Anno d’uscita: 2019
Sito web: https://www.facebook.com/RenZenOfficial/
“Se Ascoltassi”
è il primo disco prodotto ed interpretato da Ren Zen, pseudonimo di Renzo Maggiore, poeta e cantautore triestino, anche se abita a Roma dal 2014.  L’album racchiude ben undici brani che hanno come filo conduttore l’ascolto e l’invito a vivere il presente tipico dello Zen.  Apre l’opera il singolo “Electrozen”, canzone quasi dance che mira al senso stesso dell’esistenza e si rivolge direttamente all’ascoltatore, al suo ego e alla sua anima per invitarlo ad unirsi alla tribù Ren Zen. Quasi un elettroshock musicale, che si apre però con un crescendo di respiro: da subito si trova lo strumento principe per il benessere individuale, ovvero la corretta respirazione ed il guardare dentro se stessi.

Una delle canzoni che meglio spiega e riassume il significato dell’intero album sta a metà full-lenght, nel brano che dà proprio il titolo all’album. Le dinamiche famigliari possono provocare traumi e blocchi emozionali difficili da gestire se si è privi degli strumenti che l’autore insegna, in qualità di consulente: la competenza del “Saper essere” (l’omonimo manuale di Renzo Maggiore è edito dalla Chiado di Lisbona) consiste nel saper gestire le proprie emozioni e quelle degli altri, nella capacità di comunicare con empatia ed efficacia, nel conoscere i processi di apprendimento e di motivazione, ed infine nello sviluppare la propria originale creatività. «Se ascoltassi le parole senza muri tra di noi» è una frase dell’orecchiabile ritornello che rende quasi banale un approccio così difficile da adottare nella realtà.

L’autore va a fondo nella propria sofferenza che fa parte anche di un’intera generazione, ma non dobbiamo pensare che sia un album negativo.  “Se Ascoltassi” è tutt’altro che un disco pessimista; al contrario, parte dalle cause del dolore per approdare alla luce della saggezza, indica come uscire dal baratro attraverso la conoscenza di se stessi e della fede. Il trionfo appunto dello Zen.
L’artwork rappresenta, nello stile della fotografa bulgara Aneta Ivanova, una posizione asana, ossia una delle posizioni assunte nella pratica dello yoga. Il suo scopo è quello di stimolare la circolazione sanguigna, di liberare il corpo dalle tossine e da ogni rigidità.
La posizione che viene qui rappresentata nell’artwork è una tra le posizioni più semplici, ossia la posizione Sukhasana. In sanscrito, sukha significa “gioia”, “delizia”, “felicità”, “conforto” e asana significa “posizione”, pertanto questa asana può essere tradotta letteralmente come la “posizione piacevole” o la “posizione gioiosa”.
Si pratica sedendosi a gambe distese, distendendo la spina dorsale prima di piegare le gambe e mettere i piedi sotto le ginocchia opposte.  Le mani vengono quindi appoggiate sulle ginocchia con i palmi verso l’alto e formare un mudra (in sanscrito vuol dire “gesto”) con le dita.  Quindi si unisce il polpastrello del dito medio e del pollice della stessa mano formando un cerchio, mantenendo le altre tre dita leggermente piegate e rilassate. I benefici di questa posizione sono molteplici, tra cui aiuta ad alleviare le tensioni alla schiena, riduce lo stress e l’ansia, migliora la postura favorendo così una migliore respirazione.
E poi c’è l’aggiunta della natura nella silhouette della donna, ovvero gli alberi, dove l’anima ed il corpo hanno più facilità a rilassarsi e a trovare il giusto equilibrio.  Il contatto con il mondo esterno ormai diventa più che mai importante perché nella nostra vita quotidiana tendiamo a trascorrere molto più tempo in ambienti chiusi,  ma solo in un luogo aperto noi possiamo ritrovare una corretta connessione con noi stessi e con il mondo che ci circonda.  Infatti non c’è niente di più piacevole che camminare a piedi nudi in un prato o a passeggiare tra gli alberi per ritrovare una nuova e fresca energia.  Solo così ci sentiremo rigenerati e pronti ad affrontare le difficoltà della vita.

Non dimentichiamo infatti che, secondo la tradizione, lo yoga venne rivelato ai rishi in meditazione,  ovvero gli asceti che, vivendo a contatto diretto e continuo con la natura,  erano anche accorti conoscitori dei suoi segreti più intimi e delle leggi dell’Universo.
Antonella “Aeglos” Astori