist di spessore oltre che grande tastierista. Ricordo che fu molto cortese e si fermò a scambiare anche due chiacchiere veloci, mostrando una simpatica comprensione per il mio Inglese maccheronico e complimentandosi per i miei leggings color argento…
C’è un pezzo che stai cercando da tanto che brami ancora di reperire? O se ne hai uno che hai faticato moltissimo a trovare…
Senza dubbio il vinile di “Diamond Dogs” di David Bowie prima edizione, con la copertina raffigurante la testa di Bowie su un corpo di cane coi genitali in vista: Il disco fu ritirato dal mercato quasi subito, per poi essere ripubblicato con la copertina censurata dei “diamanti” del cane, determinandone la rarità… Il boom della discografia, coincise con gli anni in cui era prepotente la supervisione bigotta della censura (soprattutto negli U.S.A.) questo fece sì che molti dischi subirono lo stesso iter ritiro/riedizione di questo di Bowie, divenendo così, oggetto del bramoso desiderio dei collezionisti di tutto il mondo.

La tua casa è tutta in stile anni’80 e “plasticosa”, sono tutti pezzi storici o complementi di design moderno che somigliano a quelli di quel decennio? Come sei riuscito a reperire tutti questi oggetti?
In realtà l’arredamento di casa mia è Space Age, costituito perlopiù da complementi prodotti negli anni’70 e quindi di conseguenza, presenti negli appartamenti degli anni’80. L’oggettistica che completa il mio arredamento è tuttavia composto da pezzi assolutamente anni’80: telefoni, home computers (Sinclair Spectrum, Commodore 64 ecc…), giochi cult (Cubo di Rubik, Simon, Speak&Spell ecc…), macchine Polaroid, cineprese Sony, sintetizzatori analogici… persino un cabinato da Sala Giochi! Il tutto impreziosito da bambole Barbie disseminate qua e là per l’appartamento. Sin da bambino fui affascinato da colori e forme di alcuni mobili che mi ricordavano film di fantascienza come “2001 Space Odissey “o Serie TV come “U.F.O.” e “Spazio 1999” e nel corso degli anni, ho arredato i vari appartamenti in cui ho vissuto con mobili di Joe Colombo, Anna Castelli, Mario Bellini, Marc Held, Ettore Sottsass, Luigi Colani eccetera. É vero Sara: è tutto molto plasticoso e colorato ah ah ah…
Sei attivissimo in campo musicale, sei un dj affermato per le serate dark e a questo proposito hai creato Stigmata, com’è nato questo progetto?
Intanto ti ringrazio per la domanda Sara, perché mi permette di ricordare alcuni dj-set che ho diviso con te in consolle al Black Hole di Milano..ci siamo divertiti un sacco! Riguardo Stigmata, si potrebbe proprio cominciare con: “Era una notte buia e tempestosa…”, perchè appunto lo era quando con un mio amico, decisi di creare questa serata alternativa al resto della proposta presente in città (Crema). Ero in consolle già da anni a Crema in un noto Rock Pub e facilmente, prendemmo accordi con il Beat Cafè, un locale vicino al centro con annessa una discoteca sotterranea; quella divenne per molto tempo, la sede di Stigmata. Un lavoro di restyling, stampa e distribuzione di flyers e via… le serate si svolgevano il Venerdì sera e riscossero un buon successo. Lo staff era composto da me, Stefano e la nostra amica Filomena al bar. Ricordo con affetto e anche un po’ di commozione, la particolare eccitazione che si respirava da parte degli avventori affezionati alla vigilia di ogni serata e anche che molti di quei ragazzi non avevano mai ascoltato questo genere musicale e di lì a poco furono letteralmente convertiti negli ascolti, ma anche nel look. Nacquero tante coppie in pista e sui divanetti di Stigmata, alcune resistono ancora e siccome sono un romantico (altrimenti non collezionerei dischi vintage), mi sta scendendo una lacrimuccia, mentre ti rispondo…
Dalla tua esperienza “notturna” decennale del genere goth, rispetto agli inizi, com’è cambiato l’approccio del pubblico a questo genere? Ci sono ancora molti seguaci di questo stile musicale ed estetico?
Trattandosi di un genere musicale e stilistico prettamente anni‘80, una certa diminuzione del pubblico alle serate a questo tema è stato fisiologico ed il target d’età a cui si rivolgono, si è spostato ora sui 40/45enni. Non c’è stato molto ricambio generazionale, ma il pubblico rimane numeroso e affezionato e le piste in discoteca non sono certo vuote. Diversamente, i grandi goth festivals in giro per l’Europa sono pieni ora come allora, essendo grandi meeting con cadenza una tantum durante l’anno.
Lascio a te la conclusione per poter dire qualcosa che non è ancora stato detto!
Concluderei con un pensiero sulla discografia, categoria editoriale quasi estinta, uccisa dalla relativa scomparsa dei supporti discografici stessi a favore della Musica Liquida come la definisce il grande Red Ronnie. É stato un processo lento ed inevitabile, complice la mancanza di attenzione da parte dei governi sul file sharing selvaggio, ma anche dall’assorbimento delle major da parte di Sony e Universal Music. Poi mi viene in mente che forse inevitabile non era, se pensi che i brani di Prince godono ancora oggi di una protezione attenta e sono introvabili se non ufficiali, sul web! A differenza dei dischi, i libri non sono stati rimpiazzati dai files… forse perché, tornando al discorso dei sensi coinvolti, il tatto e la vista continuano a necessitare in questo caso dell’oggetto concreto. Risultato: le librerie sono piene, i negozi di dischi sono un bel ricordo…

p.s. domanda mia… ti dividi ancora tra Italia e Spagna? Di cosa ti occupi?
Dall’anno scorso mi occupo della gestione delle Sale Prova Garage di Crema, in una bellissima location disegnata dall’architetto Carlo Schira che è anche uno spazio concerti, sede attuale di Stigmata e prossimamente scuola di musica moderna… principalmente per questo motivo, ho lasciato nel cassetto il mio “spanish dream”. Continuo poi a collaborare come dj con alcuni clubs che propongono darkwave/goth nights, nello specifico a Bergamo e Milano. Un progetto nuovo di cui mi sto occupando con entusiasmo è invece il duo New Wave/Italo Disco composto dalla mia compagna, la cantante Becky Loy e Luca Vitanza. Loro sono i BIELLE e ti assicuro che il loro show è assolutamente da non perdere!! La prossima Data sarà Sabato 21 Settembre al Midnight (ex Sold Out) di Grassobbio (BG) per l’inaugurazione del Club, sul palco assieme a Ivan Cattaneo! Tornando ai dischi e alla Spagna, se passate da Valencia (città che assolutamente amo), non potete mancare di visitare il Cha Cha Cha, un fantastico negozio di dischi in un vicolo vicino alla Stazione e alla Plaza de Toros, dove troverete migliaia di vinili in perfetto stato e catalogati per genere..prezzo medio: 2-6€! Un consiglio: Lasciate fidanzato/a a casa, uscirete al tramonto…