I Lazybones Flame Kids sono una band post-rock composta da cinque ragazzi italiani. Loro la musica è principalmente strumentale, anche se a volte urlano e sussurrano in un tipico stile narrativo. Il loro album di debutto “L.F.K”, pubblicato nel febbraio 2016 sotto Coypu Records, è stato seguito da tre tour a livello nazionale. Il loro nuovo album, “Beyond”, è uscuto con la Antigony Records in Aprile.

Ciao ragazzi e benvenuti su Art Over Covers, avete voglia di parlarci un po’ di come è nato il vostro progetto musicale?
Il nostro progetto musicale nasce dall’amore che ci accomuna per un certo tipo di post-rock e indie vicini ad un sound analogico e clean, per fare qualche nome potremmo dire The Van Pelt, June of ‘44, Karate, Mogwai, ma facciamo molto riferimento anche ai più recenti “Explosions in the Sky”, “This Will Destroy you”, “Caspian” e naturalmente le diverse influenze e gusti personali di ognuno.

Quant’è importante secondo voi l’immagine per la vostra musica?
L’immagine è una parte fondamentale della nostra musica, completa e dà senso ai nostri ambienti sonori, usiamo spesso delle proiezioni per i nostri set proprio per accompagnare l’ascoltatore in un’esperienza che non sia esclusivamente sonora e aiutarci a raccontare quelle sensazioni che non sempre si possono tradurre in testo scritto; le immagini che scegliamo per le copertine o per un poster hanno la stessa importanza, suggeriscono l’inizio di un viaggio ma senza svelare troppo del per-corso.

Potete descriverci la copertina del vostro ultimo full-lenght “Beyond” e raccontarci come è stata elaborata l’immagine con il suo significato?
La copertina di “Beyond” raffigura una piccola isola circondata dal mare che riflette la luce del sole, quasi accecante, sullo sfondo un cielo livido che crea un forte contrasto con il resto della scena, dominata dal vuoto. È uno scatto del fotografo Paolo Marchi, ci ha colpito per la semplicità della composizione e per le contrapposizioni che coesistono al suo interno, descrive le dinamiche e l’ambiente in cui nasce la nostra musica e ci è sembrata la sintesi migliore per il nostro concept.
Dove si trova ubicata la montagna fotografata dal vostro chitarrista Pierluigi?
La “montagna” fotografata da Pierluigi è una grande duna di sabbia, si trova nella riserva naturale di Piscinas, nella costa occidentale della Sardegna.

Avete affermato che l’isola, non è solo una metafora della vostra provenienza geografica ma piuttosto è punto di partenza che si osserva da lontano, racconta quindi il percorso che si è fatto per superare i limiti e raggiungere l’obiettivo dell’album. Nel linguaggio dei simboli l’isola è il punto di arrivo dopo una navigazione o un volo ed è simbolo per eccellenza di un centro spirituale primordiale. Nell’immaginario mitologico e religioso, l’isola è sempre stata meta mistica a cui poi ricondurre i morti. In sostanza l’isola è luogo di pace nel mare dell’ignoranza e dell’agitazione. Secondo voi è un ulteriore sottolineatura del vostro concetto figurativo? Perché voi intendete partire dall’isola alla terraferma e non viceversa?
Dipende fortemente dal punto di vista da cui si osserva, certamente il simbolo dell’isola può esprimere molti significati, il carattere mistico e arcaico della Sardegna può aver contribuito a formare il nostro immaginario e i suoni che ci piace esplorare e tutte queste cose rafforzano il messaggio di “Beyond”, ma forse il punto di osservazione che ci interessava mettere in evidenza è quello di chi dall’isola sente la necessità di muoversi verso l’esterno, lasciare l’isola di pace in mezzo al mare e “se-guir virtute e canoscenza”, confrontarsi con la terraferma e capire più a fondo il valore del luogo da cui si è partiti.

L’isola che si vede sul mare mi ricorda moltissimo una foto che ho scattato mentre ero a Napoli, e precisamente l’isola di Capri vista da San Martino, eccola, non trovate una certa somiglianza? Esiste davvero l’isola in copertina?
Si, c’è una certa somiglianza! L’isola in copertina esiste realmente ed è uno scoglio situato al largo del porto di Cagliari, chiamato Scoglio Sant’Elia.
A cosa è dovuta la scelta della tonalità seppia?
La tonalità prevalente è quella della foto originale, è stata lievemente post prodotta con l’utilizzo di alcune texture in trasparenza e “scaldata” con un leggero filtro ambra.

Per le vostre copertine vi siete ispirati a artwork di altri album?
Le fonti di ispirazione sono tante, il percorso per arrivare alla copertina è stato lungo e siamo passati per molte idee anche distanti tra loro, abbiamo ricercato spunti anche nell’ambito del post-rock ma soprattutto in quei dischi che hanno un significato per noi, dai Foals agli Akron/Family, dalle soluzioni più grafiche e minimali a quelle più realistiche; successivamente abbiamo notato una somiglianza con la copertina di “Die”, ultimo lavoro di Iosonouncane, è stato bello accorgersi di essere arrivati ad una soluzione analoga ma da percorsi diversi, e non solo a livello visivo.Da cosa è derivata la scelta del vostro moniker? Potete spiegarci il suo significato?
l nostro nome non ha un significato ben preciso, lo abbiamo scelto più per come suonava nell’insieme che per il suo senso letterale; come nelle immagini c’è un gioco di contrapposti anche tra “lazybones” e “flame”, si potrebbe dire “ragazzi pigri ed euforici” allo stesso tempo, ma in generale ci piaceva l’idea di un nome che suonasse come una frase.

Che cosa volete trasmettere attraverso le vostre immagini dell’artwork e con i vostri video?
Quello che vogliamo comunicare attraverso immagini e video è un insieme di emozioni e sensazioni che risulta difficile esprimere solo in musica o solo con un testo scritto e caratterizzano i nostri pezzi, cerchiamo di comunicare su media differenti per dare un messaggio il più completo possibile.

Vi è mai capitato di acquistare un disco solo per l’immagine della cover? Se sì quale?
Akron/Family – (S/T), “Elephant” – White Stripes, “Due” – Cani dei Portici,  Alice in Chains (S/T), “Lateralus” – Tool.
Il vostro colore preferito e perché
Color seppia, perché ci fa pensare al mare.

Quali sono secondo voi le copertine migliori finora disegnate di altri artisti?
“The Dark Side of the Moon”, “Atom Heart Mother – Pink Floyd;
“Amnesiac”, “In Rainbows” – Radiohead;
“Gloss Drop” – Battles
Alice in Chains (S/T);
“Lateralus” Tool;
“Home Alone” – Totorro;
“Takk” – Sigur Ròs.
Un artista preferito per le copertine con cui vi piacerebbe lavorare in futuro
Storm Thorgerson (Hipgnosis), Floto+Warner, Jason Revok, Carl Krull, Davide De Martis, Maurizio Galimberti, Chris Ash-worth.

I vostri artisti preferiti o fotografi
Joel Peter Witkin, Carl Krull, Jason Revok, Storm Thorgerson, Antonio Ledda.

Libertà di espressione, diteci pure qualcosa che avete voglia di comunicarci
“Rock isn’t Art, it’s the way ordinary people talk.” Billy Idol.